Pokémon Champions: perché è la rivoluzione che il competitivo VGC aspettava

Pokémon Champions sta cambiando il VGC? Analizziamo come il nuovo titolo Pokémon abbatte le barriere d'ingresso e rende il competitivo finalmente accessibile a tutti.

Ho pensato a lungo sul fare o meno una sorta di recensione di Pokémon Champions, ma forse i tempi non sono ancora maturi. Probabilmente a influenzare la mia decisione ci ha pensato ciò che fu il percorso di Pokémon Unite ai tempi, un titolo che iniziò a prendere la forma di ora solo con il lancio su mobile (piattaforma sulla quale Champions approderà teoricamente in estate, anche se non abbiamo una data di lancio certa). E anche quella “forma” di Unite è ben diversa da come lo abbiamo oggi, soprattutto per quanto riguarda il numero di contenuti. Quindi invece di fare un’analisi che invecchierebbe come il latte, o di farvi il ventesimo tutorial sulle meccaniche (che tra l’altro vi vengono spiegate dal gioco stesso) facciamo qualcosa di diverso, e parliamone per quello che è e che molto probabilmente sarà: l’inizio di una sorta di piccola rivoluzione.

Pokémon Champions: lotte Pokémon per tutti (per davvero)

Quello che avete appena letto è lo slogan di Pokémon Champions, il primo che ci venne comunicato a seguito della prima presentazione estesa che abbiamo visto la scorsa estate. Da veterano del VGC, ossia il formato dei tornei ufficiali di Pokémon nella categoria videogioco (e acronimo di Video Game Championship), vi posso garantire che fino a questo momento entrare nel nostro mondo avrebbe disincentivato la stragrande maggioranza di voi. Pokémon Scarlatto e Violetto hanno venduto 27 milioni di unità, ed è vero che tanti fan comprano entrambe le versioni, ma facciamo conto che ci siano stati effettivamente almeno 23-24 milioni di possessori di questi giochi durante la nona generazione. Non mettiamoci a fare stime spicciole, parliamo di dati veri (potete consultarli anche voi su Pokémon Home).

Il primo mese di Ranked nelle Lotte in Doppio di Pokémon Scarlatto e Violetto, quindi la modalità che prende come regolamento il formato ufficiale del VGC, ha registrato circa 1.2 milioni di giocatori totali. Al quinto mese di Ranked, Aprile 2023, eravamo già scesi a 452.00 circa; a Luglio, il mese prima dei primi Mondiali Pokémon su Scarlatto e Violetto, non si arrivava nemmeno a 320.000 – numero leggermente risalito in occasione del primo DLC e successivamente del secondo, ma che nel corso del 2024 e soprattutto del 2025 è sempre rimasto basso. Raramente si è saliti a quota 250.000 ed era tutt’altro che raro vederlo sotto i 200.000. Ripeto, parliamo di una generazione che tecnicamente ha venduto 27 milioni di copie, e per quanto sia comprensibile che solo una minoranza sia interessata al competitivo, come in tutti i giochi del resto, è comunque indicativo che in proporzione i giocatori fossero così pochi. Perché però?

Perché se una persona si fosse dovuta basare sul gioco in sé per capire come funzionano davvero le statistiche, gli effetti secondari di molte mosse, il breeding, EVs e IVs, cosa è forte e cosa no, quali Pokémon sono giocati e quali no, beh, semplicemente non avrebbe mai potuto farlo. Sarebbe dovuto necessariamente andare a consultare risorse esterne, come guide, statistiche di usage nelle ladder e nei tornei, wiki e quant’altro. Insomma, il contrario esatto del concetto di accessibilità, e la perfetta definizione di barriera d’ingresso. Per questo è fondamentale che di Pokémon Champions se ne parli, e che lo si faccia con la consapevolezza di chi in quella trincea c’è stato, anche e soprattutto ai tempi del 3DS se non prima, quando non c’era nemmeno un decimo delle risorse online non ufficiali di ora.

Pokémon Champions live gameplay ranked nikyualex
Schermata presa da una delle mie live di ranked su Twitch (@nikyualex)

Su Pokémon Champions viene tutto spiegato direttamente dal gioco, non serve necessariamente andare in qualche wiki. Le info delle mosse menzionano esplicitamente le percentuali e le loro tier di priorità, le statistiche sono gestibili in maniera infinitamente più intuitiva e chiara, le info sugli strumenti sono altrettanto chiare con percentuali annesse e, soprattutto, cose come statistiche di usage nelle ladder, e sul come vengono giocati i Pokémon più usati, sono riportate chiaramente dal gioco stesso! Non sapete come giocare lo Sneasler che avete affrontato per la decima volta di fila in Ranked? Andando sulle sue info nei Battle Data delle Lotte in Doppio trovate le mosse più giocate, le nature più scelte, gli strumenti più usati, i Pokémon con i quali viene maggiormente giocato, le Abilità più usate e soprattutto con quali punti statistica (le cosiddette Spread) di solito viene buildato. Che non vuol dire che saprete automaticamente tutti i segreti su come masterarlo, ma il massimo che avreste potuto sapere sul suo conto in Scarlatto e Violetto è che veniva dal passato – informazione utilissima ai fini del darvela in fronte, usando un gergo tecnico. Immaginate l’assenza di queste info in giochi con molti più Pokémon giocabili rispetto a quelli attualmente su Champions, con un numero drasticamente più alto di strumenti assegnabili e con, di conseguenza, un numero esponenzialmente molto più alto di combinazioni possibili. Già su Pokémon Champions un novizio sarebbe disorientato senza di esse, figuriamoci prima – per giunta senza un editor del genere per i propri Pokémon.

Nella mia cerchia di amici praticamente tutti sanno del mio percorso nel competitivo Pokémon, e molti di loro il VGC o lo avevano solo sentito nominare da me o al massimo lo seguivano a una certa distanza, senza interessarsi poi molto. Con Champions ovviamente sta cambiando tutto, molti di loro hanno finalmente modo di iniziare (e di accorgersi quanto dannatamente profondo fosse questo eSport). Anche persone che non pensavo, e non pensavano, si sarebbero mai potute divertire in una ranked, motivo per il quale vi invito fortemente a provarlo essendo gratis, perché potreste ricredervi anche voi (o forse no, ma sta a voi deciderlo).

Una nuova, gigantesca, ondata di giocatori

Nelle ultime settimane non è un caso che anche molti streamer, o giocatori in generale, di altri titoli come Heartstone o TFT (abbastanza simili come filosofia) si stiano approcciando al VGC grazie a Champions. Avrebbero mai giocato 50 ore a Scarlatto e Violetto per arrivare al post game con le risorse necessarie? No, mai e poi mai. Ma se ora il requisito è scaricare un gioco di pochi Giga sulla Switch, farsi qualche tutorial e buttarsi nella mischia, perché no? Nella peggiore delle ipotesi non gli piace e lo disinstallano, ma nel giro di un paio d’ore e non di 50 a cui aggiungere 60 Euro spesi obbligatoriamente.

La morale della favola è che a molti di fatto sta piacendo, sta piacendo sempre di più, perché il VGC fa questo effetto qui: più lo giochi più lo capisci, più lo capisci più ne vuoi sapere di più, più ne sai di più e più ti diverti e hai voglia di approfondire. Ti ci incastri molto facilmente se tocca le corde giuste, e se vieni da giochi come quelli menzionati poco fa o altri simili nei concetti (anche qualsiasi TCG banalmente è un ottimo punto di provenienza) allora le corde sono quelle giuste. Perché poche cose nei videogiochi sono soddisfacenti come il creare una strategia in VGC e vederla funzionare sul campo, a patto ovviamente che siate quel tipo di utenti. La sensazione è un misto tra quando risolvi un puzzle complesso e quando vinci un match competitivo, due soddisfazioni particolarmente forti per il cervello umano che nel VGC si combinano assieme. Ed essendoci sempre formati nuovi, ogni volta è una sfida il cercare di risolvere il problema del meta di turno, mantenendo il gioco stimolante quasi come la prima volta.

Tante persone negli anni non hanno smesso di giocare VGC per il tipo di gioco in sé, ma perché era difficile stare al passo con l’evoluzione dei vari meta con il sistema di grinding dei giochi main line. Un sentimento comune era, parafrasandolo e facendo un esempio: “ma come, ho appena finito di farmare il mio team e dopo l’ultimo Regionale sono uscite cose che lo counterano? E ora devo rifare tutto da capo? Ci rinuncio”. Pensate sia un caso che il numero di giocatori in ranked su Scarlatto e Violetto sia passato in nemmeno un anno da 1.2 milioni a meno di 300.000? Di solito più un gioco va avanti nel tempo, perlomeno nella prima manciata di mesi, e più i giocatori aumentano proporzionalmente all’aumentare delle copie vendute, e non che dopo nemmeno 4 mesi in ranked ci sta un terzo delle persone del primo mese.

Pokémon Champions teambuilder

Ora è diverso, ora è:ah il mio team è invecchiato? Fammi aprire un attimo l’editor che sistemo queste 3-4 cose e torno più forte di prima a ladderare! Fare micro e macro aggiustamenti nel tempo, anche tra un match e l’altro, ormai è diventato talmente rapido che il giocatore può tenere il passo con il meta – fondamentale affinché non abbandoni il gioco alla prima difficoltà. Se poi è dal suo interno che può reperire le informazioni utili ad adattarsi, senza affidarsi unicamente al suo occhio e a cosa sta trovando più o meno di prima contro, ancora meglio no? Ecco perché non solo ci sono nuovi giocatori, ma anche e soprattutto tanti di quelli che avevano smesso stanno ricominciando.

Ho trovato francamente brillante il partire con un numero limitato sia di Pokémon che di strumenti, perché in questo modo si possono inserire e reinserire le persone gradualmente, senza spaventarli con l’ammontare gigantesco di contenuto con il quale avevamo a che fare su Scarlatto e Violetto. La profondità è comunque abbastanza da tenere sensato e in evoluzione il formato, ma non c’è alcun rischio di vera dispersione. Già da fine Giugno, al termine del regolamento M-A, verranno aggiunti sicuramente nuovi Pokémon, nuove Mega e nuovi strumenti ma tranquilli, non vuol dire che o iniziate adesso o siete spacciati. Se molti giocatori di ora sono riusciti a imparare il contenuto di Scarlatto e Violetto (con un gioco che faceva di tutto per non farglielo imparare, per giunta) è fattibile iniziare anche tra due anni (ci mettereste solo un po’ di più, ma nulla di infattibile). Però ovviamente se iniziate ora e imparate tutto gradualmente, tanto di guadagnato. Pokémon Champions è ovviamente molto lontano dalla sua forma finale, ammesso che ce ne sarà mai una, ma sicuramente siamo solo al principio.

Chiudo questo editoriale misto a chiacchierata con un invito: provatelo, provate Pokémon Champions. Non dovete necessariamente acquistare alcun pacchetto aggiuntivo a pagamento, né tantomeno ci è stato chiesto di invitarvi a giocarlo — questo sono io, veterano del VGC, che a fronte di tutte le cose fighe che ho potuto fare con questo eSport, e di tutte le persone meravigliose che mi ha fatto conoscere, che vi sto invitando a dargli una possibilità. Poi non vi piace? Lo disinstallate e tanti saluti. Ma provatelo, davvero, perché potrebbe valerne seriamente la pena!

0
Mostra commenti (0) Nascondi commenti (0)
0 0 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x