Runecairn: Edizione Wardensaga la recensione, tra mitologia nordica e un’anima Soulslike

Tra le terre del nord, dopo che umani e divinità si sono dati battaglia. Terre dove il Ragnarok ha già mietuto le sue vittime. Ecco la recensione di Runecairn e i suoi supplementi, pubblicato da Nigredo Press.

Per coloro che ancora non hanno avuto il piacere di conoscerlo, Runecairn: Edizione Wardensaga è un gioco di ruolo da tavolo fantasy norreno nato dalla mente di Colin Le Sueur e pubblicato in formato italiano da Nigredo Press. Si tratta di un GDR dedicato a un paio di branche specifiche: abbiamo di fronte un’esperienza di gioco che unisce mitologia nordica, esplorazione, e un’impronta meccanica ispirata ai videogame Soulslike, il tutto in un’ambientazione cupa, evocativa e profondamente legata al folklore dei Nove Regni dopo il cataclisma del Ragnarok. Ovviamente, una persona come chi vi scrive che ama entrambe le cose, non poteva non vedere questo titolo fare breccia nel proprio masochista cuore videoludico e ruolistico.

In sede di recensione però, quest’oggi vi parliamo brevemente anche dei due supplementi al manuale base, che vanno ad arricchire l’esperienza già forte di Runecairn: mi riferisco al piccolo manuale “Nei Nove Reami”, che raccoglie dei “dungeon one page” per le vostre partite, e il Bestiario, dal titolo autoesplicativo e che preannuncia orrori e minacce dalle creature di questo pericoloso mondo. Sempre dedicando un attimo di tempo a coloro che non conoscono il titolo, è doveroso però descrivere prima il contesto dove questi due prodotti vanno ad inserirsi.

L’anima di Runecairn: Edizione Wardensaga

Che cos’è di preciso Runecairn? Il GDR è ideato per 2 giocatori, un Guardiano e un Avventuriero, ma con la possibilità di giocare in solitario o in gruppo. Il cuore del mondo di gioco si trova in un universo che ha vissuto la violenta fine di divinità e civiltà leggendarie, dove una devastante guerra tra Dei e uomini ha lasciato il mondo spezzato. La natura ora cresce rigogliosa tra le rovine, esseri enormi e mostruosi vagano per i regni, e il destino dell’umanità è appeso ai fili rinnovati di un nuovo ordine cosmico. Se questa descrizione non ha accresciuto il senso di pericolo in voi, fareste meglio a ricredervi.

Sul fronte meccanico, Runecairn si basa su un sistema appartenente alla famiglia New School Revolution, vicina a titoli come Into the Odd e Cairn (alla fine, Runecairn è proprio un hack di quest’ultimo). Questo significa che le regole sono snelle, focalizzate sulla narrazione emergente, e sull’esperienza di gioco. Questo fa sì che tabelle complesse o abilità di classe più rigide siano messe da parte. Le risoluzioni sono quindi affidate ad un sistema di azione semplice, con risoluzioni intuitive e orientate al flow della partita, con l’obiettivo di lasciare spazio all’interpretazione delle scene e alle interazioni.

Una delle caratteristiche più peculiari di Runecairn, e che ci ha fatto venire da subito l’acquolina in bocca, è l’adozione di elementi Soulslike: questi sono sia nel tono generale del mondo (pericoloso, spietato e imprevedibile), sia in alcune meccaniche che richiamano la dinamica dei videogiochi da cui trae ispirazione, come ad esempio la possibilità di resuscitare ai falò, il “respawn” dei nemici, e la sensazione costante di rischio associata alla morte. Certo, una morte che, citando testualmente “Non è la fine”.

Cura e dettaglio del manuale

Dal punto di vista editoriale, il manuale è compatto ma ben curato: con circa 92 pagine di materiale, layout pulito, tavole di incontro, regole chiare e una grafica che richiama l’estetica norrena (tra l’altro, il manuale è anche a colori, con illustrazioni che abbiamo trovato veramente splendide). Pensiamo che il volume, per come è stato concepito, risulti uno strumento pratico e pensato per essere consultato frequentemente durante la partita, quindi effettivamente comodo per chi sta giocando le sue prime volte. Anche il Bestiario complementare e la raccolta di dungeon Nei Nove Reami ampliano ulteriormente le possibilità di narrazione e avventura. Andiamo a vederli ora nel dettaglio.

Il Bestiario di Runecairn e i dungeon di “Nei Nove Reami”

Come anticipato, sono disponibili anche due supplementi al manuale di base, che sono il Bestiario e il manuale “Nei Nove Reami“, che contiene dei dungeon creati appositamente per il gioco, e riassunti in una sola pagina. Nonostante non siano indispensabili per un’esperienza di gioco classica, sono essenziali se si vuole avere una libertà molto più ampia, sia per le sfide da far affrontare ai giocatori, sia se dovesse servire una mappa o un luogo improvvisato davanti a una scelta “inaspettata” del giocatore (o del party).

Il Bestiario è un manualino di quasi 70 pagine, con circa 100 creature disponibili e diverse illustrazioni, anche a pagina intera, che alternano splendidi disegni in bianco e nero ad altre opere a colori. Questo manuale risulta molto pratico perché per ogni creatura il necessario è riassunto in poche righe, in piena filosofia di gioco smart, e tutte le creature sono trovabili in un semplice sfoglio basandosi sull’indice in ordine alfabetico (tutto su singola pagina). Le poche spiegazioni che servono invece, sono nell’introduzione, che descrivono il funzionamento dei blocchi di statistiche e le tipologie di mostro che potrete usare/incontrare.

Parlando invece di “tool”, verso la fine del manuale è presente una breve ma efficace linea guida per creare le proprie creature personalizzate. Non finisce qui, perché se siete dei giocatori di vecchia data e possedete Cairn o Into The Odd, esiste anche una lista di consigli pratici per poter convertire le creature da questi titoli e utilizzarle. È possibile farlo anche da altri sistemi ovviamente, ma richiede un pizzico di lavoro in più.

Sempre minimal, o anzi leggermente di più, è anche il manuale Nei Nove Reami. Questo è un piccolo manuale di 26 pagine, di cui anche qui alcune sono illustrate per intero, dove sono racchiusi 16 dungeon a singola pagina. Questi sono comprensivi sia di mappa, sia di incontri indipendenti, estremamente versatili per essere sfruttati sia in una one shot, sia per essere inseriti in campagne più lunghe. La compattezza dei contenuti le rende ottime anche per la citata modalità a giocatore in solitaria. Nota importante: quest’ultimo materiale, per essere utilizzato, richiede sia il manuale base di Runecairn: Edizione Wardensaga, sia il Bestiario.

Mediocre

Runecairn

Sono rimasto piacevolmente colpito da Runecairn, un po’ per tendenza personale, data l’ambientazione mitologica norrena e le meccaniche ispirate ai soulslike, sia per la facilità con cui il gioco si è potuto adattare alle più disparate sessioni e gruppi. Un punto di forza in tal senso rimane la leggerezza del regolamento, che ci ha aiutati non poco nella comprensione delle meccaniche e nella costruzione delle partite, al quale mi sento di aggiungere un certo senso di tensione che aleggia al tavolo nonostante “la morte non sia la fine”. L’Edizione Wardensaga italiana, arricchita con due ottimi supplementi (tutto materiale fedelissimo a quello originale, tanto che anche la stessa impaginazione del bestiario è rimasta la stessa per non togliere lustro alla bellezza del materiale grafico), è inoltre ottima dal punto di vista della struttura e della grafica, coadiuvate entrambe da una traduzione molto semplice da capire e particolarmente diretta. Mi sento personalmente di consigliare questo titolo e i suoi supplementi (per una spesa tutt’altro che proibitiva, rapportata al materiale e alle ore di gioco aggiuntive che vi danno) a tutti coloro che si sentono almeno stuzzicati dalla mitologia norrena, agli amanti dei videogiochi souls, e chiaramente a coloro che vogliono da un gioco qualcosa di non troppo complesso, ma che sappia offrire una sfida degna di questo nome.

5 / 5

Pro
  • Ambientazione norrena ben descritta a riportata
  • Regolamento snello, adatto a tutti
  • Estremamente versatile
  • Il senso di pericolo rimane palpabile nonostante la "rinascita"
Contro
  • Non adatto a chi cerca un fantasy classico e rilassato...
  • ...o un gioco decisamente più complesso
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