MINOS, la recensione della reinterpretazione strategica del labirinto del Minotauro

Finalmente è giunta l'ora di stare dalla parte del Minotauro! Ecco la nostra recensione di MINOS, il titolo di Artificer e Devolver Digital che ci fa vivere i labirinti dalla parte di chi li compone!

Le leggende e i miti greci hanno sempre avuto un che di affascinante, e non è un caso che decine di opere artistiche, tra cui anche i videogiochi, abbiano attinto dalle fantastiche storie per creare qualcosa di – è proprio il caso di dirlo – epico. Quella di cui vi parlo oggi è assai peculiare, perché si tratta di un gioco che nient’altro è che una “interpretazione strategica” della leggenda del labirinto. Si tratta di MINOS, il nuovo gioco di Artificer, pubblicato pochi giorni fa da Devolver Digital (che come al solito ci ha visto lungo).

Non è semplice inquadrare Minos all’interno dei generi moderni, e forse è questa sua natura senza una forma precisa a renderlo così interessante. Il gioco è sia un roguelite, builder di labirinti, ma anche tower defense, con un piccolo tocco di RPG.

Vi invito quindi a non aspettarvi quindi un action rapido o un gioco di ruolo alla vecchia maniera, perché nonostante l’apparente semplicità mouse alla mano, Minos ha un senso di progressione gustoso, ma che richiede pianificazione e pazienza. Senza citare poi la  grande soddisfazione che viene fuori quando ci si trova ad osservare la propria idea prendere forma, ingannando e abbattendo gli stolti che hanno osato avventurarsi alla ricerca del minotauro! Ma procediamo con ordine, e conosciamo meglio MINOS nella nostra recensione.

Sempre più in profondità

Il nucleo narrativo di Minos non è immediato come in altri giochi, né è una trama “movimentata” che vi viene servita a tavolino appena cominciate. I giocatori controlleranno Asterion, la celebre creatura mitologica conosciuta come il Minotauro. Già da questo sono stato incuriosito all’inizio, perché una volta non sarei stato l’eroe che deve attraversare il labirinto per ottenere gloria, ma la bestia che quel labirinto ha costruito, colui che vuole sopravvivere agli invasori.

Al nostro fianco, figura un’altra presenza importante: niente meno che Dedalo, il celebre architetto, qui reinterpretato come guida e maestro per noi giocatori. Non solo, sarà anche fondamentale durante il gameplay per la modifica del labirinto.  Il gioco osa un timido approccio narrativo che, pur non essendo l’elemento portante dell’esperienza, va a dare un peso contestuale alla nostra discesa, che si rivelerà più ostica di quanto possa sembrare dal tutorial.

Come già detto, viaggeremo verso le profondità del labirinto cercando di fuggire, affrontando uno dopo l’altro dei livelli in cui respingere orde di invasori a suon di trappole, o colpi di spada. Più si scende, più nuove meccaniche verranno sbloccate: il tutorial iniziale ci dà solo un’infarinatura, mentre il resto (ci viene proprio specificato) verrà scoperto dal giocatore stesso proseguendo ed esplorando. Ovviamente quando una nuova meccanica entrerà in gioco, saremo sempre avvertiti. ricordiamoci però che si tratta di un roguelite, e fallire equivale a tornare a profondità zero, perdendo quasi tutto ciò che avevamo guadagnato.

La trama si sviluppa in modo quindi frammentato, e ogni volta che raggiungeremo una certa profondità, assisteremo a delle scene che portano avanti la narrazione. Ogni tappa nelle profondità del labirinto porta a nuovi indizi, piccoli pezzi che arricchiscono il quadro generale. Inizialmente si fugge, si costruisce, poi si impara e si cresce. Di pari passo alla nostra evoluzione, il labirinto ci porterà ad affrontare minacce sempre più grandi e pericolose, e starà a noi adattarci e sopravvivere.

Progettare morte… con stile

Come avrete già capito dalle righe precedenti, il cuore dell’esperienza di MINOS è la costruzione e la modifica dei labirinti. Davanti ci ritroviamo una mappa con diverse entrate e strade a disposizione, dove dei gruppi di avventurieri si avvicenderanno per raggiungere il covo di Asterion, e se non lo troveranno lì, correranno verso di lui ovunque si trovi. Per evitare che ciò accada, dobbiamo fare in modo che questi guerrieri siano le nostre pedine, e facciano esattamente cosa vogliamo noi. Eccoci quindi a erigere muri, tracciare corridoi e piazzare trappole, trasformando il percorso degli stolti malcapitati in un cammino di morte, dove noi faremo il bello e il cattivo tempo.

Ogni livello è diverso dagli altri, e quando entreremo nella porta che ci conduce alla stanza del labirinto, potremo anche conoscere l’effetto speciale della stanza, come ad esempio saltare a una profondità più bassa, avere un maggior numero di ondate nemiche, e altre ancora. Il labirinto che avremo di fronte avrà una struttura base che potremo studiare, per poi agire. Tra un’ondata e l’altra di nemici c’è la fase di progettazione: in questa si decideremo quali muri demolire, costruire, quali vicoli ciechi creare, e così via, in modo da condurre gli avventurieri dove vogliamo.

La cosa essenziale sarà fare in modo che possano capitare su delle trappole, che potranno essere disposte in base a determinate regole: alcune solo nelle piastre designate, altre solo nei vicoli ciechi, altre ancora con condizioni diverse. Non ci sono solo trappole che fanno del male, ma anche altre che aiuteranno Asterion a sfruttare meglio la mappa per muoversi, aggirare i nemici, o anche ricaricare le trappole scariche.

La varietà di trappole, meccaniche e combo possibili è sorprendente: dai classici spuntoni ai massicci boulder rotolanti, dalle balestre ai meccanismi che innescano reazioni a catena tra elementi, ogni nuova run porta con sé l’occasione di sperimentare qualcosa di diverso. Proprio la possibilità di combinare più dispositivi e di osservare come interagiscono tra loro è ciò che trasforma MINOS in qualcosa di molto più stuzzicante.

Dalla parte del toro

Finita questa parte, potremo dare il via all’ondata di turno, durante la quale gli avventurieri cammineranno per la via che si è creata, subendo i duri colpi delle trappole. Se abbiamo lavorato bene, non ne rimarrà nessuno in vita; in caso contrario, potrebbero raggiungerci e costringerci a difenderci a spada tratta.

Infatti lì dove non arrivano le trappole, ci sarà il nostro Asterion, che guideremo puntando e cliccando col mouse: con lui potremo combattere corpo a corpo, attivare alcune trappole specifiche, distruggere agglomerati di terra e roccia che bloccano alcune tile della mappa, e così via. Attenzione però, se esauriremo la sua salute… saremo sconfitti, e come detto torneremo al piano 0. In quel caso perderemo oro, gemme, e le trappole sbloccate per la run in questione ma non l’esperienza o le abilità che avremo sbloccato. Insomma, il nostro Minotauro può contare su alcuni punti permanenti, aumentando salute, resistenza e capacità tattiche, cosa che bilancia progressione e difficoltà, rendendolo meno proibitivo di altri titoli del genere.

Se invece completeremo tutte le ondate, torneremo in una mappa neutra, dove sfruttare accampamento e risorse per sbloccare bonus, potenziamenti, nuove trappole per la run, artefatti, ed assistere ogni tanto a qualche scenetta dedicata alla storia. Da qui inoltre, sceglieremo poi il nuovo livello da affrontare tra quelli disponibili.

Un progetto ben concepito

Chiaramente, trattandosi di una produzione minore e di un genere un po’ di nicchia, il titolo non ha mire da gioco AAA, eppure da un punto di vista tecnico questo piccolo progetto indie dimostra una cura sorprendente nella sua semplicità. Il comparto grafico in 3D adotta uno stile più che soddisfacente, leggibile e ben organizzato, perfetto per un gioco strategico in cui capire al volo dove posizionare un muro o una trappola è fondamentale. Anche a livello di disegni, è decisamente gradevole e ispirato. La visuale di gioco è orientabile, permettendo di avere un controllo totale sull’area e favorendo una buona lettura delle situazioni (essenziale quando si ha bisogno di avere sott’occhio un quadro generale completo).

Inoltre posso dire che dalla mia prova il titolo non ha mostrato problemi tecnici degni di rilievo: non ci sono criticità grafiche, crash o impatti significativi sulle prestazioni, e anche il supporto alle diverse risoluzioni e configurazioni è buonissimo, dato che non sono richiesti hardware particolarmente potente per fruirne al meglio. C’è da dire che una piccola grinza l’ho trovata solo quando dobbiamo puntare su alcuni oggetti, che non sempre vengono selezionati a dovere (ad esempio quando vogliamo spaccare rocce con Asterion); un piccolo neo, che tuttavia non ha affatto minato la nostra esperienza.

Un appunto va fatto alla localizzazione: al momento purtroppo il titolo non supporta la lingua italiana, il che può risultare un ostacolo per alcuni giocatori, soprattutto considerando come il roguelite non sia sempre immediato da padroneggiare senza un’ottima comprensione testuale. C’è in ogni caso da dire che tutto si rivela molto chiaro e intuitivo da subito, e l’unica cosa da leggere un pochino più attentamente sono gli effetti delle trappole la prima volta che si scoprono.

Ottimo

MINOS

Siamo rimasti parecchio colpiti da MINOS, che senza pretese, ma con una singola idea più che buona ci ha regalato un’esperienza davvero gratificante. Si tratta di un gioco dove utilizzare la testa, a metà tra strategia a puzzle, ma che in diverse occasioni ci richiederà anche rapidità di pensiero e un pizzico di destrezza. La sua fusione tra costruzione strategica di labirinti, tower defense e roguelite è uno degli esempi più interessanti di approccio indie che abbiamo visto di recente, capace di mettere insieme delle meccaniche molto semplici, e tirando fuori qualcosa di furbescamente nuovo. Se amate il genere, il fascino della progressione, e lo scoprire la varietà delle strategie possibili, la soddisfazione che proverete sarà tanta. Chi vuole mettere alla prova il proprio ingegno ha trovato pane per i suoi denti, mentre chi vuole un titolo più votato all’azione dovrebbe guardare altrove.

8 / 5

Pro
  • Una fusione originale e ben bilanciata di roguelite, strategia e tower defense
  • Premia la sperimentazione e l’ingegno
  • Progressione soddisfacente, anche con upgrade permanenti
  • Tecnicamente semplice, ma solido
Contro
  • A volte è facile sbagliare i calcoli e fare una brutta fine
  • Il sistema di puntamento degli elementi è da perfezionare
  • La mancanza della localizzazione italiana può complicare la vita ad alcuni giocatori
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