Dread Neighbor la recensione, l’orrore quotidiano!

Dread Neighbor è un horror in prima persona dalla forte componente psicologica che sembra un incubo ad occhi aperti, in cui una donna dovrà scappare da un misterioso stalker che la perseguita ovunque. Ecco la recensione!

Dopo l’enorme successo di Dread Flats, che recentemente è stato anche ampliato con un DLC gratuito che aggiunge un’ora extra di gameplay e la storia delle origini del fantasma della vecchia, lo sviluppatore Ghostcase ritorna in pompa magna con un nuovo titolo dai toni disturbanti e fortemente psicologici, dal titolo Dread Neighbor.

Ghostcase sta palesemente creando una serie antologia horror in cui le paranoie, le angosce personali e le paure più recondite la fanno da padroni, trascinando il giocatore, come uno spettatore inerme, in un abisso oscuro e terrificante.

Il gioco, come il suo predecessore e i successori già annunciati con data ancora da definire, è un horror psicologico in prima persona, con un crescendo di tensione e action, in cui la realtà sembra una distorsione di un incubo più profondo da cui è difficile, se non impossibile, uscire. Dread Neighbor è uscito attualmente esclusivamente su Steam (PC), e noi lo abbiamo provato per voi: ecco la nostra recensione!

Inferno ad occhi aperti

In Dread Neighbor la protagonista è una donna che vive da sola in un appartamento claustrofobico ed economico, le cui giornate passano inesorabili nella solitudine dedicandosi esclusivamente al suo lavoro. Ma quando torna a casa, tutto prende un’altra piega, l’oscurità diventa sempre più impenetrabile, rumori e sussurri la circondano, la sensazione di essere osservata continuamente la tormenta, tanto da spingerla a decidere di andarsene e cambiare casa.

Ciò ovviamente non avviene, e la percezione opprimente di essere costantemente osservata la perseguita sempre di più, fino ad arrivare a vedere uno stalker in carne e ossa che la segue, la fotografa mentre dorme o si apposta sotto al suo letto. É tutto reale o esiste solo nella sua testa?

Nel gioco le uniche interazioni possibili, tramite mouse e tastiera, sono limitate al movimento per eventuali fughe o esplorazioni degli ambienti, che diventano sempre più oscuri e angoscianti, vivendo inermi delle situazioni al limite dell’irreale, o alla semplice osservazioni di oggetti fuori posto, il che aumenta la sensazione sempre più radicata di essere incapaci di difenderci o capire realmente cosa stia succedendo.

Sentirsi in costante pericolo

Durante tutto il gioco, gli ambienti familiari mutano, man mano che passa il tempo, diventando sempre più distorti e contorti, accompagnati solo da un suono sordo in sottofondo che fa percepire ancora di più il costante presentimento di essere braccati e accerchiati, destabilizzando il giocatore e costringendolo a stare sempre all’erta.

Tutto questo inferno personale per la giovane donna ha il solo scopo di celare ciò che è stato nascosto sotto al tappeto, la verità sepolta sotto spessi strati di paranoia e terrore, e il suo obiettivo è rimettere insieme tutti i pezzi per ottenere un quadro completo della storia e di ciò che le è stato omesso sin dal principio.

dread neighbor

Lo stalker che la perseguita è la perfetta rappresentazione di ciò che più spaventa la protagonista (e ovviamente anche il giocatore): il viso nascosto da un cappuccio, un’ascia in mano, onnipresente in qualsiasi situazione, dando la costante sensazione di non essere mai soli seppur immersi in un silenzio anormale e in una solitudine quasi onirica.

Come il capitolo precedente, Dread Neighbor inizia quasi lentamente, facendo quasi credere al giocatore che sia tutto frutto di una mente malata, fino ad essere travolti dalla tensione e scoppiare in un vero e proprio incubo ad occhi aperti, in cui non ci si sente più al sicuro neanche tra le quattro mura di casa propria.

Una formula semplice ma efficace

Ghostcase ha creato una semplice ma efficace formula di gioco, rafforzata da questo nuovo titolo e solo leggermente abbozzata nel suo predecessore Dread Flats, in cui il culmine lo si raggiunge solo nelle fasi conclusive del gioco. In Dread Neighbor non solo questo climax ascendente di terrore è più maturo, rafforzato dalle apparizioni dello stalker e dall’atmosfera angosciante presente sin dall’inizio del gioco, ma son stati inclusi anche tre finali narrativi, di cui uno realmente canonico raggiungibile solo con i giusti collegamenti degli indizi ritrovati.

dread neighbor

Il gioco di per sé non è molto longevo, con la durata che si aggira sulle due ore circa, ma questo va a vantaggio dei giocatori completisti che si divertiranno ad ottenere tutti gli obiettivi e gli ending. Tutto questo rende Dread Neighbor un gioco divertente, che mantiene sempre altissima la tensione e non manca di creare le giuste situazioni spaventose che strapperanno più di un sorriso al giocatore più temerario e amante degli horror.

In sostanza, Ghostcase sta creando un’ottima serie di giochi a tema horror psicologici con una maturità insolita per la loro inesperienza, paragonabili agli acclamatissimi giochi di Chilla’s Art. Non resta che aspettare con ansia l’uscita del terzo capitolo, Hariti, già annunciato, per confermare o meno la sua effettiva ascesa come sviluppatore indie horror da tenere saldamente in considerazione.

Dread Neighbor

Dread Neighbor è il secondo capitolo targato Ghostcase di una serie antologica horror angosciante e opprimente, un horror in prima persona dove la realtà viene distorta a favore della creazione di un climax ascendente che sfocia in un incubo ad occhi aperti in cui non ci si sente al sicuro, neanche dentro le quattro mura di casa. Di ridotta longevità, ma con ben tre finali sbloccabili, è il secondo capitolo di una saga horror che promette davvero molto bene, sia per le idee originali che per lo stile di creazione della paura e della tensione.

7.2 / 5

Pro
  • Ansiogeno e terrificante, tiene costantemente il giocatore in allerta
  • Gioco semplice ma d'effetto
  • Ben 3 finali, di cui uno canonico
Contro
  • Dura molto poco
  • Non è presente l'italiano, ma l'inglese è molto semplice
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