Diablo IV: Lord of Hatred, la recensione di un’espansione… celestiale!
Diablo IV: Lord of Hatred è la nuova espansione del quarto capitolo della saga più diabolica del mondo, in cui viene introdotta una nuova classe giocabile e si conclude il Ciclo dell'Odio con la resa dei conti con Mefisto! Questa è la nostra recensione!
Dopo gli avvenimenti di Diablo IV, in cui il nostro eroe sconfiggeva il demone Lilith, Blizzard Entertainment ha fatto uscire una prima espansione, Vessel of Hatred, in cui Neyrelle lottava contro l’influsso malevolo di Mefisto per sconfiggerlo sia sul lato materiale che nella sua mente, che purtroppo non ebbe il successo che si aspettavano. Pubblicata a fine 2024, sembrava aver decretato la fine per uno dei capitoli meno amati della saga di Diablo.
E invece, ad Aprile 2026, ecco che il quarto capitolo della saga più diabolica del mondo sorge dalle sue stesse ceneri, più forte di prima e consapevole degli errori commessi in passato: una seconda espansione chiamata Lord of Hatred, che ci riporta al punto conclusivo della triste storia di Neyrelle, prendendo tutta un’altra piega rispetto a ciò che ci eravamo immaginati.
Torniamo quindi nelle terre di Sanctuarium per concludere, stavolta definitivamente, il Ciclo dell’Odio di Diablo IV, con grandi ritorni, nuove terre da esplorare, colpi di scena, una nuova devastante classe utilizzabile e tanti, tantissimi demoni da uccidere! L’espansione è uscita per tutte le console e per PC (Steam). Noi lo abbiamo provato per voi su Xbox Series X, e questa è la nostra recensione!
Gli Inferi in terra
Nel gioco di Diablo IV tutta la vicenda ruota attorno al risveglio di Lilith, che vuole soggiogare e ridestare l’umanità per distruggere sia il Paradiso che l’Inferno. Noi vestiamo i panni del Viandante, nelle cui vene scorre il sangue della Signora dell’Odio, il che ci rende più vicini a lei di quanto potessimo mai immaginare.
Concluso lo scontro con Lilith, fuggendo con il santone horadrico Lorath e la studiosa Neyrelle dalle profondità dell’Inferno stesso, i nostri eroi si ritrovano con una patata non bollente, ma incandescente, tra le mani: il padre di Lilith, Mefisto, è intrappolato in un cristallo di contenimento, e bisogna disfarsene prima che riesca a liberarsi.
Neyrelle si carica di questo arduo compito, nella prima espansione chiamata appunto Vessel of Hatred, in cui seguiamo la giovane studiosa in un viaggio che acquista sempre più l’aspetto di una vera e propria discesa nell’incubo. La storia della ragazza si conclude, lasciando spazio alla narrazione di Lord of Hatred, in cui scopriamo che Mefisto si è liberato ed è pronto a scatenare la sua ira aprendo le porte dell’Inferno e riversando tutte le aberrazioni e i demoni che ospita sulla terra, nelle mentite spoglie del predicatore Akarat. Starà nuovamente al Viandante, che impersoniamo, e al nostro ormai fidato Lorath, scoprire come battere una volta per tutte il Signore degli Inferi e chiudere una volta per tutte i conti con i demoni (forse).
Che i Demoni vengano a noi!
La novità più eclatante di quest’ultima espansione di Diablo è la nuova classe introdotta: con il preordine di Vessel of Hatred abbiamo avuto modo di saggiare ampiamente il Paladino, un fantastico tank inondato di luce divina, e all’arrivo ufficiale di Lord of Hatred abbiamo modo di scegliere lo Stregone (Warlock) la cui capacità di vincolare a sé e sguinzagliare sotto il suo comando Demoni potentissimi ci ha non poco entusiasmato.
Lo Stregone ha quindi le sue missioni personali (come tutte le classi selezionabili) contrassegnate in mappa da un’icona viola, e come per il Paladino suo predecessore, può quindi sviluppare delle abilità uniche se le si porta a termine, diventando potentissimo e inarrestabile in poco tempo.
Nello specifico, avremo tre missioni personali dello Stregone, in cui dovremo battere e vincolare a noi – tramite dei cristalli in seguito selezionabili in una sezione nuova del menù di potenziamento del personaggio – dei Demoni che renderanno questa classe divertentissima e soddisfacente da usare soprattutto in mezzo alle numerosissime orde di demoni che incontreremo.
Avendo scelto proprio questa classe per testarla al meglio, ci siamo cimentati quindi sia nelle sue missioni personali, per potenziarlo al massimo, che nella missione principale, come sempre identificata da un diamantino giallo nella mappa: la narrazione prende una piega sempre più cupa, costringendoci a venire a patti con una nostra vecchia conoscenza per sconfiggere Mefisto e chiudere definitivamente questa oscura faccenda.
Stavolta ci ritroviamo nelle isole di Skovos, le terre in cui Lilith e Inarius hanno dato vita all’intera umanità, e dopo aver solcato i mari ed essere giunti in terra straniera facciamo la conoscenza del popolo delle Amazzoni e della sua Signora, la guerriera amazzone Adreona, vecchia amica di Lorath.
Il falso profeta
Mefisto, il Primo Maligno e padre di Lilith, si trova a Skovos, sotto la pelle del profeta Akarat per raccogliere adepti e discepoli pronti ad immolarsi per la sua causa. Prima di soccombere alla corruzione e al veleno di Mefisto, Neyrelle ci ha lasciato una pista da seguire, un’arma forgiata da Lilith in persona che ci potrà aiutare a sconfiggerlo una volta per tutte, e solo il Viandante può conoscerne l’esatta ubicazione, perché nelle sue vene scorre il sangue della Signora dell’Odio in persona.
Colpi di scena (non troppi), nuovi e vecchi personaggi che entrano in una narrazione che nulla ha a che fare con quella di Vessel of Hatred che poco aveva convinto i fan della saga: in questa nuova espansione il ritmo è serratissimo, le ambientazioni da lasciare a bocca aperta, il tutto condito da missioni principali e secondarie che arricchiscono la storia anziché appesantirla.
Con persino un alleato che mai ci saremmo aspettati, dovremo trovare l’arma forgiata di luce che può sconfiggere Mefisto, e porre fine al suo regno di terrore e insidie plasmato sulle sofferenze e le morti di uomini e donne innocenti.
Non entriamo troppo nello specifico per non rovinarvi l’esperienza, ma sappiate che se come tanti altri non siete rimasti soddisfatti da Vessel of Hatred e dalla sua conclusione, con Lord of Hatred avrete un buon compenso di azione, narrazione che prende e trascina, bei combattimenti e quest interessanti, anche se forse nel complesso è tutto un po’ troppo lineare per chi è fan della saga dai suoi albori. Mancano la trama complessa e cliffhanger interessanti, cose a cui ci eravamo abituati dai primi capitoli, ma nel complesso la scrittura di trama è nettamente migliorata e fa il suo dovere, seppur senza spiccare in originalità.
Il Diavolo che fa i coperchi
Il livello di difficoltà in Lord of Hatred prende una certa impennata che necessita di livellare il proprio Viandante al meglio prima di gettarsi a capofitto e testa bassa nelle missioni principali: qui entrano in gioco le diverse quest secondarie che compaiono come funghi dopo la pioggia sulla mappa, che ci permetteranno di potenziarlo al meglio.
Se poi si passa alle missioni specifiche dello Stregone, (qualora voi come noi abbiate scelto di provarlo) avrete la svolta decisiva: simile al Negromante, lo Stregone evoca dei Demoni, piccoli con i colpi semplici e veloci, e più grandi e potenti se precedentemente vincolati, che puliranno il campo dai nemici in un batter d’occhio per poi dover ricaricare il potere per alcuni secondi prima di poterlo riutilizzare.
La classe dello Stregone quindi, anche se inizialmente un po’ complessa, da le sue soddisfazioni una volta completate le sue missioni e potenziato al meglio, così come il Paladino con i suoi fendenti intrisi di luce e magia radiosa. Tra l’altro, una volta raggiunto un certo punto della storia, al Paladino sarà data la possibilità di prestare un giuramento che ne influenza lo stile di combattimento, e come per lo Stregone, modificabile durante il corso del gioco a piacimento a seconda del tipo di approccio che si vuole utilizzare.
Ma ci sono anche novità minori, che comunque meritano una piccola menzione: la possibilità di inserire in una sezione specifica del menù di potenziamento dei talismani con dei portafortuna che ci incrementano alcune statistiche, come la percentuale di ritrovamento di monete d’oro, o la possibilità di infliggere colpi critici. Inizialmente si sbloccheranno solo tre portafortuna, interscambiabili con altri più adatti che si possono trovare durante l’avventura, per poi sbloccarli tutti.
Una novità meno interessante, ma che comunque vi nomineremo, è la possibilità di pescare pesci, più o meno rari, che vi daranno accesso ad attrezzatura o articoli da vendere. O perché no, un momento di relax tra un’orda di demoni e l’altra. In endgame infine sarà accessibile il Cubo Horadrico, per trasmutare degli oggetti in maniera del tutto casuale, e in più sarà possibile intraprendere i Piani di Guerra, delle missioni ad orde utili a completare delle sfide con specifiche ricompense.
Una rinascita forgiata nell’Odio
Lord of Hatred è quindi la degna conclusione del Ciclo dell’Odio, sicuramente non perfetta, ma degna di essere giocata e goduta sin nei minimi dettagli, testando le nuove interessantissime classi ed esplorando ogni anfratto delle isole di Skovos. La colonna sonora è di una bellezza incredibile che, accompagnando delle cinematiche mozzafiato, completano questo gioco incredibile e ne definiscono l’enorme fascino nonostante alcune imperfezioni.
Nel gioco ci si perde, avvolti da quest secondarie in cui aiutiamo le persone o ritroviamo antichi artefatti, e rapiti da una storia che spinge sui suoi punti forti e riesce a conquistare e a rendersi memorabile grazie ad un ottimo comparto grafico e visivo che ammalia in tutto il suo splendore e funge da cornice ad una narrazione travolgente e affascinante. La conclusione (per ora) di una delle saghe più conosciute al mondo è giunta, e si, forse poteva essere più epica come i suoi precedenti capitoli, ma è abbastanza coinvolgente da conquistare e rapire per ore nuovi e vecchi fan.
Diablo IV: Lord of Hatred
Diablo IV: Lord of Hatred è la seconda e ultima espansione, nonché la degna conclusione della narrazione del Ciclo dell’Odio. Tra vecchi e nuovi amici, nuove terre e nuove classi giocabili, ci si perde per ore in un mondo di demoni e santi, circondati da orde di demoni. Nel complesso una gioia per gli occhi e per i fan nuovi e vecchi della saga, forse la narrazione non ai livelli dei primi capitoli, inarrivabili, ma comunque godibile. Un enorme difetto da segnalare è la mancanza della possibilità di cambiare la lingua parlata, considerando che il doppiaggio italiano è sì presente, ma non è dei migliori. Nel complesso bello, appassionante e tentatore: vi dimenticherete del tempo che passa.
8.2 / 5
Pro
- Una nuova narrazione più emozionante e conclusiva
- Musiche e comparto grafico mozzafiato
- Nuove classi, Paladino e Stregone, divertenti e uniche
- Piccole novità inserite in game e in endgame
Contro
- La storia, paragonata ai primi capitoli, manca di mordente
- Vi è la localizzazione italiana, ma non si può cambiare la lingua dei dialoghi



