Aphelion la recensione, uno spazio che non convince

Aphelion è una storia narrativa che lascia spazio all'action, un'avventura nel cuore di un pianeta sconosciuto che mette a confronto due anime. Ecco la nostra recensione del nuovo titolo di Don't Nod.

Le avventure della Don’t Nod sono da sempre caratterizzate da una forte componente di trama, la quale di fatto è il motivo per cui ricordiamo molti di questi prodotti (impossibile non ricordare con affetto la scelta finale di Max in Life Is Strange, per dirne una) e, negli ultimi anni, le intenzioni della software house sono state chiare: estendersi nella forma e diversificare, senza però rinunciare alla caratteristica dominante, ossia la forte componente narrativa e il peso delle decisioni che il giocatore ha la possibilità di prendere.

Un esempio in tal senso è certamente lo sfortunato, quantomeno nelle vendite, Banishers: Ghosts of the new Heaven, un titolo che ha puntato molto sulla parte narrativa, ma ha anche cercato di sviluppare in maniera considerevole un gameplay action strutturato: sebbene ci siano delle cose da limare, la direzione presa non ci è dispiaciuta, e ora ovviamente vogliamo saperne di più. Con Aphelion, ci addentriamo in una nuova ambientazione per Don’t Nod, ossia quella sci-fi: un luogo che di base non dovrebbe offrire particolari interazioni, che si apre invece come un ventaglio di possibilità per chi ha fantasia e una vena spiccatamente improntata sulla narrazione emotiva, aspetto per il quale ricordiamo per l’appunto la software house. Quale sarà il risultato di questo esperimento? Puoi scoprirlo nella nostra recensione di Aphelion nella sua versione PS5.

Proprio qui doveva succedere?

I due protagonisti dell’avventura sono (anche questa volta) una “coppia”: al contrario di quanto visto in Banishers, nonostante sia palese l’affidamento del medesimo pattern di caratteri e caratteristiche fisiche tra i due personaggi (uomo rosso di capelli e barbuto, più sognatore e creativo, donna di carnagione scura, più concentrata e rigorosa), i nostri Thomas e Ariane sono tutt’altro che una coppia romanticamente unita, come chiaramente illustrato nella scena iniziale.

In quanto esperti dello spazio profondo, i due astronauti sono stati inviati sul pianeta Persephone, il neo-scoperto nono pianeta del sistema solare, per valutare la possibilità di farvi rifugiare l’umanità, in fuga da un pianeta terra ormai inabitabile. Una trama non particolarmente originale, di base, che non prosegue in maniera migliore: abbiamo il classico incidente della navicella, la caduta sul pianeta in uno stato confusionale e… gli alieni! Ovviamente. Di tutte le avventure di Don’t Nod giocate, a parere di chi vi sta scrivendo, questa è quella che più soffre per i cliché narrativi tipici del racconto di riferimento (in questo caso quello di fantascienza). Un vero peccato, dal momento che i presupposti di partenza sembravano dei più rosei grazie al rapporto tra i due protagonisti, che non decolla mai in maniera sostanziale.

Action, ma con riserva

Come accaduto nel caso precedentemente citato di Banishers: Ghosts of the New Eden, Aphelion ha una presenza action importante nella sua struttura. Il gioco si struttura tra l’intervallo tra i due protagonisti, dotati di diverse abilità, che devono esplorare il pianeta e scoprirne le minacce e i segreti.

La fase di Ariane è quella più movimentata, quelle di Thomas più statiche e riflessive: la prima delle due è quella che aveva più potenziale di base, ma ha presentato i maggiori problemi. Dal punto di vista della struttura, il level design del gioco risulta di base molto semplice, anche troppo, e i movimenti del personaggio sono limitati, con meccaniche di allungamento dell’esperienza di spostamento che appartengono ad un’epoca videoludica passata (vari rampini, travi su cui non perdere l’equilibrio), che funzionano platealmente male.

Mi accingo a dire ciò in quanto animazioni e spostamento del personaggio funzionano in maniera grezza e poco pulita nella struttura, con problemi grafici che fanno un po’ arricciare il naso. Elemento da tenere d’occhio è certamente lo scanner “Pathfinder”, che di base serve per l’osservazione dell’ambiente in uno spazio ove, effettivamente, gli elementi di puro decoro si confondono con quelli utili ai fini del gameplay. Si tratta anche in questo caso di un sistema piuttosto basilare, che sa di già visto.

La situazione migliora nella fase di Thomas, meno movimentata ma comunque non scontata nel gameplay, che presenta però i medesimi problemi nelle sezioni leggermente più movimentate. Infine, le sezioni stealth che coinvolgono protagonisti e alieni risultano semplici nella struttura, senza mai osare particolarmente e facendo trasparire un’attenzione al level design leggermente più rifinita di quanto visibile in altre sezioni.

Uno stile artistico che resta a metà

Lo stile a cui ci ha abituati Don’t Nod in questi ultimi anni punta molto sul realismo: i modelli dei personaggi presenti sono ben disegnati e discretamente animati, mentre le ambientazioni e gli sfondi risultano, anche in questa sede, piuttosto spogli e illogici nella densità. Problema principale sta nei caricamenti delle texture, specialmente osservabili nel corso delle cutscenes, che sono spesso imprecisi e ricchi di “sfarfallii” poco allettanti esteticamente.

Il titolo presenta infine una colonna sonora piuttosto lineare, non priva di momenti di trasporto, ma comunque mai eccezionale o memorabile. La raccolta dei trofei PlayStation, d’altro canto, non lascia spazio alla noia: ricca e dettagliata, se la storia ti prende, non hai motivo per non pensare di fare il Platino.

Sufficiente

Aphelion

Aphelion è un titolo che orbita attorno a delle idee interessanti, senza mai realizzare un vero allunaggio. Nonostante la bontà delle intenzioni ci viene da definirlo un progetto molto abbozzato, che perde in parte la poesia della sua narrazione, abbastanza lontana dai fasti ai quali Don’t Nod ci ha abituati. Un comparto tecnico da rivedere è sicuramente uno dei problemi più rilevanti, ma si poteva fare di meglio in generale.

6 / 5

Pro
  • Apprezzabile azzardo action targato Don’t Nod
  • I personaggi funzionano e si incastrano bene nelle situazioni
Contro
  • Eccessivi problemi di grafica
  • Level design non all’altezza
  • Fasi di azione piuttosto lente
0
Mostra commenti (0) Nascondi commenti (0)
0 0 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x