Il director di The Blood of Dawnwalker dice la sua sull’IA

Il director di The Blood of Dawnwalker ha spiegato che l'IA è un vantaggio e non deve sostituire gli sviluppatori.

Il dibattito sulla presenza dell’intelligenza artificiale nel mondo dei videogiochi (senza estenderla all’arte in generale) continua a dividere sia gli sviluppatori, sia i giocatori. Da una parte c’è la paura che l’IA possa sostituire la creatività umana, dall’altra invece la possibilità per migliorare i processi creativi.

A prendere posizione sulla cosa è arrivato anche Konrad Tomaszkiewicz, director di The Witcher 3, che oggi è alla guida del progetto The Blood of Dawnwalker, di cui ieri hanno annunciato la data d’uscita e mostrato un po’ di gameplay.

Secondo il director del gioco, l’industria dovrebbe imparare a integrare l’IA generativa, ma con un principio ben chiaro: deve aiutare gli sviluppatori e non prendere il loro posto. Nel caso specifico del gioco The Blood of Dawnwalker, lo studio Rebel Wolves ha scelto di utilizzare l’intelligenza artificiale nelle primer fasi di sviluppo, in particolare per la gestione delle voci dei personaggi. L’obiettivo che si erano prefissati non era quello di creare contenuti definitivi, ma di velocizzare il processo creativo.

In che senso? Beh, quando si hanno giochi con tantissimi dialoghi come i GDR, registrare dialoghi può risultare costoso e poco flessibile. Per questo motivo, il team guidato da Konrad Tomaszkiewicz ha deciso di usare delle voci generate dall’IA per capire se i dialoghi e il ritmo narrativo funzionavano. Una volta definita la struttura, tutto ciò che è stato creato dall’intelligenza artificiale è stato sostituito dai doppiatori.

L’idea è semplice: dare all’IA i compiti più ripetitivi e tecnici, mentre gli sviluppatori lavorano sulla creatività, come il bilanciamento di gioco o l’esperienza ludica. Si punta a sfruttare questo sistema per alleggerire il carico di lavoro, non per sostituire il personale.

Infatti, una cosa che il director di The Blood of Dawnwalker ha voluto sottolineare che nessun elemento creato dall’intelligenza artificiale arriverà alla versione finale del gioco. Tutto ciò che giocherete sarà creato da uno sviluppatore umano. Una scelta che arriva anche in risposta a polemiche sempre più frequenti sull’uso dell’IA nel settore videoludico.

Gli sviluppatori di The Blood of Dawnwalker stanno cercando di dare un’alternativa a questo “IA sì”, “IA no”. Ora, non vi resta che attendere il 3 settembre 2026 per poter vedere se questa soluzione ibrida funziona davvero oppure no.

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