LOL 6, la recensione della stagione che “raschia il fondo del barile”
Una sesta stagione senza dei veri e propri cavalli di razza, ma che sa far ridere come le sue prime edizioni. Ecco la nostra recensione dei primi 5 episodi di LOL 6, prima del gran finale.
Dalla mezzanotte del 23 aprile sono disponibili su Prime Video i primi cinque episodi (su sei totali) di LOL 6, la sesta edizione italiana dello show ormai celebre in cui dieci comici, chiusi in una stanza, si sfidano a non ridere mentre cercano di far crollare gli altri. Il finale è atteso per giovedì 30 aprile allo stesso orario, completando una stagione che, ancora una volta, ripropone il meccanismo tanto semplice quanto efficace del “ride bene chi ride ultimo”.
Nonostante il grande successo del format, ogni nuova stagione porta con sé una domanda sempre più insistente: come si può mantenere alto il livello di uno show che rinnova completamente il cast a ogni edizione? È una criticità evidente, sottolineata sia dai detrattori sia da molti spettatori affezionati, e a cui Prime Video Italia ha provato a rispondere con un progetto parallelo: LOL Halloween Special, in uscita a fine ottobre, che riporterà in scena sei concorrenti storici in un episodio unico guidato dalla Gialappa’s Band.
La sesta battaglia della risasta
Nel frattempo però, LOL 6 presenta ancora una volta un cast totalmente nuovo, fatta eccezione per i conduttori Alessandro Siani e Angelo Pintus, ormai confermati dopo aver preso il posto di Fedez nella scorsa edizione. Il rischio di “raschiare il fondo del barile” è dichiarato persino dai partecipanti stessi (emblematica la battuta di Francesco Mandelli sul non essere nemmeno tra i cinquanta comici migliori d’Italia) eppure, forse proprio grazie a questa consapevolezza, il risultato riesce comunque a strappare risate sincere.
Alla conduzione, Siani e Pintus appaiono più affiatati e a loro agio rispetto al passato, contribuendo a rendere più fluido il ritmo dello show. A supportarli ci sono due volti già noti della quinta stagione: il vincitore Federico Basso e Andrea Pisani che funzionano da disturbatori d’elite per i dieci comici in gara.
I dieci concorrenti in gara per il montepremi di 100.000 Euro da devolvere in beneficenza sono Carlo Amleto, Valentina Barbieri, Giovanni Esposito, Barbara Foria, Sergio Friscia, Francesco Nongiovane Mandelli, Paola Minaccioni, Scintilla, UfoZero2 e Yoko Yamada. Le regole restano sostanzialmente le stesse, ma con una maggiore rigidità: non solo è vietato ridere, ma non è più possibile “nascondersi” per evitare le provocazioni degli altri. Tra trovate surreali come facce immerse nell’acqua o limone negli occhi, i partecipanti devono trovare strategie sempre più creative per resistere.
A bilanciare la tensione, è stata introdotta una pausa sponsorizzata che concede trenta secondi per lasciarsi andare alle risate. Un piccolo cambiamento che alleggerisce il ritmo senza snaturare il format, confermando come LOL 6, pur tra limiti evidenti e inevitabili ripetizioni, riesca ancora (o forse di nuovo) a funzionare.
Il fondo del barile come motore
I punti di forza di LOL 6 stanno proprio nei suoi concorrenti e in una consapevolezza ormai evidente del meccanismo dello show. È dalla terza edizione, se non già dalla seconda, che ricorre la battuta secondo cui Prime Video avrebbe ormai “raschiato il fondo del barile” per mettere insieme dieci comici. Quest’anno, però, questa consapevolezza sembra diventare parte integrante del gioco stesso, come dimostra anche la frase dell’ex Nongiovane (oggi non più “giovane” nemmeno per etichetta) che riporta subito il discorso su un piano autoironico e condiviso. L’elefante nella stanza, invece di essere ignorato, diventa quasi un elemento narrativo che contribuisce al successo di questa edizione 2026.
I concorrenti si prendono in giro apertamente, senza più quella distanza “professionale” tra rispetto delle regole e decoro formale. I più giovani, come gli UfoZero2, diventano spesso bersaglio delle battute dei veterani, con Scintilla in particolare che li punzecchia con un’ironia caustica, quasi da dinamica familiare in cui gli zii commentano con sarcasmo le ambizioni del parente più giovane “che ha fatto successo coi video su Facebook”.
Francesco Mandelli si presenta fin dall’inizio con l’intenzione dichiarata di rompere gli schemi, spingendo su parolacce, volgarità e un’irriverenza continua, sostenuta da una serie di personaggi che rendono il suo contributo molto vario, tra cui spicca il suo Liam Gallagher e il celebre “sunshiaiaiainnn”.
Carlo Amleto è la vera rivelazione di questa edizione, grazie al suo volto che ha una carica comica naturale anche quando resta serio, ed è proprio questo a renderlo una delle presenze più imprevedibili del programma. Le sue trovate e il suo modo di giocare con le situazioni lo mettono spesso al centro di momenti particolarmente riusciti, in cui riesce a destabilizzare anche i concorrenti più navigati.
Amleto si è distinto anche per alcune improvvisazioni musicali e sketch inaspettati, come la gag del “mezzobusto canterino” che legge le notizie del telegiornale a ritmo di Felicità di Al Bano & Romina, dimostrando una versatilità che va oltre la semplice imitazione. In un contesto in cui resistere alle provocazioni è la regola principale, il suo approccio resta uno dei più efficaci e imprevedibili dell’edizione.
Tra i più efficaci anche i due “disturbatori”: Federico Basso, con la sua comicità fatta di giochi di parole e una precisione tutta torinese, e Andrea Pisani, che appare particolarmente libero e senza freni inibitori, e che porta in scena un’ironia più tagliente e alcuni sketch particolarmente riusciti, come quelli legati agli inviti alle feste.
Il risultato è che, nonostante tutto, si finisce ancora una volta per ridere di gusto anche in questa sesta edizione di LOL: Chi ride è fuori. Strano ma vero, come in quelle prime stagioni in cui “quelli bravi” sembravano ancora tanti e il famoso “fondo del barile” era solo una battuta ricorrente.
LOL 6 conferma la natura ormai consolidata del format, che tenta di reinventarsi attraverso la dinamica interna tra i concorrenti e la loro crescente consapevolezza del gioco. L’idea del “fondo del barile”, ripetuta e quasi ritualizzata, smette di essere una critica sterile e diventa parte integrante del meccanismo comico, trasformandosi in un terreno condiviso tra autori e partecipanti. La forza di questa edizione sta proprio qui: nel modo in cui i comici smettono di fingere distanza dal contesto televisivo e abbracciano completamente l’assurdità della situazione. Ne nasce una comicità più sporca, diretta, a tratti spontanea, che funziona soprattutto quando lascia spazio all’interazione libera tra personalità molto diverse tra loro. Non tutto è però allo stesso livello: la struttura rimane inevitabilmente ripetitiva e alcune dinamiche si ripresentano senza grandi variazioni rispetto alle stagioni precedenti. Tuttavia, la presenza di alcuni concorrenti particolarmente ispirati e di momenti improvvisati riesce ancora a sostenere il ritmo complessivo dello show.
8 / 5
Pro
- Cast più consapevole e autoironico
- Alcuni concorrenti molto efficaci (Mandelli, Minaccioni, Scintilla, Amleto, UfoZero2)
- Buona chimica tra conduttori e disturbatori
- Ancora momenti di comicità genuina
Contro
- Cast non sempre omogeneo
- Dinamiche ripetitive
- Troppa dipendenza dall’autoironia del format



