Pokémon Champions mi ha fatto scoprire quanto siano belle le lotte

Il racconto di una profana che si sta divertendo un mondo a capire Pokémon Champions, cosa che non avrebbe mai pensato di fare.

Nonostante abbia 29 anni, non mi sono mai davvero approcciata alle battaglie Pokémon o al franchise in generale. Infatti è solo da Diamante Splendente che seguo il franchise e cerco di tenermi informata. Eppure non mi sono mai sentita capace durante gli scontri. Ho difficoltà con tutto ciò che riguarda l’aspetto tecnico delle battaglie: debolezze, nature, spread. Sono solo cose che sto imparando ora, e per fortuna avere un’infarinatura generale a questo tipo di giochi ti permette di andare avanti nel PvE senza troppi problemi. Ma il PvP? Beh, quello è un’altra storia e l’uscita di Pokémon Champions mi ha presa a schiaffi in faccia, dimostrandomi quanto sia profonda la tana del bianconiglio, o in questo caso del topino giallo.

Un vero JRPG

Mi sono avvicinata a Pokémon Champions perché volevo comprendere meglio il competitivo Pokémon, spinta anche dalla mia conoscenza dei Capital Underdogs, capitanati da Alessio Fuscà. Quindi ho deciso di spolverare la mia Nintendo Switch Lite e scaricare questo nuovo titolo, sperando che modificare un Pokémon sarebbe stato più semplice rispetto ai titoli mainline.

L’impatto con il gioco non è stato male, avendo una piccola infarinatura sulle battaglie, come già detto, riuscivo a destreggiarmi tra gli scontri PvP di basso rank senza troppi problemi, nonostante questa volta mi concentrassi sempre e solo sul due contro due, come mi è stato consigliato dallo stesso Alessio. Ed è stato solo buttandomi nelle classifiche che ho compreso quanto possa essere complessa una partita. Molti potrebbero pensare che si tratti di un “premi A sulla mossa superefficace”, ma in realtà non è così: c’è molta strategia e molta profondità di gameplay.

Pokémon champions lotta

Nelle mie chiacchiere l’ho sempre messo a paragone con un gioco di carte, dove i Pokémon hanno il ruolo delle carte. Ma volendo possiamo anche compararlo a un Persona, dove si usano questi mostri per sconfiggere le ombre. D’altronde, non dobbiamo dimenticare che Pokémon appartiene al genere JRPG. Non per forza i giochi di ruoli giapponesi devono avere trame complesse ed essere inadatte ai bambini. Anzi, a livello di lotte si difende bene, e Pokémon Champions lo dimostra benissimo.

Perdendo s’impara

Una delle cose che ho apprezzato di più di Pokémon Champions è quanto sia semplice riuscire a modificare il proprio Pokémon o comunque la propria squadra. Un po’ grazie al sistema “gacha” del ranch, un po’ grazie al fatto che basta vincere per accumulare la valuta che ti serve per modificare la tua squadra, e intendo le build del singolo ‘mon. Quindi alla fin fine riesce a tenere incollati perché “giochi anche solo per accumulare vittorie”. Non è così impossibile vincere, quindi si hanno sempre un bel po’ di punti. Senza dover mai mettere mano al portafoglio, il che è solo un bene.

Inoltre, è solo giocando che si comprendono al meglio le strategie da applicare in base alla squadra avversaria, è solo sbagliando che si capisce qual è la lead migliore. Certo, alle volte può essere frustrante, ma una volta che riuscirete a comprendere perché avete perso, in quel momento inizia la vera scalata, e non quando avviate una competitiva. Anche cercare informazioni sul web, guardare tanta gente che ci gioca, dà informazioni che magari prima non avevate.

pokémon champions snorlax

Inoltre, la community di Pokémon Champions non è tossica e non fa gatekeeping di informazioni solo per il gusto di vedervi impazzire, quindi trovate le risposte a qualsiasi sia la vostra domanda, ma lo stile di gioco dev’essere il vostro. Perché anche se avete un codice rental per un team forte, non è detto che nelle vostre mani riesca a girare bene, non per incapacità, ma semplicemente perché non è il vostro stile. Esattamente come capita nei giochi di carte. Si può avere il deck del campione, ma magari non va bene per voi.

Gratis è bello

Ovviamente, questa è solo una piccola parte della mia esperienza da persona che si sta approcciando a Pokémon Champions e che non ha intenzione di iniziare a partecipare al mondo del VGC. Però, sappiate che questo gioco è gratis, sono solo battaglie ed è possibile modificare la propria squadra quando si vuole, senza contare che se avete qualche mostriciattolo tascabile su Pokémon HOME, potete importarlo con facilità e allenarlo per scalare la ladder. Non solo, presto dovrebbe arrivare anche per smartphone.

Insomma, presto non avete scuse per fare almeno un tentativo. Perché ripeto, se io da profana sono riuscita a divertirmi, nonostante le numerose sconfitte, magari riuscirete a farlo anche voi. Non solo, sarebbe anche l’occasione perfetta per togliervi l’idea che Pokémon è fatto solo per bambini e quindi è semplicissimo giocarci. Perché se questa regola è accettabile nel PvE, quando si tratta di scontri tra gli allenatori, arriva davvero il momento di girare il cappello e concentrarvi per vincere, proprio come fa Ash.

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