Starfield la recensione della versione PS5, lo spazio non è mai stato così vivo

Quella sull'ammiraglia di Sony, è senza dubbio la versione migliore di Starfield. Come mai? Ecco la nostra recensione della versione per PS5.

Ci sono voluti quasi tre anni, ma il momento è finalmente arrivato. Il 7 aprile 2026, Starfield ha fatto il suo ingresso su PlayStation 5, e lo ha fatto nel modo migliore possibile: non si è presentato come un semplice porting frettoloso, ma come l’edizione più completa e rifinita che Bethesda Game Studios abbia mai pubblicato del suo ambizioso RPG spaziale. Si tratta del risultato di un lungo processo di maturazione: anni di aggiornamenti, espansioni e correzioni che hanno trasformato un progetto controverso in qualcosa di genuinamente diverso rispetto a ciò che uscì nel settembre del 2023. Chi attendeva di scoprire i Settled Systems proprio su PS5 ha, oggettivamente, fatto la scelta giusta.

Un universo che si è guadagnato il suo posto

Partiamo dall’inizio, per chi arriva su Starfield senza bagagli. La storia ci mette nei panni di un minatore spaziale che, durante una sessione di lavoro con un laser su un corpo celeste, porta alla luce un misterioso artefatto e si ritrova improvvisamente proiettato in una caccia galattica per scoprire cosa sia, perché esista e dove si trovino gli altri frammenti. Non è la trama più originale del mondo, ma nasconde qualche sorpresa autentica, soprattutto nella sua relazione con il New Game+, uno dei sistemi più originali e coraggiosi che Bethesda abbia mai implementato in tutta la sua storia.

Quello che però ha sempre distinto Starfield dai suoi detrattori più feroci è la qualità della sua scrittura secondaria: quest line delle fazioni, missioni secondarie, personaggi minori che riescono a sorprendere. Trattarlo come un Fallout o un Elder Scrolls nello spazio, smettendo di inseguire il paragone con No Man’s Sky, è la chiave per apprezzarne davvero il potenziale. E su PS5, con tutto il contenuto già rilasciato incluso dalla partenza, quella chiave è finalmente nella tasca giusta.

Free Lanes: il cambiamento che cambia tutto

Se c’è una ragione per cui questa versione PS5 merita di essere valutata a sé, è il Free Lanes Update. Il nodo più dibattuto del Starfield originale era la frammentazione dell’esplorazione spaziale: i viaggi rapidi spezzavano il senso di continuità tra un luogo e l’altro, togliendo allo spazio quella dimensione di avventura vissuta che doveva essere al centro dell’esperienza. Free Lanes risolve questo problema in modo elegante e sostanziale. Con il nuovo sistema, è possibile viaggiare liberamente tra i pianeti all’interno di un sistema solare, con incontri sia amichevoli che ostili con altre navi lungo il percorso. Ma la vera svolta è la possibilità di abbandonare il controllo diretto e lasciare la nave in autopilota mentre ci si occupa dell’inventario, si chiacchiera con l’equipaggio o si esplora le stive: tutto questo mentre si scivola lentamente verso la destinazione successiva.

In termini di immersione, il risultato è notevole. Avere del tempo libero tra una destinazione e l’altra, invece di loading screen continui, permette di restare dentro al mondo in un modo che semplicemente non era possibile prima. Non è ancora Elite Dangerous o Freelancer, sia chiaro. C’è ancora un momento in cui la nave “atterra” su un pianeta e la transizione si rivela per quello che è, ossia un caricamento ben camuffato. Ma rispetto alla versione originale è un passo avanti enorme, che ridefinisce il ritmo dell’intera esperienza.

Il Free Lanes Update porta con sé anche una nuova risorsa chiamata X-Tech, che consente di personalizzare nave e armi con un livello di controllo inedito, inclusa la possibilità di ri-rollare gli effetti delle armi leggendarie. In aggiunta, gli avamposti sono stati potenziati: è ora possibile adottare persino animali alieni come compagni di base. Non sono dettagli trascurabili: aggiungono strati di personalizzazione a un gioco che già ne aveva molti.

Terran Armada e il pacchetto complessivo

Insieme a Free Lanes, l’arrivo su PS5 porta con sé anche la nuova espansione narrativa Terran Armada, inclusa nell’edizione Premium. La Terran Armada è un esercito di robot altamente avanzati che vuole imporre la sua idea di “unità” ai Settled Systems con la forza. Il DLC introduce un nuovo sistema chiamato Incursion, tecnologie inedite, un nuovo compagno e ricompense che rendono il rischio davvero allettante. Rispetto all’espansione Shattered Space, Terran Armada si inserisce in modo più omogeneo nel contesto narrativo del gioco, risultando meno distante dal tono dell’avventura principale. Non è una rivoluzione, ma un buon completamento di un pacchetto già ricchissimo. Per chi volesse acquistare solo la versione standard, il DLC è disponibile separatamente a un prezzo contenuto, e la storia base con tutti gli aggiornamenti gratuiti è già di per sé sufficiente per decine e decine di ore di contenuto.

PS5 e DualSense: un abbinamento riuscito

La versione PS5 di Starfield si presenta tecnicamente solida, senza i problemi tecnici che hanno caratterizzato alcuni lanci Bethesda del passato. Qualche glitch qua e là, qualche personaggio fuori posto, ma niente che comprometta l’esperienza. Sul fronte del DualSense, l’implementazione è genuinamente curata: i grilletti adattivi cambiano resistenza in base all’arma impugnata, incluse le configurazioni della propria nave, la barra luminosa tiene traccia della salute e dell’integrità dello scafo, il touchpad permette di passare dalla prima alla terza persona o di aprire istantaneamente la mappa e lo scanner. I log audio e i messaggi dei sistemi di comunicazione in gioco provengono dall’altoparlante del controller. Non è una feature di facciata: dopo qualche ora, ci si accorge che contribuisce davvero all’immersione.

Chi possiede una PS5 Pro può scegliere tra una modalità Visuale a 4K/30fps, una Performance a 60fps con qualità visiva migliorata, oppure la modalità Enhanced che offre il meglio di entrambi i mondi a 40fps su display VRR. È la versione console più completa e performante del gioco.

Qualche ombra rimane

Non tutto è risolto, però. I pianeti, nella loro vastità generata proceduralmente, mancano ancora di quella densità di punti d’interesse che rendeva memorabili le land di Skyrim o i quartieri di Fallout 3. C’è qualcosa che manca quando si atterra su una superficie e si scopre che l’orizzonte non nasconde niente di veramente sorprendente. I companion continuano ad avere la loro parte di difetti: tendono a essere invadenti nelle conversazioni, ripetono le stesse battute con una frequenza irritante, e le loro animazioni facciali risentono ancora dei limiti storici del Creation Engine. Permangono alcune rigidità tipiche del motore grafico, con espressioni meno convincenti rispetto ad altre produzioni di punta della generazione.

E l’apertura del gioco, con la sua New Atlantis un po’ anonima, rimane un punto debole: ci vuole pazienza prima che Starfield mostri il suo lato migliore. Chi desiste nelle prime ore perde qualcosa di valore.

Ottimo

Starfield

Non è mai esistito un momento migliore per entrare in Starfield. Questa versione PS5 rappresenta l’apice di un percorso di crescita lungo e costante, un prodotto che ha ascoltato la sua community e ha avuto il coraggio di correggere i propri errori strutturali. Free Lanes si è rivelata una riscrittura del modo in cui lo spazio si vive e si respira all’interno del gioco. Tuttavia non è neanche il capolavoro assoluto che alcuni sognavano nel 2023. Le sue imperfezioni sono reali e, in certi casi, ancora presenti. Ma Starfield su PS5 nel 2026 è un RPG spaziale profondo, ben costruito e capace di far vivere al giocatore qualcosa che pochi altri titoli riescono a replicare: la sensazione genuina di essere un esploratore in un universo che non smette mai di sorprendere. Lo spazio vi aspetta. E questa volta, vale davvero la pena partire.

8 / 5

Pro
  • Free Lanes trasforma radicalmente l'esplorazione spaziale
  • Pacchetto contenuti enorme e completo fin dal day one
  • Implementazione DualSense curata e immersiva
Contro
  • Pianeti ancora troppo anonimi nella loro generazione procedurale
  • Companion invadenti e animazioni facciali datate
  • Qualche bug di troppo
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