Crimson Desert, la recensione del punto di svolta per gli open world

Crimson Desert è il nuovo standard da raggiungere nel panorama dei titoli open world, soprattutto per quanto riguarda il medieval fantasy. Perché? Ecco la nostra recensione del titolo di Pearl Abyss.

Crimson Desert è stata un’epopea epica per il team di sviluppo Pearl Abyss (già fautori di Black Desert, il famoso MMO che circola da dieci anni nel mondo videoludico per altro rimasterizzato pochi anni fa), che ha dovuto passare attraverso “le epoche” ovvero iniziare da una base, procedere verso un’altra direzione, subire (come tanti altri nell’industria) l’effetto del COVID 19, e poi scoprire che il mercato era cambiato, e che occorreva un ennesimo cambio di rotta.

Il team coreano non si è dato per vinto: ha ripreso in mano le cose, rimodellato, chiesto ai giocatori cosa ne pensassero della direzione del gioco, e poi di punto in bianco ci ha presentato Crimson Desert: un gioco con promesse infinite e infinite possibilità. E ammettiamolo senza giri di parole, sembrava di vedere The Legend of Zelda: Breath of the Wild con una grafica da urlo e un tono decisamente più serio. Con queste premesse e diverse decine di ore sul gioco, ci accingiamo a raccontarvi il nostro viaggio nella terra di Pywel. Non nego che avrei voluto parlarvi prima del gioco, ma data la sua imponenza e le ore richieste, ho voluto prendere il giusto tempo per offrire un contenuto doveroso.

Orsi contro Lupi

La faida secolare tra i clan Mantogrigio e Orsi Neri imperversa nel continente conosciuto di Pywel: un ragazzo di nome Kliff si ritrova, suo malgrado, ad essere il nuovo comandante dei Manto Grigio, all’indomani della sepoltura del suo mentore. Proprio mentre Kliff tenta di riorganizzare idee viene attaccato, e lui e la sua banda vengono spazzati via. Kliff, ferito a morte finisce in un fiume… e qui accade qualcosa di speciale, qualcosa che cambierà la vita del nostro eroe per sempre.

Uno strano bracciale “magico” viene in soccorso di Kliff, il quale si risveglia in un luogo ancestrale, al di là di quello che sembra essere il regolare spazio e tempo. Una donna dalle vesti bianche lo rimanda su Pywel, con un compito non chiarissimo: da qui, con una cicatrice simbolo di una ferita mortale al collo, Kliff vivrà un’avventura spettacolare, fatta di miti, leggende e tecnologie oltre ogni sua immaginazione.

Non andremo oltre circa la trama di questo gioco, perché è un po’ come quelle cose che vanno scoperte pezzo per pezzo, ciascuno a suo modo: possiamo certamente dire che non c’è stato chissà quale volo pindarico o estro magistrale da parte di Pearl Abyss per questo particolare all’interno di Crimson Desert. Tutto appare coerente e lineare, delimitando un mondo che ha come trama una storia basilare, senza troppi virtuosismi che però, d’altro canto, sono stati sfruttati tutti sulla base del gameplay: perché in fondo, l’essenza di un videogioco è questa: intrattenere giocando.

Questione di build

Crimson Desert è a tutti gli effetti un’avventura single player: mentre vi scrivo queste parole però, sappiamo che il team di sviluppo ha già dichiarato che a breve sarà possibile aprire il gioco (o parte di esso) per una modalità multigiocatore e di questo siamo molto contenti. Parlando invece di quanto c’è adesso, chiave della nostra recensione, possiamo certamente dire una frase che rappresenta il fulcro di questo titolo: Crimson Desert non è per tutti, e non vuole assolutamente esserlo!

Il gioco ci mette davanti delle scelte interessanti, forte di un’albero delle abilità di Kliff molto variegato, che dapprima potrebbe apparire scarno. Tuttavia ogni singolo elemento dei tre che ci vengono presentati, ha tante espansioni interne: ad esempio un’abilità base come la possibilità di sferrare un affondo caricato, potrà essere modificata e migliorata con cinque opzioni diverse, culminando l’azione in maniera differente per ogni giocatore. 

 

Di fatto il sistema di looting, di equipaggiamento e di azioni che si intraprendono con Kliff cambierà da giocatore a giocatore e, sebbene alcuni elementi possano essere gli stessi per tutti, troverete sempre un modo personale per sfruttarli. Questo perché Crimson Desert nasceva come un MMO, ovvero il progetto base che prevedeva più classi possibili, mentre ora c’è solo Kliff (anche se non è del tutto vero) e questo rende tutto macchinoso all’inizio, ma vi basterà ragionare e scegliere di fatto quale skill fa per voi, pensandola in termini di build di gioco.

Ad esempio: vorreste giocare interpretando un’arciere infallibile? Le vostre frecce devono essere bombe incendiarie o tuoni e lampi? Legolas è il vostro stile di gioco? O vorreste prendere a pugni tonanti il nemico, come se foste degli allievi di Raiden di Mortal Kombat? No no, voi volete magari imbracciare uno spadone a due mani e tranciare in due i nemici, così come fa Gatsu in Berserk? Ebbene tutto questo è nettamente possibile in Crimson Desert, non solo grazie alle armi e armature che vi verranno fornite nel gioco, ma grazie alle build costruibili personalmente seguendo l’albero delle abilità di cui sopra.

Ci sono poi i personaggi secondari: Kliff non può di fatto gestire ogni cosa su Pywel, ed ecco che entrano in gioco Oongka, il mezz’orco che compare all’inizio del gioco, e Damiane, un’agile ragazza che combatte con sciabola, moschetto e calci devastanti. Ciascuno dei secondari entrerà in gioco al momento in cui verrà sbloccato e potrà giocare missioni secondarie per conto di Kliff. Potremo giocarli attivamente, cambiargli l’equipaggiamento e saggiare le abilità uniche che possiedono, oltre al fatto che ciascuno di loro potrà scambiare gli oggetti che troverà durante il suo viaggio.

A proposito di viaggio: su Pywel è possibile spostarsi a piedi, a Cavallo, su un Mech e perfino volando sulle ali di un Drago. Non ci scordiamo anche degli obbiettivi punti di teletrasporto che, una volta sbloccati ci daranno modo di muoverci con una certa agilità all’interno dell’immensa mappa di gioco. Non fatevi illusioni: i punti di teletrasporto saranno fondamentali perché (e vi parliamo per esperienza) siccome il gioco tiene conto dei cambi atmosferici come freddo e caldo, spostarsi a piedi o a cavallo potrebbe richiedere ore ed ore di cammino. Si, su Pywel il tempo gioca insieme a voi e non parliamo solo di quello atmosferico. Nel gioco può piovere, si possono formare pozzanghere e piccoli fiumi, ci sono picchi di freddo glaciale e deserti aridi con cui fare i conti. Ma potreste anche attendere la bella stagione per superare un passo di montagna ora accessibile grazie alla neve sciolta.

Ci sono poi da considerare gli NPC che lavorano: potreste perdere ore e giorni a vedere un cesellatore che scolpisce dalla pietra grezza una statua a vostro onore, oppure un manipolo di maniscalchi e ingegneri che costruiscono un faro al porto. Insomma il mondo di Pywel va avanti sia che ci siate voi o meno e questo è un elemento incredibile che va sottolineato.

Il punto di svolta

Crimson Desert è un gioco che segna un punto di svolta epocale nel mondo videoludico e lo fa secondo le scelte, le dinamiche e la visione netta e divisiva di Pearl Abyss. Il gioco non spiega nulla oltre alle basi: enigmi, porte e muri nascosti, comandi con il controller da capire e tanto altro va fatto da soli e questo è incoraggiante per i giocatori (per chi vi scrive è un sano ritorno al passato) perché la parola d’ordine sarà curiosità volta all’esplorazione.

Crimson Desert non ha solo una grafica che spacca di fatto le mascelle: il gioco è vivo, sembra tutto tremendamente vero, vitale in un certo senso, perché le persone si indignano nel gioco se vi comporterete male, mentre vi apprezzeranno se salverete un gattino, per esempio. Potrete fare di tutto, dalla pesca alla cucina alla caccia e perfino al costruirvi una vostra guarnigione di soldati. Kliff stesso invecchierà nel gioco e le boss fight che affronterete, siano queste per doveri di trama o per il piacere di ottenere un’arma peculiare, saranno memorabili in più di un’occasione.

Kliff imparerà le abilità di combattimento o di azione in gioco, banalmente guardando chi le fa davanti a lui, e sebbene non sia una novità nel mondo videoludico, è proprio come viene inserita e gestita questa caratteristica che colpisce il giocatore. Certo, su Sony PlayStation 5 base forse il gioco non sarebbe dovuto uscire, perché quell’hardware è abbastanza datato ad oggi, mentre resta stabile e giocabilissimo sulla versione PRO della casa giapponese. Il team di sviluppo ha anche confermato che i futuri DLC saranno completamente gratuiti e questo è un segno di svolta epocale perché dovete pensare che solo nella prima area di gioco potreste spendere 80 o 90 ore e non aver completato ancora tutto.

Crimson Desert è uno standard ad oggi che ben pochi giochi potranno permettersi di eguagliare e, che lo vogliano o meno, moltissimi sviluppatori dovranno tenerne conto quando inizieranno anche solo a pensare ad un open world come base per il proprio gioco medieval-fantasy.

Eccellente

Crimson Desert

Crimson Desert, sviluppato da Pearl Abyss, è un progetto ambizioso nato da uno sviluppo complesso e ricco di cambiamenti. Il risultato è un open world che ricorda The Legend of Zelda: Breath of the Wild, ma con toni più realistici e maturi. La storia segue Kliff, coinvolto in una guerra tra clan, la trama resta semplice per lasciare spazio a un gameplay profondo e personalizzabile, con molte build e stili di combattimento. Il mondo di Pywel è vivo e dinamico, con clima variabile, NPC attivi e tante attività secondarie da svolgere. Resta il fatto che il gioco ad oggi rappresenta un nuovo standard su come si costruiscono e pensano in generale i giochi open world.

9.5 / 5

Pro
  • Grafica spettacolare, annessa ad un mondo vivo
  • Personalizzazione dello stile di gioco estrema
  • Ricco, quasi Barocco per la mole di cose da fare
Contro
  • Snervante all'inizio dell'esperienza, scala d'apprendimento ripida
  • Comandi di gioco da imparare in fretta
  • Filmati talvolta lenti per definizione
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