REPLACED, la recensione del Blade Runner ludico che toglie il fiato

Analizziamo la profondità narrativa e il comparto tecnico di Replaced, il titolo di Sad Cat Studios che trasforma la pixel art in una potente critica sociale. Ecco la nostra recensione!

REPLACED è stato creato da Sad Cat Studios, un team di sviluppatori indipendente che ha il suo quartier generale in Bielorussia, ma che dopo le vicissitudini per lo sviluppo nate a causa della guerra tra Russia e Ucraina nel 2022, ha visto spostare la sua sede principale a Limassol (Cipro). Però lo studio ha aperto anche uffici a Danzica (Polonia), così da poter ospitare tutti i collaboratori che si sono dovuti trasferire dall’Europa orientale. Oltre a questo, proprio di recente Sad Cat Studios è diventato uno dei membri fondatori di Nova Assembly, un’alleanza di ben cinque studi presenti a Cipro. L’obiettivo di Nova Assembly è quello di unire le forze, pur rimanendo sempre indipendenti.

Tornando a REPLACED, il titolo è stato pubblicato il 14 aprile 2026 per PC e Xbox, e come già detto i creatori sono i ragazzi e le ragazze di Sad Cat Studios, mentre della pubblicazione si è occupato Thunderful (lo storico editore che si è occupato di titoli come Planet of Lana, Lost in Random e della serie SteamWorld). Ora è il momento di tornare al periodo della guerra fredda, ma in un mondo dove le corporazioni comandano e gli esseri umani sono in un eterno conflitto, ma almeno questa volta non ci sono “contatori di pecore elettriche”, a differenza del libro di Philip K. Dick.

Umani, scarti e intelligenza artificiale

Si vestono i panni di R.E.A.C.H., un’intelligenza artificiale che si ritrova intrappolata nel corpo di Warren, un essere umano che ora deve solo raggiungere Phoenix City. La città è divisa tra una corporazione (Pheonix Corp) che vi governa, e la disperazione degli “scarti”, che vivono fuori dalle mura e vengono usati solo ed esclusivamente per il traffico di essere umani.

Il dramma di una città in mano a una corporazione, i colori, il conflitto tra umani e “non”, tutti questi elementi ricordano ovviamente Blade Runner, e non è un caso. Gli sviluppatori hanno detto di essersi ispirati a Blade Runner 2049, il sequel uscito nel 2017 con Ryan Gosling e Ana De Armas, diretto da Denis Villeneuve per l’estetica e per alcuni aspetti della trama. I dialoghi sono ben scritti, riescono a dare informazioni senza risultare didascalici e soprattutto danno profondità ai personaggi. E questo vale anche per i villain che esistono solo per farvi fuori.

I personaggi sono ben caratterizzati, hanno vissuto tutti le proprie esperienze e per questo hanno caratteri diversi, soprattutto in base a chi erano prima che li incontrassimo. Il worldbuiling è curato, per quanto talmente classico da quasi non avere personalità, ma saranno i personaggi a rendere magico tutto ciò che vivrete, anche se oscuro.

Combattere, andare avanti

REPLACED è un gioco in 2.5D a scorrimento orizzontale, però vi permetterà di interagire sia con lo sfondo, sia con elementi che sono “in primo piano”. L’esplorazione è fondamentale per scoprire collezionabili e avere maggiori informazioni sul mondo distopico creato da Sad Cat Studios. Ovviamente in un gioco del genere non potevano mancare i combattimenti, che saranno in uno pseudo free flow, dove sarà importante schivare e attaccare al momento giusto, con aiuti a schermo che vi serviranno per capire quando schivare o quando contrattaccare. Infatti, possiamo dire che quest’elemento action sia quello più semplice dell’intero titolo. Peccato per i combattimenti uno contro uno, dove REPLACED mostra un po’ il fianco e rende un po’ più macchinoso il modo in cui ci si scontra.

Mentre per quanto riguarda l’esplorazione e il modo in cui si progredisce, gli sviluppatori hanno creato un modo per risultare soddisfacenti senza mettere dei muri o puzzle ambientali impossibili. È tutto abbastanza liscio e permette al giocatore di godersi la trama senza troppi problemi. Ma se si vuole una sfida un po’ più difficile, è possibile modificare la difficoltà e avere dei piccoli malus che rendono l’avventura leggermente più complessa.

Ovviamente durante i combattimenti potreste subire dei danni, il che è normalissimo, e il gioco vi darà comunque l’opportunità di curarvi. Questo avverrà grazie ai Medi-Stim che forniscono una certa percentuale di cura. Però se farete alcune missioni secondarie, è possibile che vi sia garantita una maggiore cura dai Medi-Stim. Missioni secondarie? Esatto, ci saranno proprio delle side quest da fare, per lo più saranno concentrate nell’HUB centrale di gioco, la Stazione, dove i suoi abitanti vi chiederanno di “prendere questo” o di “fare quello”. Il problema è che sarà sempre possibile andare avanti e portare a termine queste secondarie dopo, ma dovrete avere un’ottima memoria, in quanto non c’è un quest log (lista delle missioni). Quindi, il gioco vi incentiva a finire tutte le secondarie appena possibile.

Lo stesso vale per la mappa della Stazione. Non si tratta di un’area particolarmente grande e a furia di fare avanti e indietro si trova tutto, ma sarebbe stato più utile avere una mappa all’inizio. In questo modo sarebbe stato più semplice comprendere la zona dal principio. Certo, è chiaro che poi sarebbe diventata inutile, visto che sarebbe diventato automatico capire dove andare. Quindi la considero solo una sbavatura su un ottimo quadro.

Sono presenti anche dei piccoli enigmi ambientali molto interessanti. Possono sembrare semplici sulla carta, ma possono mettere in difficoltà sia chi non è navigato nel genere, sia chi ama questo tipo di videogiochi. Ce n’è per tutti.

L’aspetto unico

L’unicità di REPLACED non sta nella sua trama o nelle sue ispirazioni, ma sta proprio nel suo comparto tecnico, che sfrutta una tecnica di illuminazione cinematografica ma applicata alla pixel art, creando un’atmosfera del tutto nuova per lo stile grafico. In più anche i movimenti di camera spesso, data la sua vibrazione, sembrano fatti a mano, ma anche grazie ad aumenti di velocità, rallentamenti, e messe a fuoco particolari che ricordano quasi le inquadrature di Euphoria.

La musica c’è solo quando serve ed è palesemente ispirata a quella dei grandi film sci-fi di questo genere, come il già citato Blade Runner, ma questa volta si tende di più verso il primo film, quello di Ridley Scott. Quindi si ha una fortissima componente elettronica e ambientale, con sintetizzatori che imitano quelli utilizzati da Vangelis, il compositore di Blade Runner, creando una sorta di musicalità “noir futuristica”. Per quanto riguarda REPLACED, il contrasto di elementi analogici e quelli digitali va creare tappeti sonori che danno senso di malinconia e a tratti di nostalgia di un mondo che non si ha mai conosciuto (e che probabilmente sarebbe meglio non conoscere, ndr).

replaced macchina volante

L’estetica di REPLACED è la cosa che più ci ha fatti rimanere incollati allo schermo. Durante la nostra prova su un laptop da gaming di fascia media, riusciva a far girare il titolo anche a 144 fps grazie allo stile grafico che non va a premere troppo sulla scheda grafica. I comandi sono semplici e reattivi, non risulta mai macchinoso, e nemmeno nelle animazioni che sono diverse in base alla distanza o in base a cosa succede (si può inciampare e cadere a terra, per esempio), cosa che aumenta il livello d’immersività del gioco. Una cosa che però potrebbe far storcere il naso a qualcuno è l’assenza del doppiaggio. Esatto, purtroppo nessuno ha una voce. Il gioco è tradotto in italiano, quello sì, ma purtroppo gli sviluppatori hanno deciso di non dare voce ai propri personaggi.

Insomma, possiamo dire che REPLACED ha tutte le carte in regola per essere un ottimo gioco indie che, nonostante sia nato nel bel mezzo di un conflitto, non sta zitto, e parla di un mondo in mano al capitalismo. Non sta zitto nel voler far capire a tutti i giocatori che avere il mondo in mano a delle corporazioni non è mai ottimale, e Cyberpunk 2077 e Resident Evil sono titoli maestri in questo. Ma nel caso di REPLACED si va più in profondità, parlando con “gli scarti”, con le persone che hanno dovuto rinunciare a parti di sé per poter vivere, e che soprattutto sono considerati tali solo ed esclusivamente perché sono “dalla parte sbagliata del muro”, e fa capire che la storia la fanno davvero solo i vincitori che diranno qualsiasi cosa per giustificare i propri atti ingiusti.

Questo gioco non vuole farvi il “lavaggio del cervello”, sia chiaro, ma vuole farvi capire che ragionare con la propria testa è l’unico modo per poter vedere davvero cosa c’è di male. Sì, un po’ come il film L’Attimo Fuggente. Dunque se volete un’esperienza bella da vedere, gradevole da giocare e con temi importanti in un mondo distopico che strizza anche un po’ l’occhi al classico 1984 di Orwell, siete nel posto giusto. Ma attenzione a non perdere la vostra umanità. Ma quindi REPLACED è derivativo di tutti i libri e film citati in questa recensione? Assolutamente no. Perché riesce ad avere una sua identità. Un’identità che aborra la guerra, grazie a un’esperienza che vi farà vivere l’ultimo barlume di umanità, l’ultima lotta per l’essere umano che vuole semplicemente vivere senza dover più cedere dei “pezzi di sé”, fisicamente e mentalmente.

REPLACED

REPLACED è un action platform 2.5D ambientato in un mondo distopico. Si gioca nei panni di un’IA intrappolata in un corpo umano mentre attraversa una città controllata da una corporazione. Il gioco punta soprattutto su atmosfera, pixel art cinematografica e narrazione, con combattimenti semplici e una progressione lineare.

8.8 / 5

Pro
  • Pixel art e illuminazione spettacolari
  • Atmosfera ben riuscita, sia per la trama, sia per l'estetica
  • Personaggi e dialoghi ben scritti
Contro
  • Combattimento piuttosto semplice
  • Assenza di quest log per le missioni secondarie
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