Rayman 30th Anniversary Edition la recensione: poco più che un ritorno nostalgico

Il principe dei platform made in Ubisoft si ripropone al pubblico con una raccolta imprescindibile nei contenuti, ecco la recensione di Rayman 30th Anniversary Edition

Se mettiamo vicine le parole “PS1” e “Platform” la mente tende a ricordare principalmente tutte le esperienze che hanno offerto un nuovo grado di profondità al genere, ossia i platform pensati in tre dimensioni, come Crash Bandicoot e Spyro The Dragon. Ciò non significa, però, che non ci sia una fetta di appassionati che ricorda con affetto anche coi progetti che sono rimasti sulle due dimensioni (non sempre), ma con uno stile imprescindibile. Questo è il caso di Rayman, storica serie ideata da Ubisoft che, negli anni, non sempre è stata supportata dagli sviluppatori come meriterebbe, complice anche e soprattutto un calo, negli ultimi anni, delle produzioni più rischiose, quali appunto i progetti AAA prettamente in 2D.

Scoprire o riscoprire Rayman è però un’operazione più che necessaria: la serie originale, quindi escludendo vari spin-off con conigli ben poco simpatici come protagonisti, è caratterizzata da uno stile artistico ben definito, idee di gameplay originali e una struttura iconica nel mondo dei videogiochi. Per questo motivo, operazioni come quella della Rayman 30th Anniversary Edition si rivelano come un ottimo punto di partenza per una vasta gamma di giocatori. La recensione che vi porto è quella della versione PlayStation 5 del gioco: un’operazione per certi versi necessaria che però, per essere anche apprezzabile, richiede delle accortezze delle quali presenza andrò di seguito ad indagare.

C’era una volta una melanzana…

Per dovere di cronaca e onestà intellettuale, ritengo controproducente iniziare la recensione di una raccolta di platform parlando della trama, soprattutto nel caso in cui quel platform appartengano la serie di Rayman, caratterizzata da elementi decisamente particolari che, proprio nella loro stramberia, non necessitano di spiegazione. Inizierò quindi parlando di quelle che sono le avventure che compongono questa raccolta:

  • il primo capitolo della serie, disponibile in 5 versioni differenti (MS-DOS, PlayStation, Atari Jaguar, GBC e GBA)
  • il prototipo perduto di Rayman su SNES
  • Rayman’s New Levels, Rayman 60 Levels e Rayman By His Fans (con ben 120 livelli extra nel complesso)

Sostanzialmente, ad eccezione di alcune gradite chicche, quello che viene presentato sul piatto è il primo capitolo della serie, pubblicato originariamente nel 1995, in tutte le salse possibili e immaginabili. A livello di contenuti, la raccolta offre anche un documentario interattivo di circa un’ora, con interviste agli sviluppatori originali e un museo in-game celebrativo.

Nella pratica, mi sento di definire questa collection un tentativo un po’ troppo vincolato di far riscoprire la saga, in quanto l’inserimento di almeno un altro capitolo originale, come The Great Escape, avrebbe permesso maggiore varietà ludica e una più giustificabile etichetta di “collezione”. I contenuti presenti, nel complesso, risultano interessanti per i fan di vecchia data del solo primo capitolo, ma non rendono giustizia alla saga per intero. Che ci sia spazio in futuro per riadattamenti dei capitoli successivi?

Rayman

Solo un letterale “passo indietro”

Centrandoci su quelle che sono le dinamiche di gameplay, risulta doveroso ricordare che stiamo parlando di un gioco di trent’anni fa, epoca nella quale la difficoltà non era oggetto di critica, ma valore aggiunto. E questo titolo non fa eccezioni. Come volevasi dimostrare nelle precedenti battute, il titolo non si adatta a dovere al giocatore nuovo, se non per l’aggiunta del rewind in corso di gameplay (un elemento ormai sempre più presente tra questo tipo di prodotti), ma per il resto si mantiene su un livello di difficoltà piuttosto alto e sfidante, quello di partenza per il titolo originale. Questa è una scelta che ci aiuta ad inquadrare in maniera sempre più chiara quelle che sono le intenzioni di Ubisoft: offrire questa esperienza a giocatori già esperti della serie.

Agganciandomi a questa ultima frase, faccio venire a galla una delle più grandi incongruenze di questo progetto: tutto risulta il più Fedele possibile al titolo originale, ma per qualche strano motivo hanno deciso di stravolgere la colonna sonora del titolo, di base uno degli elementi che più tendiamo a ricordare di un gioco della nostra infanzia. Considerando che queste colonne sonore sono state rivisitate da un compositore della serie, per quanto dei capitoli decisamente più recenti, non mi sento di dire che questa sia completamente un’operazione completamente negativa, ma certamente poco giustificabile dato l’atteggiamento degli sviluppatori nel resto del progetto.

La già constatata fedeltà alla opera originale si individua anche nei menù, nello stile grafico, in alcuni elementi che però risultano un po’ vecchi in questa epoca videoludica, ma che riescono per l’appunto a restituire al giocatore più nostalgico un assaggio della propria infanzia. Una delle maggiori innovazioni che questa collection inserisce, un’esclusiva per quanto riguarda il prodotto in versione PlayStation, è una ricca libreria di trofei, con un Platino che sarà tutt’altro che facile da ottenere, ma decisamente soddisfacente nella raccolta dei trofei minori.

Buono

Rayman 30th Anniversary Edition

In conclusione, Rayman 30th Anniversary Edition è un’operazione che punta più sulla nostalgia e sulla conservazione che su una vera celebrazione completa della saga: offre uno spaccato del 1995 nel 2026, con poca varietà ma una sostanza quasi sempre chiara e tangibile, ovvero farci tornare indietro nel tempo. Pur offrendo contenuti interessanti, curiosità apprezzabili e una fedeltà quasi totale all’esperienza originale, la raccolta risulta troppo limitata per varietà e poco coraggiosa nelle scelte, soprattutto considerando alcune modifiche discutibili come quella alla colonna sonora. Resta comunque un prodotto consigliato principalmente ai fan storici e ai collezionisti, mentre per i nuovi giocatori potrebbe rappresentare un ingresso affascinante ma non sempre accessibile. Una collection piacevole, sì, ma che lascia la sensazione di un’occasione solo parzialmente sfruttata. Speriamo che questo tipo di progetto venga rilanciato in occasione di anniversari per altri storici capitoli della serie, ma con un maggiore sforzo di adattamento ai tempi moderni, che permetta un avvicinamento anche ai giocatori più acerbi.

7 / 5

Pro
  • Fedele all'opera originale...
  • Piccoli extra che i fan apprezzeranno
  • Parco Trofei decisamente allettante
Contro
  • ...ma fin troppo per giustificarne una riedizione
  • Non è ben chiara la linea decisionale dietro alle colonne sonore
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