Total Chaos la recensione, una mod di Doom che si crede survival horror
Total Chaos è un FPS travestito da survival horror estremamente punitivo che mette a dura prova il giocatore, con scarse risorse e nemici ardui da abbattere. ecco la recensione!
Tutte le info le trovi su questa pagina.
Per parlarvi di questo gioco, in maniera del tutto inaspettata, cominceremo con il menzionarne un altro. Si, esatto, avete capito bene: per parlarvi di Total Chaos partiremo con il citare il celeberrimo Doom II, perché la sua nascita è legata ad una mod creata proprio per il popolare FPS, così apprezzata dal pubblico che gli sviluppatori, il team Trigger Happy Interactive, hanno deciso di dare vita ad un gioco tutto loro a partire proprio da quella mod.
E così, partendo da una bozza di gameplay che aveva le caratteristiche di first person shooter altamente dinamico mixato ad ambientazioni horror ed elementi da survival, ecco che nasce Total Chaos, disponibile per Xbox Series X/S, Playstation 5 e PC (Steam) e distribuito da Apogee Software. Lo abbiamo provato per voi su Playstation 5, e qui di seguito trovate la nostra recensione.
Un survival… troppo survival
Total Chaos si presenta come un FPS in pieno stile, e si evince perfettamente come sia nato come mod per Doom II: visuale in prima persona, movimenti frenetici e corsa energica, il tutto mixato con un sistema survival fin troppo punitivo per certi versi. Innanzitutto, il protagonista: prima un simpatico nessuno, poi grazie al ritrovamento di specifici documenti acquisterà un’identità, e scopriremo che il suo nome è Tyler Scott, che lavora come guardia costiera. Dopo aver ascoltato un criptico messaggio via radio che sembra una richiesta d’aiuto, parte per un giro di ricognizione in pieno mare in tempesta.
Dopo aver udito nuovamente quella voce misteriosa parlare di un “suo unico desiderio”, Tyler naufraga su un’isola sconosciuta, chiamata Fort Oasis, che scoprirà ben presto essere infestata da misteriose creature, apertamente ostili nei suoi confronti.
All’interno della struttura fatiscente che si snoda per tutta l’isola, Tyler ritrova tutta una serie di documenti o registrazioni che sembrano far luce sulla sua storia e sul perché lui sia capitato misteriosamente lì, un classico espediente che personalmente non apprezzo per tessere la narrazione senza troppo impegno, tra un combattimento e l’altro. Avremo anche la possibilità di nutrire il nostro personaggio, che accuserà la fame e mangerà tutto quello che gli capiterà a tiro, compreso cibo avariato, che potrebbe apportare dei malus. Ma la cosa più problematica è che si possono utilizzare sì gli oggetti che troveremo in giro per craftare delle armi, ma queste ultime tendono a logorarsi e a distruggersi con una certa rapidità.
In certe situazioni quindi sarà più utile evitare i nemici che combatterli, oppure si ha la possibilità di bilanciare il gioco nel menù evitando che gli oggetti si usurino e che abbiano quindi una vita perenne o che il personaggio non patisca la fame durante il gioco (insomma, azzerando quasi totalmente la componente survival).
Il vero boss… è il gameplay
Mentre proseguiamo con l’esplorazione diventerà sempre più ostico conservare le già limitate risorse, in più i frequenti attacchi da parte delle creature dell’isola tendono a lasciarci a secco con munizioni o armi costruibili. Una dinamica davvero punitiva, che a nostro avviso rende il gioco una spanna sopra alla difficoltà di un comune survival horror, è lo status di sanguinamento: oltre a togliere punti vita nel tempo, si cura solo ed esclusivamente con le bende, che sono piuttosto rare, e il sanguinare copiosamente ovviamente ci impedisce anche di scattare come si deve, impedendoci delle fughe leste.
Considerando la mole di nemici presente, che spesso e volentieri vanno affrontati vis a vis, e che le bende sono rare forse più di tutte le altre risorse trovabili a Fort Oasis, questo malus rende il gioco decisamente tosto, e si ben comprende perché abbiano aggiunto dei piccoli aiuti attivabili dal menù delle impostazioni.
Citando il menù delle impostazioni non si può non far notare come sia stato tradotto un po’ in maniera sommaria, con qualche errore di traduzione della lingua italiana che rende ostico anche il muoversi tra le impostazioni grafiche e audio. Tutto sommato si chiude un occhio, considerando che il gioco, che è comunque un indie e il team Trigger Happy Interactive è ancora alle prime armi, ma supporta ben 13 lingue tra cui per l’appunto anche l’italiano.
Nota di merito al comparto audio, che oltre ad essere 3D è stato curato nei minimi dettagli per dare una immedesimazione massima, creando una tensione senza pari grazie anche ai continui attacchi delle creature, nascoste ad ogni angolo e in numero sempre maggiore.
Non tutti i mali vengono per nuocere
Per quanto la narrazione sia soltanto un sottofondo di carneficina e sangue e bossfight al cardiopalma, Total Chaos tratta dei temi estremamente sensibili, se si ha la pazienza di esplorare a fondo gli ambienti e collezionare tutti i documenti, le registrazioni audio e i ritagli di giornale che ci delineano non solo la storia di Fort Oasis, ma anche del nostro Tyler, che nasconde ben più di un “segreto“. Tra enigmi anche ben congegnati e mostri da affrontare, il nostro eroe dovrà affrontare qualcosa di ben più temibile e spaventoso: la sua stessa mente e il dolore che deve sconfiggere, sia fisico che mentale, con cui prima o poi dovrà fare i conti. Per far ciò dovrà percorrere tutta l’isola in cerca di risposte, centellinando le risorse e le munizioni, cercando di nutrirsi di ciò che trova e fuggendo quando necessario.
Un’altra chicca interessante è lo scatto, che può trasformarsi in una sorta di spinta se si ritrova una creatura nella sua traiettoria di fuga, il che sbilancia e destabilizza i nemici il tanto che basta per trovare un posto in cui nascondersi o depistare le creature.
Nonostante qualche bug ogni tanto, il gioco scorre abbastanza piacevolmente, anche se un bug di una certa entità l’ha quasi compromesso, seppur sia stato prontamente risolto dagli sviluppatori: faceva sì che il salvataggio venisse perso al raggiungimento di una determinata zona, senza possibilità di recuperarlo, o ancora peggio riportandoci all’inizio di uno specifico scontro ma con le risorse consumate prima del caricamento del check point.
Total Chaos è senza dubbio un gioco frenetico e di una certa difficoltà, ma alcune piccole lacune di sviluppo hanno rischiato di renderlo ancora più ostico, anche se nell’insieme è un survival horror un po’ atipico ma nell’insieme divertente e adrenalinico. Una cosa che abbiamo apprezzato particolarmente è la varietà di nemici, alcuni dei quali era necessario fissarli intensamente senza mai perderli di vista per non farli avanzare e quindi attaccare, altri sensibili alla luce, altri ancora non andavano minimamente guardati per evitare di morire in un sol colpo.
Un FPS travestito da survival
Total Chaos è decisamente un gioco con una certa difficoltà, modulabile tramite i bonus attivabili dal menù, ma nell’insieme mette alla prova anche i giocatori più esperti, in più il mix di dinamiche da FPS e survival horror rende il tutto più complesso ma nonostante tutto appagante.
Anche se non esente da difetti, l’esperienza è piacevole e divertente, ma forse per chi cerca un’avventura con una narrazione avvincente e trainante potrebbe non risultare altrettanto interessante, in quanto la storia viene riferita solo tramite documenti e audio che se vengono persi lasciano dei buchi di trama non indifferenti.
Se si ha la pazienza di trovare tutto il necessario per scoprire la storia ci si renderà conto che non è così superficiale come sembra, e tutta Fort Oasis sembra quasi un incubo ad occhi aperti, nei meandri della mente di Tyler che deve combattere con un male che ha radici ben profonde nel suo subconscio, oltre che nel suo corpo, facendoci dubitare della sua sanità mentale e della realtà stessa.
Il comparto audio è degno di nota e offre la giusta immersione rendendo il gioco estremamente adrenalinico e gratificante, e ora che alcuni bug son stati corretti possiamo dire che il gioco nel complesso è piacevole, anche se allo stato ancora larvale. Sicuramente degni di nota per le idee e la loro originalità, il team Trigger Happy Interactive necessita solo della giusta esperienza per donarci delle future perle nell’ambito horror che non vediamo l’ora di provare.
Total Chaos
Total Chaos è un FPS survival horror dalla difficoltà elevata e dal ritmo frenetico, nato dalle ceneri di una mod per Doom II: movimenti rapidi, risorse limitatissime e trama narrata attraverso collezionabili sparsi per gli ambienti angusti, in più malus come sanguinamento e fame da gestire. Nonostante qualche bug è piacevole e appagante, seppur ostico, con un comparto audio estremamente ben fatto e crea l’atmosfera giusta al cardiopalma tra un’orda di nemici molto vari e boss molto interessanti dal punto di vista creativo. Per quanto il team Trigger Happy Interactive sia alle prime armi ha dimostrato di avere la stoffa per creare dei progetti molto interessanti, manca solo l’esperienza che faranno col tempo: non resta che aspettare e tenerli d’occhio!
6.5 / 5
Pro
- Comparto audio d'eccezione, che crea la giusta immedesimazione
- Ben 13 lingue supportate, tra cui l'italiano
- Belle atmosfere e una narrazione profonda che tratta temi sensibili
Contro
- Risorse quasi introvabili e gameplay troppo frenetico per il genere
- La narrazione purtroppo va quasi in secondo piano




