Rock, Paper, Scissors, SHOOT! la recensione, una morra cinese che sa di polvere da sparo
Avete mai partecipato a un torneo "illegale" di morra cinese? Beh, in Rock, Paper, Scissors, SHOOT! dovrete farlo. Ecco la nostra recensione del roguelike italiano.
Tutte le info le trovi su questa pagina.
e si guarda qualche attimo del gameplay di Rock, Paper, Scissors, SHOOT!, è possibile pensare che si tratti solo di una rivisitazione della morra cinese. In realtà, il titolo italianissimo di Mekai Games, ha cercato di fare qualcosa di più. Gli sviluppatori indie hanno voluto trasformare un gioco che conosciamo tutti in un roguelite dove ogni scelta può compromettere l’intera partita. Quindi bisogna sapere come adattarsi agli imprevisti e soprattutto sapere quando è il momento di tirare fuori le armi.
Il progetto di Rock, Paper, Scissors, SHOOT! arriva come già detto da Mekai Games, come già detto, ovvero da una divisione interna di Mekai Lab: una startup e studio creativo digitale specializzato nello sviluppo di software, nel design e nell’automazione. La loro doppia anima si riflette anche nel gioco, che parte da una scintilla molto semplice. Ma la domanda è: sono riusciti a gestire le fiamme?
La base dei roguelite: facili da capire ma difficile da imparare
Rock, Paper, Scissors, SHOOT! ha una premessa molto semplice: un ragazzino ha bisogno di fare soldi, e per questo decide di sfidare persone al gioco della morra cinese, sperando di vincere qualche soldino. Infatti possiamo dire che il gioco si sviluppa attraverso una serie di tornei clandestini, e l’obiettivo è quello di raggiungere il boss dell’area dopo aver vinto 10 scontri consecutivi.
Ogni vittoria aumenta il denaro ottenuto e rende la posta in gioco sempre più alta. Ma arrivare agli ultimi round significa anche avere la chance di accumulare più risorse oppure perdere tutto il vantaggio accumulato fino a quel momento, se si perde. Inoltre dovrete considerare anche la salute del giovane, che può subire solo due sconfitte prima di vedere la streak azzerarsi. Quindi bisogna stare costantemente attenti a quello che si fa, per gestire al meglio il ritmo della partita e vincere i vari match.
Dov’è lo “Shoot”?
L’elemento che però distingue davvero Rock, Paper, Scissors, SHOOT! è la pistola. Non si tratta di mero modo di vincere, visto che i proiettili sono molto limitati e acquistarli al negozio significa rinunciare ad altri potenziamenti che potrebbero essere più incisivi nel lungo termine.
La cosa che non va sottovalutata è che bisogna avere dei soldi per poter comprare la pistola, quindi finché non avrete abbastanza soldi non potrete averla e dovrete giocare alla morra cinese “normale”. Questa cosa non viene spiegata, ma la si capisce con l’avanzare dei match. Una volta sbloccata, la cosa si sposta sulla gestione dei colpi.
Ma alla fin fine, a cosa serve? Beh, se siete alle strette potete usare i proiettili per fare fuori il personaggio contro cui state giocando per non perdere la streak.
Sempre uguale, sempre diverso
L’intelligenza dei nemici mantiene poca varietà, è un po’ come un deck di carte che viene mischiato ogni volta, ma le “carte” sono sempre quelle. Cosa intendiamo? Beh, i personaggi seguono sempre gli stessi comportamenti, quindi a un certo punto diventa facile capire cosa fare.
Una cosa interessante riguarda i boss: ognuno di questi introduce una regola che cambia il funzionamento della partita. Interessante ma considerando che non si tratta di un gioco action dove vanno considerate un sacco di cose, in questo caso avere sempre la stessa cosa davanti, anche se le “build” di Fred sono diverse, dopo un po’ potrebbe annoiare.
Il tasto dolente
Dal punto di vista estetico Rock, Paper, Scissors, SHOOT! cerca di avere una propria identità, ma purtroppo non riesce. Ci sono davvero tanti, troppi indie che hanno un’identità stilistica propria, sia a livello grafico, sia a livello musicale. È anche vero che i vari personaggi hanno delle loro peculiarità, per esempio il protagonista è sudaticcio, impaurito, ma a livello estetico non riesce a essere memorabile. La musica crea un buon mood ma anche qui, troppa ripetizione stanca.
Il gioco è tutto in 2D, come se fosse un fumetto, quindi le animazioni di apparizione e sparizione dei nemici funzionano bene. In generale, forse, il mood del gioco ricorda troppo l’idea di un titolo sviluppato per dispositivi mobile. E a questo ci ricolleghiamo al fatto che si tratta di un gioco estremamente leggero, e che quindi riesce a girare anche su PC più datati. Potrebbe essere un metodo per introdursi ai roguelike, ma solo se il vostro PC è di fascia estremamente bassa oppure non avete la possibilità di acquistare altri titoli, o banalmente per supportare sviluppatori italiani. È anche vero che ci sono così tanti roguelike che danno di più che è difficile metterli in lista dopo di questo, nonostante l’idea sia semplice ed efficace., e potrebbe essere l’ideale per i giocatori che cercano proprio leggerezza.
Rock, Paper, Scissors, SHOOT!
Rock, Paper, Scissors, SHOOT! prende la morra cinese e la trasforma in un roguelike in cui bisogna fare una streak di vittorie in un torneo. Il tutto cercando di non sparare a nessuno e gestendo la propria salute, i potenziamenti e i soldi che si hanno. Nonostante l’idea affascinante e la riuscita per quanto riguarda l’estetica, il gioco propone dei nemici “sempre uguali nel comportamento”. In altre parole possiamo dire che si tratti di un gioco con una buona intuizione, ma che fatica a distinguersi nel panorama dei roguelike.
6 / 5
Pro
- La gestione della pistola aggiunge profondità strategica
- Boss con regole speciali
- Leggero e accessibile anche su PC poco potenti
- Adatto a chi cerca qualcosa di leggero
Contro
- Gli avversari diventano prevedibili dopo alcune partite
- Colonna sonora che tende a ripetersi


