Tavern Talk Stories: Dreamwalker recensione, un coffee talk fantasy

Vi siete mai chiesti com'è fare il locandiere? Beh, potete scoprirlo grazie alla nostra recensione di Tavern Talk Stories: Dreamwalker. Un coffee talk... fantasy!

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Tavern Talk Stories: Dreamwalker è il capitolo che espanderà l’universo fantasy di Asteria, grazie a una nuova avventura narrativa che farà da prequel. Dietro al progetto troviamo Gentle Troll Entertainmnet, uno studio indipendente tedesco fondato nel 2014. Gli sviluppatori hanno sempre mostrato una visione chiara per quanto riguarda videogiocare: non devono essere solo intrattenimento, ma esperienze pensate per spingere il giocatore a riflettere sulle proprie scelte e sull’impatto che queste hanno sulla narrazione.

Non solo, lo studio si è sempre impegnato per quanto concerne l’inclusione e la diversità collaborando con TeamDiversity e varie realtà accademiche tedesche. Una cosa che non bisogna sottovalutare per Tavern Talk Stories: Dreamwalker è il supporto del FFF Bayern, ovvero un fondo bavarese dedicato al sostegno dell’industria dei media. L’ente ha, infatti, finanziato lo sviluppo del progetto insieme al Ministero bavarese per il digitale, confermando quanto il settore videoludico venga ormai considerato centrale per l’innovazione culturale, almeno per il Land a sud della Germania.

Entra nella locanda

Tavern Talk Stories: Dreamwalker è ambientato 36 anni prima degli eventi del primo Tavern Talk e ci porta nella regione di Phesoa, nella città portuale di Borkam. Dovrete gestire, nel ruolo di locandiere, il Drowsy Dragon. Un po’ come Coffee Talk, il focus non è il combattimento. Il vostro compito sarà ascoltare i clienti e preparare delle pozioni in base alle loro richieste. Quindi il gioco ha un’anima cozy che ha reso speciale il primo capitolo, ma con una struttura migliorata e sicuramente più ambiziosa. La narrativa è un po’ più profonda ma non si allontana troppo dai giochi che appartengono a questo genere.

Le vecchie idee…

Chi ha giocato Tavern Talk, ritroverà in questo titolo molte delle idee che avevano reso il progetto interessante. A differenza di Coffee Talk, però, ci saranno delle piccole missioni dove dovrete creare delle quest da dare agli avventurieri, raccogliendo varie voci di corridoio. Inoltre, la storia del gioco ruota intorno a otto personaggi, e le scelte che si prenderanno avranno un peso concreto, dato che cambieranno il finale della storia.

Tavern Talk Stories Dreamwalker drink

Quindi non è il classico gioco dove vedrete la storia srotolarvi sotto i vostri piedi, ma dovrete scegliere la cosa giusta per poter riuscire nell’impresa. In più, avere più finali aumenta la rigiocabilità del gioco, che comunque rimane un prodotto che garantisce una quindicina di ore per finirlo tutto.

Una cosa che abbiamo apprezzato particolarmente è il fatto che è possibile sbagliare perché magari non si ha seguito un’istruzione particolare, ma se il drink è completamente sbagliato perché non aumenta o diminuisce le caratteristiche richieste, non è possibile darlo al cliente.

…funzionano!

Ogni ingrediente modifica una o più statistiche tra quelle presenti nei classici GDR, come Dungeons & Dragons. Infatti abbiamo Strenght, Charisma, Dexterity, Intelligence e Defense. No, il gioco non è tradotto in italiano. Non dovrete seguire sempre una ricetta precisa, ma dovrete fare in modo che quel drink possa aumentare o diminuire quella statistica specifica, in base al dialogo che avrete. Ovviamente sperimentando potrete anche creare nuovi drink che faranno piacere alla clientela, no?

Tavern Talk Stories Dreamwalker rumor

A fine giornata ci sarà tutta la parte dedicata ai rumor: ascoltando le varie conversazioni, raccoglierete molte informazioni. Se troverete i collegamenti, potrete rendere quelle voci delle vere e proprie quest da dare agli avventurieri, se vorranno accettarle.

Migliora anche la grafica

Per quanto concerne il lato tecnico, Tavern Talk Stories: Dreamwalker propone splendide illustrazioni a due dimensioni, accompagnate da animazioni molto più espressive rispetto al primo capitolo. I personaggi si muovono e hanno dettagli che lo rendono semplice da riconoscere e soprattutto diventa più semplice comprendere il loro carattere. La colonna sonora è quella tipica che sentiresti in un gioco di ruolo, ma c’è un pizzico di lavoro in più per quanto riguarda l’inizio del gioco, dato che appena si preme il tasto, inizia una canzone cantata molto carina, anche se mi chiedo se non possa seccare dopo ore e ore.

Tavern Talk Stories Dreamwalker ricette

Va detto che il gioco non dura più di 15 ore, quindi magari andando veloci non pesa più di tanto. A parte questo, la colonna sonora non è per niente invasiva e riesce nel suo intendo: accompagnarvi mentre ascoltate le storie dei viandanti che passano per la vostra locanda.

In un panorama pieno di giochi che puntano di più alla frenesia, Tavern Talk Stories: Dreamwalker vuole accaparrarsi una nicchia a cui di solito fanno parte le visual novel o i giochi più rilassanti. Il tutto però in salsa fantasy, che potrebbe essere un modo per far entrare in questa nicchia i giocatori che preferiscono l’azione dei turni come i giochi di ruolo. Una cosa che però manca per noi italiani è la traduzione, cosa che avrebbe reso decisamente più fruibile il gioco anche per chi magari non mastica molto bene la lingua anglofona.

Una nuova avventura, nel passato

L’idea di avere Tavern Talk Stories: Dreamwalker come prequel del primo gioco, è sicuramente un metodo per far avvicinare le persone, senza aver paura che qualcuno non lo giochi perché non si sa niente del primo capitolo.

Certo è che questo gioco alla fin fine è praticamente come Coffee Talk, quindi bisogna davvero prenderlo come una visual novel, anche se ha qualche elemento interattivo in più. Ciononostante, se state cercando qualcosa di action, siete nel posto sbagliato, ma se volete rilassarvi a fine giornata con un buon drink, entrate nella locanda: è aperta a tutti i viandanti.

Tavern Talk Stories: Dreamwalker

Tavern Talk Stories: Dreamwalker è il prequel di Tavern Talk, ma il cuore è sempre lo stesso: ascoltare i clienti e preparare i drink in base alle loro richieste. Il gioco riprende la formula cozy che abbiamo già visto in titoli simili, ma questa volta i drink aumenteranno o diminuiranno le statistiche classiche dei GDR. Inoltre, c’è l’aggiunta d’impronta investigativa dove dovrete capire se i rumor possono diventare delle quest da dare agli avventurieri. Per quanto concerne l’aspetto tecnico, rispetto al primo capitolo abbiamo un’enorme cambiamento poiché le varie interazioni possono portare a finali diversi, e il comparto artistico, ovvero la punta di diamante di Gentle Troll Entertainment, ha alzato l’asticella con illustrazioni 2D più curate ed espressioni migliorate. Il nucleo centrale rimane l’atmosfera cozy, a metà tra una visual novel e un puzzle game. Perfetto per chi non vuole stare lì solo ad ascoltare. Peccato per la mancanza dell’italiano, in un gioco così pieno di dialoghi.

7 / 5

Pro
  • Atmosfera cozy molto curata
  • Finali multipli
  • Direzione artistica 2D davvero ben realizzata
Contro
  • Ritmo molto lento in alcune fasi
  • Alcune meccaniche restano abbastanza semplici
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