Exodus: tutto quello che sappiamo sul nuovo RPG sci-fi dagli autori di BioWare

Archetype Entertainment punta a un action RPG tripla A con un focus profondo sullo storytelling, scelte impattanti e un universo narrativo ricco e originale. Ecco a voi Exodus!

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Exodus è il nuovo ambizioso progetto di Archetype Entertainment, uno studio fondato nel 2019 con l’obiettivo dichiarato di creare un’esperienza videoludica capace di unire uno storytelling di altissimo livello, una profonda agency del giocatore e un gameplay moderno da produzione tripla A. Exodus vuole presentarsi, neanche troppo velatamente, come un potenziale nuovo standard per gli action RPG sci-fi, strizzando fortemente l’occhio a capolavori come la trilogia di Mass Effect. Non a caso, Archetype Entertainment è uno studio formato da veterani di BioWare, un nome che nel genere RPG è ancora oggi sinonimo di qualità, scrittura ambiziosa e attenzione alle scelte del giocatore. Tra le altre cose, il team vuole generare un forte impatto emotivo, guidato da decisioni pesanti e conseguenze significative che si riverberano nel tempo.

L’ambientazione di Exodus: 40.000 anni nel futuro

Immaginatevi catapultati 40.000 anni nel futuro, in un universo dove l’umanità, un tempo dominatrice, si ritrova ora in una posizione di netta inferiorità. A contrapporsi a noi troviamo i Celestials, una razza di esseri umani che ha intrapreso un percorso evolutivo radicale, distaccandosi irrimediabilmente dai loro antenati. Questa enorme distanza temporale serve anche a giustificare la natura aliena e incredibilmente avanzata del mondo di gioco, creando al contempo un affascinante contrasto tra elementi ancora riconoscibili della Terra e aspetti ormai completamente estranei alla nostra comprensione.

La premessa di Exodus è tanto affascinante quanto drammatica: l’umanità, costretta a lasciare una Terra morente, ha trovato rifugio in una galassia ostile. Voi vestirete i panni di un Traveler, l’ultima speranza di una civiltà sull’orlo del baratro. Il vostro compito sarà quello di intraprendere viaggi verso stelle lontane, recuperando o, se necessario, rubando armi e tecnologie aliene per garantire la sopravvivenza della vostra specie. Il vero nodo cruciale della narrazione, tuttavia, è la dilatazione temporale: mentre per il protagonista possono trascorrere pochi giorni o settimane, sulla Terra (o meglio, sulle colonie umane) possono passare decenni o addirittura secoli. Ogni sacrificio, ogni scelta, acquista quindi un peso generazionale.

Le ispirazioni dichiarate dal team di sviluppo evocano grandi epopee sci-fi dal forte impatto emotivo, come Star Wars, Dune e Interstellar. L’odore che sentiamo da vicino è quindi quello di un viaggio eroico, popolato da decisioni impossibili e scandito da un senso di scala che trascende l’evento singolo, abbracciando il destino di intere generazioni.

Chi è Jun Azlan? Il protagonista e le sue abilità

Il fulcro dell’avventura sarà Jun Azlan, un giovane e talentuoso salvager che vive ai margini di Lyden, il pianeta natale. Figlio di Ryan Azlan, un Traveler leggendario e padre scomparso, Jun parte da umili origini con l’obiettivo di diventare il leader e il salvatore del suo popolo. Ciò che rende Jun unico è una particolare caratteristica genetica che gli consente di interagire con la tecnologia dei Celestials in modi impensabili per un essere umano comune. Questa abilità si configura come uno degli elementi chiave per la salvezza di Lyden. Il gioco offrirà un’ampia personalizzazione del protagonista, permettendovi di scegliere tra una versione maschile e femminile e di modificarne gli aspetti estetici.

Lyden, il Rot e la minaccia tecnologica

Lyden, il pianeta d’origine, è una colonia umana fondata secoli fa da coloro che fuggirono da una Terra agonizzante. Non era un mondo naturalmente abitabile; fu terraformato migliaia di anni prima dai Celestials con la loro avanzatissima tecnologia. Tuttavia, questa tecnologia sta cedendo sotto i colpi del Rot, una misteriosa corruzione che mina le fondamenta stesse della civiltà di Lyden. Il Rot però non sembra essere una semplice radiazione, ma un’entità quasi viva che riscrive la programmazione Celestial in modo intelligente e adattivo, minacciando di portare Lyden, e tutto ciò che Jun ama, alla distruzione.

La ricerca di una cura per il Rot porterà Jun a esplorare il Centauri Cluster, mentre nel gameplay si intravede anche l’esistenza del Bramble, un sottoprodotto del Rot che Jun potrà affrontare grazie a nuove abilità del suo guanto.

Tra evoluzione e dilatazione

I Celestials rappresentano l’evoluzione estrema dell’umanità, distanti 40.000 anni dalla nostra linea temporale. La loro tecnologia è al centro dell’universo di Exodus: capace di terraformare mondi, fungere da arma o strumento di salvezza, ma portatrice di profondi dilemmi morali. Il gioco si interroga su come recuperare, utilizzare e controllare questa tecnologia, ponendo interrogativi cruciali sui compromessi accettabili per la sopravvivenza della specie umana.

La dilatazione temporale è forse il concetto più affascinante e potenzialmente dirompente di Exodus. Una meccanica narrativa e sistemica che conferisce un peso inaudito a ogni missione. L’idea che decenni possano passare sulla propria casa mentre voi siete impegnati in una missione di pochi giorni o settimane crea un senso di urgenza e di lontananza emotiva senza precedenti. Sebbene non tutte le traversate spaziali attiveranno questo effetto, il suo impatto quando utilizzato sarà profondo, alterando il mondo, le relazioni con i personaggi e la situazione politica e sociale.

Traveler Dynasties: costruire un’eredità

Direttamente collegato alla dilatazione temporale è il concetto di Traveler Dynasties. La consapevolezza che i propri viaggi possano durare decenni impone la necessità di costruire una solida rete di seguaci, alleati e persone di fiducia. Questo elemento promette di avere un forte peso sia narrativo che politico, trasformando il giocatore in una sorta di “costruttore di strutture e dinastie” capaci di sopravvivere alle sue assenze.

I compagni rivestono un ruolo fondamentale in Exodus. Tra quelli presentati spiccano Tom, un Traveler esperto e morale; Elise, un’impaziente pilota di mech; Salt, un polpo senziente che pilota un mech gigante; Fædra/Vedra Nath, una brillante scienziata discendente da una stirpe di Traveler; Houston, un lupo senziente e amico di Jun ; e la misteriosa figura di CC Orlev, doppiato da Matthew McConaughey. Vengono citati anche Solomon ed Emrys, quest’ultimo definito come non umano.

Le relazioni con i compagni saranno dinamiche, con archi narrativi completi e reazioni alle scelte del giocatore. Alcuni saranno opzioni romantiche, ma non tutti: Salt, ad esempio, è descritta come una creatura autonoma che tollera gli umani più che considerarli pari. Le interazioni saranno influenzate dall’uso della tecnologia antica, dalle decisioni morali e dall’approccio generale del giocatore.

Traveler Oath System: il barometro morale

Il Traveler Oath System si preannuncia come il cuore morale di Exodus. All’inizio dell’avventura, si potrà scegliere un orientamento iniziale tra Paladin (virtuoso) e Immortal (ambizioso). Sebbene sia possibile sperimentare e spostarsi tra i due approcci, seguire una filosofia in modo netto porterà a ricompense esclusive, così come la costruzione di un approccio ibrido. Questo sistema influenzerà storia, dialoghi, gameplay e interazioni con i compagni, aprendo nuove possibilità di persuasione, intimidazione o evitando conflitti.

Le scelte morali saranno al centro dell’esperienza. Un esempio mostrato vede Jun di fronte a un controllo degli armamenti: aprire un airlock per eliminare mercenari nemici potrebbe significare uccidere anche personale innocente. Tom rappresenta la cautela, Elise l’approccio drastico. Un’altra scena mostra Jun e Vedra confrontarsi con Elijah Nath, il nonno della scienziata, custode di segreti vitali ma disposto a sacrificare la sua dinastia per impedirne la diffusione. Queste situazioni evidenziano come il gioco metterà i giocatori di fronte a dilemmi in cui efficacia, sicurezza e rischio per gli innocenti si intrecciano.

Il gameplay di Exodus promette flessibilità. Sarà possibile approcciare i conflitti tramite furtività, gadget e abilità offensive mirate. Le sequenze mostrate includono l’uso di un potenziato recycler, lo scramble cloak per agire nell’ombra e granate che infliggono danni ingenti. Lo skill tree offrirà un ramo dedicato allo stealth, un sistema di mastery, compagni specializzati e potenziamenti per armi e tute, permettendo sia un approccio tattico e furtivo sia uno più diretto e aggressivo.

Il Gauntlet di Jun e Persepolis

Il Gauntlet di Jun è un artefatto ereditato dal padre, fondamentale per il kit del giocatore. Potenziabile tramite il recupero di antiche tecnologie, ogni upgrade sbloccherà nuove possibilità in combattimento ed esplorazione. L’acquisizione di abilità come Lance, capace di distruggere il Bramble, suggerisce una progressione in stile metroidvania-lite, dove nuove capacità aprono percorsi e interazioni ambientali precedentemente inaccessibili.

Tra una missione e l’altra, i giocatori torneranno a Persepolis, l’hub principale e la grande città di Lyden. Qui sarà possibile avviare nuove missioni, osservare l’impatto delle proprie scelte sul mondo di gioco e incontrare nuovi compagni, immergendosi nella vita pulsante di una metropoli multiculturale.

Pianeti alieni, lore profonda e Awakened Animals

L’esplorazione porterà i giocatori su pianeti come Sang, un esopianeta roccioso con un’atmosfera sulfurea, dove Jun e Vedra cercheranno indizi sulle ricerche di Elijah Nath sul Rot. Durante l’esplorazione, si potranno scoprire rovine Celestial, architetture misteriose, depositi di lifestone, creature ostili e tecnologie antiche. Il gioco includerà un codex dettagliato per approfondire la lore, dagli Awakened Animals ai Celestials, senza però obbligare il giocatore a seguirne la lettura. L’universo di Exodus si estende anche a giochi da tavolo e romanzi, come quelli di Peter Hamilton, promettendo una ricchezza narrativa trasversale.

Gli Awakened Animals sono creature con capacità cognitive pari o superiori a quelle umane, create sulla Terra e portate sulle Arkships. La loro senzienza ha posto il mondo di fronte a complessi problemi di integrazione sociale. Il gioco includerà sia alleati che nemici tra queste creature, sollevando dilemmi etici interessanti, come dimostra la reazione di alcuni tester al dover combattere un orso da guerra.

Perché Exodus punta a rivoluzionare gli RPG sci-fi

Archetype Entertainment è ben consapevole della rinascita del genere RPG sci-fi, ma punta a distinguere Exodus attraverso elementi unici: la profondità dell’universo narrativo, la già citata dilatazione temporale, l’evoluzione dei Celestials, la presenza degli Awakened Animals, le Arkships, il connubio tra familiarità terrestre e alieno radicale, le scelte con conseguenze su archi temporali estesi, il ruolo delle dinastie e della politica, e il Gauntlet di Jun come fulcro del gameplay. Questi elementi, se ben realizzati, potrebbero davvero elevare Exodus al di sopra della concorrenza.

Attualmente, il team ha dichiarato di trovarsi nelle fasi finali dello sviluppo, con la promessa di condividere ulteriori dettagli fino al lancio (sebbene una data d’uscita precisa non sia stata ancora comunicata). Le premesse di Exodus sono eccezionali: un action RPG sci-fi che sembra voler affrontare temi complessi con una profondità raramente vista nel genere, puntando a un’esperienza che rimanga impressa non solo per il gameplay, ma anche per l’impatto emotivo delle scelte e la vastità del suo universo. Le aspettative sono altissime, e non vediamo l’ora di poter finalmente esplorare questo nuovo, affascinante cosmo.

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