Riftbound: Master Yi vince a Hartford e il meta entra nell’era Vendetta

Il Regional di Hartford chiude la fase Unleashed con la vittoria di Master Yi, un meta ancora molto aperto e una rotazione dei premi Best Of destinata a cambiare il meta.

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Il Regional Qualifier di Hartford di Riftbound ha chiuso una fase importante della stagione Unleashed, consegnando alla community una vittoria pesante di Master Yi, Wuju Bladesman, ma soprattutto una fotografia molto chiara di ciò che potrebbe accadere nelle prossime settimane con l’arrivo di Vendetta.

A prendersi il torneo è stato Factor, capace di portare Master Yi fino in fondo dopo una serie di risultati già solidi nei precedenti Regional Qualifier. La vittoria è arrivata in finale contro Diana, confermando due elementi ormai abbastanza evidenti: da una parte Master Yi è una delle leggende più consistenti del momento, dall’altra Diana continua a essere una presenza centrale del meta, anche quando non riesce a convertire la propria forza in una vittoria finale.

Hartford è stato anche l’ultimo grande appuntamento prima della rotazione dei premi Best Of legati alle leggende di Origins e Proving Ground. Le carte restano legali nel formato, ma l’incentivo competitivo cambia in modo evidente: senza la possibilità di inseguire il premio Best Of con una specifica leggenda, molti giocatori potrebbero spostarsi verso scelte più recenti o più remunerative sul piano dell’expected value. Non si tratta di una rotazione vera e propria delle carte, ma di una soft rotation che potrebbe avere effetti molto concreti sul meta dei Regional Qualifier.

Master Yi chiude Unleashed nel miglior modo possibile

La vittoria di Master Yi a Hartford non arriva dal nulla. La leggenda era già stata protagonista di ottimi piazzamenti e il torneo statunitense ha semplicemente confermato una traiettoria in crescita. Il dato più importante è che Master Yi oltre ad essere un champ molto giocato, ha anche convertito bene, arrivando fino al titolo con una Build midrange solida, capace di reggere la pressione e di sfruttare al meglio unità efficienti, strumenti difensivi e una gestione molto precisa dei campi di battaglia.

La lista vincente di Factor ruotava attorno a un pacchetto Body/Calm molto compatto, con carte come Fiora Peerless, Rengar Trophy Hunter, Ruin Runner, Scuttle Crab, Zhonya’s Hourglass e una serie di trick come Charm, Defy, Discipline, Punch First e Sabotage. L’idea generale è quella di un mazzo capace di difendere in modo estremamente efficiente, vincere gli scambi uno contro uno e trasformare ogni punto di vantaggio in pressione.

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Tra le carte più interessanti troviamo Fiora, Peerless, che in combinazione con l’abilità di Master Yi può diventare una minaccia difensiva enorme. Ruin Runner, invece, si conferma una delle carte più fastidiose da affrontare quando viene supportata da protezioni e da una struttura di gioco capace di massimizzarne l’impatto. Non è un mazzo costruito per sorprendere con una singola combo spettacolare: è una Build pensata per vincere margine dopo margine, fino a rendere ingestibile ogni fase della partita.

Anche la scelta dei battlefield è indicativa: Emperor’s Dais, Seat of Power e The Arena’s Greatest offrono flessibilità e valore, senza snaturare l’identità del mazzo. Master Yi vuole combattere bene, gestire il ritmo e costringere l’avversario a prendere decisioni difficili. Hartford ha dimostrato che questa impostazione, nel meta attuale, può bastare per vincere un Regional.

Diana resta fortissima, ma continua a fermarsi sul più bello

Diana è stata ancora una volta una delle grandi protagoniste del torneo. La sua presenza in Top 8 e in finale conferma una solidità ormai difficile da mettere in discussione, anche se continua a pesare la sensazione di una leggenda fortissima ma non sempre capace di chiudere l’ultimo step.

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Le Build Diana viste a Hartford hanno ribadito alcuni punti chiave: Abandoned Hall resta una location molto importante per l’archetipo, mentre Seat of Power e The Arena’s Greatest continuano a essere scelte molto diffuse nei mazzi Mind/Chaos. Interessante anche la presenza marcata di Vex, Apathetic in main deck, una carta che si è dimostrata estremamente rilevante contro diversi archetipi del formato, in particolare quelli che soffrono la sua capacità di bloccare o rallentare determinate linee di gioco.

Il discorso sulla curva è altrettanto importante. Le liste più recenti stanno aumentando il numero di drop a due, cercando di migliorare la consistenza delle mani iniziali. È un dettaglio che può sembrare marginale, ma in un gioco competitivo ogni percentuale conta. Passare da otto a nove carte da due energie può fare la differenza tra una partenza fluida e una partita iniziata già in salita.

Diana esce quindi da Hartford senza il trofeo, ma non ridimensionata. Al contrario, rimane una delle leggende da battere, soprattutto finché il pacchetto Chaos/Mind continuerà a offrire removal, controllo del board e strumenti efficienti per adattarsi a più matchup.

Il meta di Hartford: tanti mazzi, poche certezze assolute

Uno degli elementi più positivi emersi dall’evento è la varietà del meta. Master Yi è stato il mazzo più rappresentato, seguito da Diana, LeBlanc, Irelia, Azir, Viktor e altri archetipi ancora capaci di dire la loro. La Top 8 ha confermato questa varietà solo in parte, perché Diana era molto presente, ma il quadro complessivo rimane quello di un ambiente competitivo in cui diverse leggende possono arrivare lontano.

LeBlanc, per esempio, ha avuto un’ottima conversione al Day 2, pur senza riuscire ancora a imporsi nelle fasi finali. È un mazzo che può sembrare opprimente in determinati scenari, soprattutto quando riesce a sfruttare location favorevoli, ma che tende a soffrire contro avversari preparati e contro pacchetti removal ben calibrati.

Anche Pyke ha dato segnali molto interessanti. La lista arrivata in Top 8 si è presentata come una Build orientata al controllo e alla disruption, con carte come Bewitching Spirit, Mindsplitter, Falling Star, Void Seeker, Switcheroo e Blighted Battleaxe. Non è una versione esplosiva, ma una costruzione più metodica, pensata per rallentare l’avversario, gestire le risorse e vincere partite lunghe attraverso piccoli vantaggi ripetuti.

Ezreal è stata forse una delle sorprese più intriganti della Top 8. La sua impostazione più lenta e controllosa, con Aspirant’s Climb e strumenti come Pack of Wonders, Treasure Trove, Bewitching Spirit e The List, mostra quanto ci sia ancora spazio per interpretazioni meno lineari del formato. Non tutti i mazzi devono vincere per pressione immediata: Hartford ha dimostrato che anche strategie più pazienti possono trovare spazio se costruite con coerenza.

Ahri, Jinx, Garen e il peso dei Best Of

La rotazione dei premi Best Of è uno dei temi più importanti lasciati in eredità da Hartford. L’evento ha visto un aumento di interesse per alcune leggende di Origins, in particolare Ahri, scelta da molti giocatori come ultima possibilità per inseguire il relativo premio Best Of. Il risultato, però, non è stato all’altezza della presenza: Ahri ha avuto una conversione molto bassa al Day 2, confermando i limiti competitivi che la accompagnano da tempo.

Il discorso vale anche per altre leggende. Jinx, Vi e Rumble non sono riuscite a portare giocatori al Day 2, mentre Garen, Sett, Teemo e Ivern sono rimasti su numeri molto contenuti. Il punto non è soltanto stabilire se questi mazzi siano forti o deboli, ma capire quanto verranno ancora giocati ora che l’incentivo dei Best Of non sarà più disponibile per alcune leggende.

È probabile che molti giocatori scelgano di abbandonare alcune opzioni di Origins e Proving Ground nei prossimi Regional Qualifier, non perché le carte siano illegali, ma perché il premio più interessante sarà legato ad altre leggende. Questo potrebbe rendere il meta dei grandi eventi molto diverso da quello degli Skirmish o dei tornei locali, dove l’incentivo principale resta semplicemente giocare il mazzo migliore o quello preferito.

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La conseguenza è delicata: alcune strategie potrebbero sparire quasi del tutto dai tavoli competitivi di alto livello, riducendo anche la necessità di tech specifiche contro di esse. Se pochi giocatori porteranno Viktor, per esempio, le carte pensate per arginare strategie go-wide potrebbero perdere spazio. Allo stesso tempo, proprio l’assenza di preparazione contro certi archetipi potrebbe permettere a qualche specialista di sorprendere il field.

Annie saluta, Jhin sorprende e Vendetta cambia tutto

Tra le storie più interessanti del torneo c’è anche Annie, portata ancora una volta in alto da Prismaticismism. La sua continuità è ormai uno dei racconti più forti della scena competitiva di Riftbound: un giocatore estremamente riconoscibile, legato a una leggenda precisa, capace di trasformare una scelta personale in un marchio competitivo. Con la rotazione dei Best Of, però, sarà interessante capire se continueremo a vedere Annie nei grandi eventi o se anche i giocatori più fedeli decideranno di cambiare strada.

Un altro caso curioso è Jhin, arrivato a un piazzamento molto più alto di quanto molti si sarebbero aspettati. La Build con Seal of Insight, Hextech Anomaly e persino Gutter Palace mostra un approccio molto particolare, quasi da combo-control, capace di sfruttare gestione delle rune, turni esplosivi e condizioni di vittoria alternative. Non è detto che Jhin diventi improvvisamente un pilastro del formato, ma il fatto che una lista simile riesca a ottenere risultati competitivi dimostra quanto Riftbound abbia ancora zone poco esplorate.

Tutto questo porta direttamente a Vendetta. La prossima espansione arriverà in un momento ideale: il meta Unleashed è abbastanza maturo da avere gerarchie chiare, ma non così risolto da sembrare statico. Inoltre, la distribuzione globale più allineata delle nuove carte dovrebbe rendere la fase di scoperta molto più interessante rispetto al passato. La community non avrà mesi di anticipo per studiare liste già testate altrove: per qualche settimana, tutti dovranno capire insieme cosa funziona davvero.

Hartford chiude quindi una porta e ne apre un’altra. Master Yi saluta la fase Unleashed con una vittoria pesante, Diana resta una certezza, Chaos continua a essere uno dei pacchetti più presenti nelle fasi finali e la rotazione dei Best Of promette di cambiare le scelte dei giocatori più di quanto una semplice lettura del formato potrebbe suggerire.

Riftbound entra ora in una fase particolarmente interessante: quella in cui i mazzi forti esistono, ma le motivazioni competitive, i premi e l’arrivo di nuove carte possono cambiare completamente il modo in cui i giocatori decidono di presentarsi a un torneo. Vendetta non dovrà solo aggiungere nuove carte. Dovrà ridefinire un equilibrio che Hartford ha mostrato essere vivo, competitivo e ancora pieno di possibilità.

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