Marathon, Stagione 2: buone le prime impressioni, ma sarà questa la strada giusta?
La Stagione 2 di Marathon è live con la Palude Funesta Notturna, la Sentinella, la Culla e altre novità. Ecco le nostre prime impressioni sulla nuova stagione del titolo d Bungie.
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Non cercheremo di nascondere di esserci incuriositi quando Bungie annunciò che la Stagione 2 di Marathon avrebbe portato con sé una versione notturna della Palude Funesta. Dopo aver trascorso diverse ore nella nuova stagione, possiamo dire che l’attesa era giustificata, almeno in parte. Ci sono novità che sorprendono, altre che lasciano qualche dubbio, e un sistema di progressione che – contro ogni aspettativa – si rivela più intelligente del previsto. Andiamo con ordine.
Palude Funesta Notturna: un tocco horror su Marathon
Diciamolo subito: la Palude Funesta Notturna è la vera protagonista di questa stagione, e Bungie lo sa bene. La trasformazione della mappa in una zona survival-horror non è un semplice reskin bensì un vero e proprio cambio di paradigma. Gli ambienti bui nascondono pericoli dietro ogni angolo, tanto che ci è capitato letteralmente di spaventarci di fronte a un nemico comparso dal nulla nell’oscurità. I bot possono trovarsi a pochi passi senza che tu li veda, così come un corridore avversario può aspettarti dietro un angolo senza tradirsi con il minimo rumore.
Questo cambia drasticamente gli approcci strategici rispetto alla versione più illuminata della stessa mappa. Torce, mirini a visione notturna, proiettili e granate vettoriali: la nuova attrezzatura dedicata si traduce in strumenti che riscrivono completamente il modo in cui si gestisce lo spazio e il combattimento. Chi punta la torcia rivela la propria posizione, ma chi non la punta, rischia. È una tensione costante, raramente raggiunta in un extraction shooter, e per questo motivo risulta particolarmente riuscita.
Chi dovrebbe usare la Sentinella?
Il nuovo telaio da Sentinella porta con sé un’identità difensiva abbastanza riconoscibile: Baluardo intercetta granate e missili nemici potenziando la maneggevolezza dei compagni, Morsa piazza mine immobilizzanti, e la passiva Legittima Difesa garantisce resistenze aggiuntive quando si è circondati. Sulla carta si tratta di un kit solido, è vero, ma nella pratica faticavamo a capire esattamente a chi si rivolga questo telaio.
Le abilità sono generiche per design: adattabili a molti contesti, ma capaci di esprimere il loro massimo solo in situazioni molto specifiche. Chi, come noi, predilige uno stile di gioco orientato al supporto attivo e continuo troverà nella Sentinella un alleato discontinuo, utile a intermittenza piuttosto che lungo l’intera partita. Non è una bocciatura, sia chiaro: il telaio funziona e ha il suo perché, ma ci aspettavamo qualcosa di più soprattutto sul fronte del character design, che risulta meno caratterizzato rispetto ad altri corridori già presenti nel roster.
Ammettiamo di aver accostato alla Culla con una certa diffidenza: il rischio che si trattasse dell’ennesimo sistema di progressione legato al singolo telaio – con tutto il grind frenetico che questo comporta – era reale e avrebbe potuto trasformarsi in uno dei difetti più irritanti della stagione. Invece, Bungie ha fatto una scelta intelligente rendendo i progressi della Culla condivisi tra tutti i telai, con l’energia investita in una statistica che può essere recuperata e redistribuita in qualsiasi momento senza penalità.
È un sistema che premia la sperimentazione invece di limitarla, e risolve uno dei problemi più concreti della Stagione 1: la sensazione di essere perennemente in ritardo rispetto agli altri giocatori. Rimangono alcune domande aperte su come la Culla verrà supportata e ampliata nelle stagioni successive, ma le premesse sono decisamente incoraggianti. Le modalità sperimentali introdotte con questa stagione, infine, ci sembrano un’aggiunta interessante per variare il ritmo, anche se è ancora presto per valutarne il peso complessivo sull’esperienza.


