Legend in the Mist RPG: Amít Moshe racconta il nuovo fantasy narrativo
Amít Moshe presenta Legend in the Mist, il nuovo GdR fantasy narrativo dagli autori di City of Mist, tra ispirazioni, meccaniche e sviluppo.
Tutte le info le trovi su questa pagina.
Legend in the Mist è il nuovo gioco di ruolo fantasy creato da Amít Moshe e dal team dietro City of Mist. Basato su un approccio fortemente narrativo e orientato alla costruzione condivisa delle storie, il gioco punta a trasportare i giocatori in un mondo di leggende, misteri e avventure, mantenendo la flessibilità che ha reso celebre il sistema originale. In questa intervista, Amít Moshe parla delle origini del progetto, delle principali caratteristiche del gioco e delle idee che hanno guidato lo sviluppo di Legend in the Mist. Un’occasione per scoprire più da vicino la visione dell’autore e le novità che attendono gli appassionati di giochi di ruolo fantasy.
L’intervista a Amit Moshe
L’incipit
Prima di tutto, Legend in the Mist è un gioco fantasy che potete usare per giocare qualsiasi tipo di fantasy. Supporta tutto ciò che volete portare al tavolo: i vostri mondi homebrew, oppure mondi già esistenti che conoscete. Il gioco, però, si concentra soprattutto sul fantasy rustico, cioè su storie piccole, accoglienti, ambientate in luoghi come la Contea o, pensando a Principessa Mononoke, il posto da cui viene il principe Ashitaka. Sono luoghi piccoli, con una magia molto discreta, posti molto pacifici, ma dove qualcosa sta per cambiare.
Legend in the Mist si concentra sia sulla parte ambientata in questo contesto accogliente, sia sui viaggi che vengono dopo: cosa cucinate, cosa create, come andate d’accordo lungo la strada, quali creature incontrate, quali esseri incrociate e quali scoperte fate. I vostri eroi sono eroi improbabili. Non sono grandi eroi epici di livello 20, ma personaggi più vicini all’idea di “livello 0”, o comunque figure che possono partire da zero per diventare eroi. Affrontate il viaggio insieme a loro, e sta a voi scegliere se diventeranno davvero grandi eroi oppure no. Potete anche restare su un tono più slice of life, versando tè, cucinando biscotti e vivendo quel tipo di esperienza.
Il legame con City of Mist
Il principale punto di contatto è il sistema. City of Mist esiste ormai da quasi dieci anni, e Legend in the Mist è un’evoluzione di quel sistema, snellita e semplificata. In City of Mist, i giocatori sanno che ci sono otto mosse base: usate i tag per potenziare il tiro e interpretate la vostra azione in base alle mosse. In Legend in the Mist, invece, usate i tiri con i tag nello stesso modo, ma c’è un solo tiro. Lo chiamiamo “un tiro per domarli tutti”.
Non ci sono più mosse, quindi il gioco è molto più dinamico, più veloce e più facile da imparare. Allo stesso tempo, mantiene la stessa flessibilità creativa di City of Mist. Potete creare qualsiasi tipo di personaggio. Potete essere un combattente, un mago, un incantatore, ma anche un cuoco, un mercante o qualsiasi altra cosa possiate immaginare. Abbiamo persino un personaggio che è una sorta di maestra ubriaca e che causa danni provocando incidenti a tutti gli altri. La flessibilità è la stessa di City of Mist.
Un fantasy più narrativo e meno hack and slash
Ci sono un paio di cose che hanno guidato il nostro lavoro su questo gioco. Non volevamo che fosse un gioco hack and slash, quasi come avere un controller da videogioco in mano, con quattro azioni da premere continuamente.
Quel tipo di esperienza può essere molto divertente, ma spesso ruota intorno a come ottenete le azioni e a quanto riuscite a eseguirle in modo efficiente. Noi non volevamo questo. Volevamo un gioco narrativo, dove il background del personaggio potesse influenzare davvero i tiri e dove l’evoluzione fosse basata sugli archi narrativi. Ogni personaggio ha quattro archi narrativi che può esplorare, quindi il gioco è molto, molto narrativo.
La magia e le Old Ways
La seconda cosa su cui abbiamo lavorato riguarda la magia. Non volevamo che fosse così comune da diventare noiosa, quasi come una tecnologia. Volevamo riportare il mistero nella magia.
Nel libro ci sono diversi modi di usare la magia, ma quello principale dell’ambientazione si chiama Old Ways. È qualcosa di più vicino alla magia del focolare, alla stregoneria, ai rituali. È una magia invisibile, nascosta: non ci sono fulmini o effetti spettacolari che escono dalla magia. Il punto è una magia più segreta e misteriosa.
Mostri con segreti da scoprire
Volevamo anche evitare quella che chiamiamo goblin fatigue: la sensazione di aver già visto quel mostro, di sapere cos’è e sapere già cosa fa. Per questo abbiamo creato mostri che hanno i propri segreti. Dovete scoprire che cos’è davvero una creatura per riuscire a superarla. E naturalmente potete superarla facendovela amica, offrendole del cibo, ingannandola, non soltanto riducendo a zero i suoi punti ferita.
Le ispirazioni di Legend in the Mist
Prima di tutto, come dicevo, Il Signore degli Anelli e Principessa Mononoke: storie in cui si parte davvero in piccolo e poi si intraprende un viaggio incredibile. Un’altra grande ispirazione sono storie come Il vento tra i salici, racconti accoglienti, storie antiche, e naturalmente molto folklore da tutto il mondo.
Abbiamo preso ispirazione dal folklore sudamericano, dai nativi americani, dal folklore dell’Europa orientale e dal folklore cinese. In particolare, la coltivazione taoista è una parte importante di quella specie di magia superiore presente in questa ambientazione. All’inizio non ne sapete nulla: dovete trovarla, scoprirla. Il folklore, le leggende, sono ciò che facciamo anche in City of Mist, e qui quel percorso continua.
Il futuro delle linee di gioco
Ora abbiamo tre giochi. Ci sono questi due giochi tradotti in italiano, e abbiamo anche Otherscape, che è un gioco cyberpunk. Ci sono già due nuovi libri su licenza per Legend in the Mist in arrivo. Uno si chiama Zamanora, ed è un libro ispirato al folklore balcanico per Legend in the Mist. L’altro si chiama Beyond the Woods e riguarda le leggende irlandesi.
Abbiamo anche un paio di altri progetti di cui non possiamo ancora parlare, ma possiamo parlare del setting book Hearts of Ravensdale, che è già uscito in inglese e arriverà anche in italiano. Inoltre è solo il primo di tre libri, quindi sarà una trilogia e ci sarà molto altro contenuto per Legend in the Mist.
Continueremo a supportare queste tre linee e stiamo anche valutando di espanderci nella fantascienza. Qualcuno sul nostro canale Discord ha proposto A Station in the Nebula, un titolo simile a “In the Mist”. Non sappiamo ancora se sarà davvero questo il nome, ma potete immaginare che funzioni piuttosto bene.