Resident Evil 4, la recensione su Switch 2 tra ombre e grandi risultati
Resident Evil 4 convince su Switch 2 con un frame rate valido e caricamenti rapidi, ma i cali nelle zone affollate e la portabilità penalizzata si fanno sentire. Ecco la recensione
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C’è poco da poter ancora raccontare sul remake di Resident Evil 4, uno dei migliori finora realizzati da Capcom. Il titolo originale è senza dubbio uno dei capitoli della serie più amati e riconoscibili, che ha avuto modo di ritagliarsi uno spazio molto importante nella storia videoludica. Il suo remake è invece riuscito ad entrare nel cuore sia dei veterani che di nuovi giocatori, andando a rimodulare un classico senza tempo in una produzione che si allinea fortemente ai remake di Resident Evil 2 e 3.
Di fatto, l’avventura di Leon Kennedy in Spagna continua l’evoluzione della formula portata avanti dai due giochi precedenti rendendosi ancora più action di quanto lo era già stato Resident Evil 3. In questo caso, tuttavia, il risultato è più che ottimo, specialmente se consideriamo tutte le migliorie alle fondamenta ludiche e – per ovvi motivi – al sistema di combattimento apportate da Capcom.
Finalmente Resident Evil 4 giunge anche su Nintendo Switch 2, permettendoci di tornare a combattere anche in totale portabilità andandoci a scontrare, purtroppo, con naturali limitazioni tecniche. Trattandosi di un impianto ludico molto differente da quanto visto nei due precedenti titoli, le nostre paure erano non solo legate alle performance della console, ma anche all’effettiva comodità nel giocare in portabilità.
Partiamo da una certezza: da un punto di vista prettamente grafico siamo perfettamente in linea con quanto visto in Resident Evil 2 e Resident Evil 3 su Nintendo Switch 2, con modelli e animazioni che reggono il confronto con le altre piattaforme senza troppi problemi. È però evidente che, stavolta, Capcom abbia scelto di lavorare di più sul porting. Considerando che le aree di gioco sono sensibilmente più vaste rispetto a quelle dei due capitoli precedenti non era affatto scontato, e il risultato merita di essere riconosciuto.
Il compromesso più evidente riguarda la risoluzione che, nel complesso, è bassa ma rimane comunque soddisfacente. In modalità TV il gioco renderizza a circa 540p, affidandosi alla magia del DLSS per portare l’immagine intorno ai 900p, mentre in portabilità ci si ferma a circa 360p. Sono numeri sicuramente lontani dai 1944p di PS5, ma l’upscaling permette di ottenere comunque una qualità d’immagine paragonabile a quella della versione PS4, il che non è poco.
60 FPS a intermittenza
Sul frame rate ci teniamo a essere chiari: la fluidità generale ci è parsa più che valida, con il titolo che punta ai 60 FPS e li mantiene per la maggior parte del tempo. Tuttavia, abbiamo notato cali piuttosto bruschi nel passaggio da un’area all’altra, per quanto gli FPS tendano a stabilizzarsi abbastanza in fretta. Niente di grave, ammettiamo, ma è giusto segnalarlo. Si tende però a scendere tra i 40 e i 50 FPS negli scontri più densi, come ad esempio la battaglia del villaggio iniziale.
A pesare maggiormente è invece un difetto che avevamo già imparato a riconoscere: i nemici più lontani si muovono con un frame rate di animazione sensibilmente inferiore, per risparmiare risorse della GPU. In Resident Evil 2 e 3 soltanto un occhio attento poteva coglierlo, ma qui le aree molto più ampie lo rendono decisamente più evidente, specialmente quando gli abitanti del villaggio ci vengono incontro da lontano. Un limite a 40 FPS, suggerito dagli stessi esperti di Digital Foundry, avrebbe forse reso l’esperienza più costante.
L’HDR, invece, è una questione più spinosa e – a nostro avviso – prettamente soggettiva. Il risultato è nel complesso accettabile ma, proprio come in Resident Evil 2, rischia di creare zone terribilmente scure che sporcano un po’ visivamente l’immagine. Per fortuna Capcom ha lasciato anche qui la possibilità di attivarlo e disattivarlo a piacimento, e noi abbiamo preferito rinunciarvi. Resta comunque una nota di merito per la libertà concessa al giocatore, che può scegliere in autonomia l’impostazione più adatta alla propria console e al proprio schermo.
Rispetto alla versione PS5 manca il supporto al ray tracing e anche una densità della vegetazione così come un’illuminazione volumetrica all’altezza, tanto che su questi due fronti Switch 2 si posiziona persino sotto PS4. Sono compromessi che in un’avventura così atmosferica si fanno sentire, ma che tutto sommato non intaccano l’esperienza complessiva. A compensare, per fortuna, ci sono dei caricamenti molto rapidi che permettono di tornare subito in partita.
Due console in una, ma non alla pari
Non ci gireremo intorno: la differenza di qualità dell’immagine tra modalità TV e modalità portatile è davvero tanta, molto più marcata di quanto visto con Resident Evil 2 e 3, ed è evidente che sia proprio la portabilità a pagarne il prezzo. Con una risoluzione interna che scende a circa 360p, la grana sui dettagli più fini si fa più evidente, scelta fatta chiaramente per far durare di più la batteria, che resta comunque su una media di un’ora e mezza di gioco.
A completare il quadro ci sono i controlli che sì, ci sono sembrati un po’ grezzi, specialmente giocando in portabilità. In un’avventura in cui la precisione della mira ha un peso enorme, questo piccolo attrito grava sul sistema di combattimento un po’ più di quanto vorremmo, e avremmo apprezzato un’attenzione maggiore su questo fronte dopo i due remake precedenti. Non è un difetto che rovina l’esperienza, sia ben chiaro, ma è uno di quei dettagli che, sommati agli altri compromessi tecnici, contribuiscono a far sentire la versione portatile come la più penalizzata.
Resident Evil 4 su Nintendo Switch 2 è un porting che prova a fare moltissimo e, tutto sommato, ci riesce. Il frame rate è generalmente valido, i caricamenti sono rapidi e la qualità visiva resta in linea con quanto Capcom ci aveva già mostrato con gli altri due remake. Tuttavia, i cali nelle zone più affollate, la distanza tra modalità TV e portatile e dei controlli non del tutto a punto in mobilità ricordano costantemente che stiamo giocando su una console ibrida.
Va da sé che il valore di un’avventura così ben costruita resiste a ogni compromesso, e per chi vuole portarla ovunque, magari lontano dal televisore, Switch 2 resta una scelta più che valida, finché se ne accettino i naturali limiti. Non sarà la versione definitiva, certo, ma è un modo diverso – e comunque credibile – di tornare a combattere in Spagna, nel cuore di un incubo che continua a funzionare.
Resident Evil 4
Il remake di Resident Evil 4 arriva su Nintendo Switch 2 con un porting che, nel complesso, riesce a mantenere intatto il fascino di una delle avventure più amate di Capcom. Il frame rate generalmente valido, i caricamenti molto rapidi e una resa visiva in linea con quanto visto nei remake di Resident Evil 2 e 3 permettono di tornare a combattere in Spagna anche lontano dal televisore. Tuttavia, i compromessi si fanno sentire: i cali bruschi tra un’area e l’altra, i nemici lontani animati a frame rate ridotto, un HDR da maneggiare con cautela e una modalità portatile decisamente più penalizzata di quella TV, con controlli un po’ grezzi, ricordano di avere tra le mani una console ibrida. Non sarà la versione definitiva, ma resta un modo credibile per vivere ovunque un classico senza tempo.
8.5 / 5
Pro
- Frame rate generalmente valido
- Caricamenti molto rapidi
- Qualità visiva soddisfacente
Contro
- Visivamente più spoglio rispetto le altre console
- Modalità portatile più penalizzata
- Controlli un po' grezzi in portabilità





