Garfield: Escape from Monday, la recensione: un sogno tra lasagne e nostalgia

Il nuovo videogioco con protagonista Garfield recupera le meccaniche dei platform classici, offrendo un'esperienza divertente per i più giovani, ma priva di vere sorprese.

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Garfield e le lasagne sono un binomio inscindibile. Il gatto creato da Jim Davis ha costruito la propria fama sull’amore per il cibo, sulla pigrizia e sull’odio per il lunedì. Garfield: Escape from Monday parte proprio da questi elementi per costruire un’avventura che trasforma le abitudini del protagonista in una premessa narrativa e in una serie di obiettivi da completare. Dopo aver mangiato una lasagna agli spinaci preparata dallo Chef Monday, Garfield si addormenta e finisce in un mondo onirico popolato da verdure ostili e versioni da incubo di personaggi familiari. Per tornare alla normalità dovrà attraversare diversi ambienti, superare ostacoli, affrontare nemici e raccogliere quante più lasagne possibile.

Disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC, il gioco sviluppato da OSome Studio e pubblicato da Microids recupera la struttura dei platform tridimensionali della vecchia scuola, offrendo controlli intuitivi, livelli colorati e una difficoltà contenuta. Un’esperienza piacevole, soprattutto per i giocatori più giovani, ma che difficilmente riesce a sorprendere chi conosce già bene il genere.

Un incubo a base di verdure

La premessa narrativa è quella di cui abbiamo parlato poco fa: Garfield si ritrova in una dimensione onirica nella quale il cibo, le sue paure e la sua avversione per le verdure diventano parte integrante dell’avventura. Chef Monday rappresenta il principale antagonista, mentre figure familiari come Jon e Odie contribuiscono a mantenere un legame con l’universo originale.

La storia non offre una trama particolarmente articolata, e sta lì solo per “giustificare” il viaggio e accompagnare il giocatore attraverso una successione di ambientazioni surreali, nemici e situazioni che richiamano l’umorismo di Garfield. Un prodotto rivolto anche ai più piccoli, che rende immediatamente comprensibili obiettivi e motivazioni. D’altra parte, chi si aspetta una componente narrativa particolarmente sviluppata troverà poco altro oltre alla premessa iniziale e alle gag legate al protagonista. La forza dell’avventura rimane soprattutto nel suo carattere leggero e nella riconoscibilità del personaggio.

Un platform vecchia scuola

Il cuore di Garfield: Escape from Monday è il platforming tridimensionale. Si corre, si salta, si affrontano nemici e si esplorano livelli alla ricerca di oggetti da raccogliere. La struttura è tradizionale, ma proprio questa semplicità permette di entrare rapidamente nel ritmo dell’azione. I movimenti di Garfield sono soddisfacenti e i comandi rispondono bene. Saltare tra le piattaforme, evitare gli ostacoli e utilizzare le abilità del protagonista restituisce sensazioni generalmente positive, senza richiedere una particolare esperienza con il genere.

Il problema principale riguarda la telecamera, che in alcune situazioni rende più difficile valutare le distanze. In alcune situazioni l’inquadratura rende più difficile valutare le distanze e calcolare correttamente i salti, compromettendo la precisione proprio durante le sezioni in cui sarebbe necessario avere una visuale più affidabile. Non è un difetto che rovina costantemente l’esperienza, ma rappresenta una delle sbavature più evidenti.

Anche la difficoltà rimane piuttosto bassa. Gli ostacoli sono generalmente leggibili, gli avversari non mettono particolarmente sotto pressione e gli errori raramente diventano davvero punitivi. Per un pubblico giovane è una scelta comprensibile, mentre per chi cerca una sfida più articolata, invece, la progressione potrebbe risultare fin troppo prevedibile.

Lasagne, collezionabili e voglia di completare tutto!

Le lasagne rappresentano anche il principale collezionabile dell’avventura (oltre all’ossessione del nostro peloso amico). Queste sono disseminate lungo i livelli, talvolta in bella vista, altre volte in percorsi secondari o in sezioni che richiedono di superare brevi prove a tempo.

L’esplorazione è quindi legata anche alla ricerca di ciò che si è lasciato indietro. Completare uno stage significa non soltanto raggiungere l’uscita, ma anche cercare di ottenere il massimo risultato possibile, tornando eventualmente sui propri passi per recuperare gli oggetti mancanti.

La raccolta ci vede anche ottenere risorse che contribuiscono a sbloccare elementi d’arredo per la casa di Jon, offrendo un incentivo aggiuntivo a completare l’avventura e a esplorare con maggiore attenzione. Non aspettatevi però un sistema di collezionabili capace di trasformare radicalmente l’esperienza. La ricerca delle lasagne incentiva il completismo, ma non sempre risulta particolarmente stimolante per esplorare ogni angolo. Per chi ama ottenere il 100% in ogni livello rappresenta comunque un obiettivo, mentre chi preferisce concentrarsi sul percorso principale potrebbe accontentarsi di raccogliere ciò che incontra lungo la strada.

I costumi, tra varietà e poco più

A rendere meno uniforme l’esplorazione intervengono i tre costumi speciali, che introducono abilità differenti e permettono di affrontare alcune sezioni in modi nuovi. Il costume da tacchino ad esempio consente a Garfield di guadagnare ulteriore slancio in aria grazie ai salti aggiuntivi, mentre quello da surfista permette di attraversare le superfici acquatiche e muoversi lungo determinati percorsi, e il costume da cowboy mette invece a disposizione un lazo utile per raggiungere punti altrimenti inaccessibili.

È un’idea che richiama in minima parte Astro Bot, soprattutto per il modo in cui nuove abilità vengono introdotte attraverso trasformazioni del protagonista e utilizzate per modificare l’esplorazione. Il paragone finisce qui: Garfield non raggiunge la stessa inventiva né la stessa capacità di sorprendere del platform di Team Asobi.

I costumi svolgono comunque il loro compito, introducendo piccole variazioni al sistema di gioco e contribuendo a dare una personalità diversa ad alcune sezioni dei livelli. Il limite è che queste possibilità raramente vengono sviluppate fino in fondo: sebbene le meccaniche siano facili da comprendere, il gioco non sempre riesce a combinarle in situazioni abbastanza elaborate da mettere davvero alla prova quanto appreso.

Un’avventura soprattutto per i più giovani

Garfield: Escape from Monday conosce bene il proprio pubblico, e gli offre una semplicità dei comandi, una difficoltà contenuta e la presenza di obiettivi immediati. Insomma una proposta adatta a chi si avvicina per la prima volta a un platform tridimensionale, unendo il tutto al carisma del protagonista. Il mondo onirico e la raccolta delle lasagne contribuiscono a mantenere un filo conduttore, mentre i costumi introducono quel minimo di varietà necessario a evitare un’esperienza di gioco completamente uniforme.

Per chi ha già una buona esperienza con il genere, tuttavia, le meccaniche potrebbero risultare fin troppo familiari. Il gioco recupera quindi una formula classica senza cercare di reinventarla e, al netto di qualche intuizione interessante, raramente riesce a proporre qualcosa che ricorderete a vita. La telecamera, inoltre, rappresenta un limite evitabile per un titolo nel quale la precisione dei salti è fondamentale.

Sufficiente

Garfield: Escape from Monday

Garfield: Escape from Monday è un platform piacevole e accessibile, che recupera le formule della vecchia scuola senza particolari ambizioni. I controlli sono soddisfacenti, i costumi introducono qualche variazione e la raccolta delle lasagne offre un incentivo per completare i livelli al 100%. La componente narrativa svolge il proprio compito senza approfondire troppo la premessa, mentre il sistema di gioco fatica a sviluppare fino in fondo le idee introdotte. Il risultato è un’avventura che può divertire soprattutto i giocatori più giovani, ma che rischia di lasciare poco a chi cerca un platform capace di sorprendere. Un buon platform per avvicinarsi al genere, ma nulla di più: Garfield diverte, senza riuscire a lasciare davvero il segno.

 

6.5 / 5

Pro
  • adatto ai più giovani
  • controlli soddisfacenti
  • costumi che danno varietà
Contro
  • telecamera imprecisa
  • poca originalità
  • livello di dificoltà troppo semplice
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