Meta condannata a pagare 25 miliardi di dollari per il caso Cambridge Analytica

Multa di 25 miliardi di dollari inflitta a Meta dal New Mexico per violazioni legate alla privacy e alla gestione dei dati degli utenti, a seguito del caso Cambridge Analytica.

Acquistando tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare delle commissioni.
Tutte le info le trovi su questa pagina.

Meta si trova nuovamente al centro di una controversia legale a causa della sua gestione dei dati degli utenti, con una recente sentenza che impone una multa di ben 25 miliardi di dollari. La decisione, presa da un giudice del New Mexico, riguarda violazioni delle normative statali sulla tutela dei consumatori e affonda le radici nello scandalo Cambridge Analytica, emerso per la prima volta nel 2018. L’azienda ha già dichiarato la propria intenzione di impugnare la sentenza, prevedendo un lungo iter giudiziario.

La vicenda Cambridge Analytica ha portato alla luce come la società britannica di consulenza politica avesse raccolto i dati personali di fino a 87 milioni di utenti Facebook. Queste informazioni venivano ottenute tramite un’applicazione di terze parti, all’insaputa della maggior parte degli interessati. Successivamente, i dati vennero sfruttati per costruire profili degli elettori e per veicolare messaggi pubblicitari politici mirati, con un impatto significativo sulle campagne elettorali, inclusa quella presidenziale statunitense del 2016 a supporto di Donald Trump. L’accusa mossa dal New Mexico non si è limitata a contestare la gestione dei dati da parte di terzi, ma ha anche analizzato le dichiarazioni di Facebook riguardanti la privacy e l’accesso esterno alle informazioni dei propri utenti. Inoltre, il processo ha toccato anche la responsabilità dell’azienda nella gestione dei contenuti dannosi e della disinformazione.

La decisione del giudice e le violazioni

Nel settembre 2026, una giuria ha stabilito che Meta fosse responsabile di quasi 44 milioni di violazioni della legge statale sulle pratiche commerciali scorrette. Il giudice Francis Mathew ha quantificato il risarcimento in 25 miliardi di dollari, una cifra considerevolmente ridotta rispetto ai 219,5 miliardi potenzialmente calcolabili sulla base delle singole infrazioni. È importante sottolineare che il New Mexico ha condotto questa causa in autonomia, senza aderire ad accordi simili raggiunti da altri stati americani. Questa vertenza è da distinguere da un altro procedimento in corso nello stesso stato, che riguarda la sicurezza dei minori sulle piattaforme di Meta.

Meta annuncia ricorso contro la sanzione

La risposta di Meta alla sentenza non si è fatta attendere. C.J. Mahoney, responsabile legale dell’azienda, ha espresso profonda critica nei confronti della decisione, argomentando che l’approccio giudiziario adottato potrebbe seriamente minare la libertà di espressione e ostacolare le operazioni sul territorio statale. L’annuncio del ricorso segna l’inizio di una nuova fase legale, mentre la sanzione inflitta rappresenta l’ennesimo capitolo delle complesse questioni che legano Meta alla gestione dei dati personali e alla protezione dei suoi miliardi di utenti a livello globale. La battaglia legale è quindi destinata a proseguire, alimentando il dibattito sulla responsabilità delle grandi piattaforme tecnologiche.

0
Mostra commenti (0) Nascondi commenti (0)
0 0 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x