Warhorse Studios vittima di un grave attacco informatico, indagini in corso

Lo studio di sviluppo di Kingdom Come: Deliverance ha subito una violazione dei sistemi e collabora con esperti e autorità per valutarne l'impatto.

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Lo studio di sviluppo di videogiochi Warhorse Studios, noto per la serie Kingdom Come: Deliverance, ha annunciato di essere stato oggetto di un gravissimo incidente di sicurezza informatica. L’azienda ha divulgato la notizia tramite una comunicazione ufficiale sul proprio sito web, segnalando che l’intrusione ha compromesso i sistemi e i dati aziendali. Al momento, lo studio ha avviato una stretta collaborazione con un team di esperti esterni per procedere alla messa in sicurezza delle proprie infrastrutture digitali, condurre un’indagine approfondita sull’accaduto e determinare l’esatta entità dei danni subiti.

Secondo quanto dichiarato da Martin Frývaldský, CEO dello studio, si tratta di un evento di notevole gravità che coinvolge direttamente Warhorse Studios e tutte le persone ad essa collegate. La priorità assoluta è stata data alla protezione dei sistemi, alla definizione della portata della violazione e all’implementazione delle contromisure necessarie per salvaguardare dipendenti, partner e la vasta community di giocatori. Lo studio ha inoltre provveduto a contattare le autorità competenti al fine di identificare i responsabili dell’accesso non autorizzato ai sistemi e ai dati sensibili.

Frývaldský ha sottolineato come vengano profuse tutte le risorse necessarie per gestire efficacemente questa emergenza, assicurando che ulteriori comunicazioni verranno diffuse non appena sarà possibile farlo in modo completo e responsabile. Tuttavia, lo studio ha precisato che, per ora, non verranno rilasciati ulteriori commenti né concesse interviste in merito, lasciando quindi incerta la reale portata dell’attacco informatico. Questo incidente si inserisce in un contesto preoccupante, dato che anche altre importanti aziende del settore videoludico, come Capcom e Playasia, hanno recentemente subito simili violazioni, alimentando ipotesi di un’ondata coordinata di attacchi denominata “Black October”.

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