Just Dance: Decades of Hits, la recensione: su Nintendo Switch si balla ancora con piacere
35 canzoni, 6 decenni di musica e una modalità Avventura che prova a dare qualcosa in più alla formula. Ecco la nostra recensione di Just Dance: Decades of Hits
Tutte le info le trovi su questa pagina.
Dopo tanti anni e diverse edizioni, Just Dance ha un problema difficile da evitare: sorprendere chi conosce già la serie. La formula è sempre quella, si sceglie una canzone e si cerca di riprodurre i movimenti mostrati sullo schermo. Eppure, dopo aver provato Just Dance: Decades of Hits su Nintendo Switch, devo ammettere che qualche novità si sente. Si tratta di un capitolo che dove la selezione musicale e la presenza di una piccola campagna contribuiscono a rendere le sessioni meno monotone.
Il punto di forza resta il divertimento, soprattutto quando si gioca in compagnia. Ci sono però alcuni limiti che chi frequenta la serie conosce bene, a partire dalla precisione dei Joy-Con e da una quantità di brani che, per chi gioca spesso, potrebbe non essere sufficiente a lungo.
Una playlist che attraversa le generazioni
Il cuore del gioco sono i 35 brani che attraversano sei decenni di musica. Si passa dagli ABBA alle Spice Girls, dai Run-DMC ai Gorillaz, fino ad arrivare ad artisti contemporanei come Sabrina Carpenter e Bad Bunny. Una selezione che mette insieme generi ed epoche differenti, con l’obiettivo di offrire qualcosa a pubblici diversi.
Chi ha giocato alle precedenti edizioni sa quanto la playlist possa fare la differenza, soprattutto quando si tratta di convincere qualcuno a prendere un Joy-Con e unirsi alla partita. Avere canzoni che appartengono a generazioni diverse permette di alternare gusti e stili, senza restare ancorati soltanto alle hit del momento.
Anche le coreografie contribuiscono a dare varietà alla raccolta. Ogni brano ha la propria identità visiva e il passaggio da una canzone all’altra mantiene vivo il ritmo delle sessioni. Non tutte le tracce avranno lo stesso peso per ogni giocatore, naturalmente, ma nel complesso la selezione mi è sembrata uno degli aspetti più riusciti di questa edizione.
Un altro limite è il numero delle canzoni presenti in questa edizione. I trentacinque brani sono sufficienti per divertirsi, ma chi torna spesso su Just Dance potrebbe esaurire abbastanza rapidamente quelli che gli interessano davvero. È un aspetto da considerare soprattutto per chi possiede già altri capitoli e si domanda se questa raccolta offra abbastanza motivi per cambiare gioco.
Una campagna che dà un senso alla progressione
La novità più interessante è la modalità Avventura dove troviamo la protagonista Lyra, che intraprende un viaggio attraverso sei mondi musicali per salvare suo padre, il dottor Gigavolt. La storia non ha grandi pretese narrative, ma accompagna le coreografie con un obiettivo e una progressione che vanno oltre la semplice scelta della canzone successiva.
Finalmente una buona idea per svecchiare, soprattutto per chi vuole alternare le classiche sessioni di ballo a qualcosa di più strutturato. La campagna propone un percorso da seguire, con attività e ricompense da sbloccare, e rende la raccolta un po’ meno simile a una playlist da avviare senza un ordine preciso.
Non aspettatevi, però, una modalità storia particolarmente elaborata. Il fulcro rimane sempre il ballo e la componente narrativa serve soprattutto a collegare i diversi momenti dell’avventura. Non è un’aggiunta che da sola giustifica l’acquisto, ma è un diversivo piacevole e dà un motivo in più per continuare a giocare.
Personalmente, ho apprezzato il tentativo di introdurre una progressione senza complicare una formula che deve rimanere immediata. È un piccolo passo avanti, anche se avrei voluto vedere una campagna più sostanziosa, capace di incidere maggiormente sull’esperienza.
In compagnia dà il meglio
Se c’è una cosa che Just Dance continua a fare bene, è trasformare una partita in un momento da condividere. Giocare da soli può essere divertente, soprattutto quando si cerca di migliorare il proprio punteggio, ma è in compagnia che il gioco riesce davvero a esprimersi.
Su Nintendo Switch si può giocare fino a 6 persone in locale. Basta scegliere una canzone e lasciare che ognuno provi a seguire la coreografia. Non serve essere ballerini, né conoscere tutti i passi: spesso sono proprio gli errori a rendere la partita memorabile.
La varietà della playlist aiuta anche a coinvolgere persone con gusti musicali diversi. Si può passare da un classico degli anni Settanta a una canzone contemporanea, senza che nessuno debba necessariamente conoscere tutto il repertorio. È il genere di gioco che funziona bene durante una serata tra amici o in famiglia, perché non richiede preparazione e permette a chiunque di partecipare.
È anche il motivo per cui continuo a trovare interessante la serie, nonostante le poche rivoluzioni da un’edizione all’altra. Quando si gioca insieme, la precisione del punteggio passa quasi in secondo piano: conta molto di più il divertimento.
I Joy-Con sono più reattivi, ma non perfetti
Sul fronte dei controlli Decades of Hits riconferma la vecchia formula: su Nintendo Switch si impugnano i Joy-Con e si cerca di riprodurre i movimenti dei ballerini sullo schermo. Chi ha già giocato ai capitoli precedenti sa cosa aspettarsi, compresi i limiti del sistema di rilevamento. Durante le mie partite ho avuto l’impressione che i controller rispondessero meglio rispetto alle edizioni che avevo provato in passato. I movimenti mi sono sembrati più reattivi e ho avuto meno spesso la sensazione di dover lottare con il gioco per ottenere un risultato coerente con quello che stavo facendo.
Rimane comunque qualche imprecisione. Può capitare di eseguire un movimento convinti di averlo fatto correttamente e di ricevere un punteggio inferiore alle aspettative. Del resto, il sistema si basa soprattutto sui movimenti del braccio che impugna il Joy-Con, quindi non può valutare con precisione ogni gesto del corpo.
Per chi gioca semplicemente per divertirsi, non è un problema particolarmente grave. Se invece l’obiettivo è perfezionare ogni coreografia e puntare ai punteggi più alti, alcune valutazioni possono risultare frustranti. La sensazione, in ogni caso, è quella di un miglioramento rispetto al passato, almeno per quanto ho potuto verificare durante la mia prova.
Just Dance: Decades of Hits
Just Dance: Decades of Hits punta su una raccolta musicale ampia per epoche e generi, aggiunge una modalità Avventura e conserva quel multiplayer immediato che rende il gioco adatto praticamente a tutti. Dopo aver giocato alle precedenti edizioni, ho trovato questa versione più varia di quanto mi aspettassi. La campagna è un’aggiunta gradita, giocare in compagnia rimane divertente e i Joy-Con mi sono sembrati più reattivi rispetto al passato, anche se il sistema di rilevamento conserva qualche limite. Il problema principale è la quantità di brani: 35 canzoni possono bastare per diverse serate, ma chi gioca regolarmente potrebbe desiderare una selezione più ampia. Anche la campagna, pur aggiungendo qualcosa alla formula, non cambia abbastanza l’esperienza da renderla un motivo decisivo per acquistare il gioco.
7.5 / 5
Pro
- Una selezione musicale che attraversa epoche e generi diversi
- La modalità Avventura
- Multiplayer locale fino a 6 persone
Contro
- 35 brani potrebbero non bastare a chi gioca spesso
- Rilevamento dei movimenti non sempre preciso



