Resident Evil 3 la Recensione, su Switch 2 Raccoon City brilla con qualche compromesso

Resident Evil 3 su Switch 2 brilla in portatile grazie all’HDR, ma capelli pixelati, cali di frame e una batteria che si esaurisce in fretta ne limitano il fascino.

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Rilasciato ormai sei anni fa, il remake di Resident Evil 3 non è sicuramente uno dei più apprezzati dagli appassionati della serie di Capcom. Sebbene sia riuscito comunque a rappresentare una valida riproposizione dell’originale per PS1, molti fan si sono lamentati della natura più action e meno survival della produzione. Di fatto, rispetto al remake di Resident Evil 2, le avventure di Jill e Carlos presentano senza dubbio un tratto decisamente più frenetico e improntato al combattimento piuttosto che alle capacità, da parte del giocatore, di saper razionare correttamente le munizioni o di prendersi del tempo per ragionare su come risolvere determinati enigmi.

Il riutilizzo di moltissimi asset di Resident Evil 2, così come l’assenza di una porzione del gioco originale, hanno finito per farci ricordare il remake del terzo capitolo della serie come quello meno riuscito tra le rivisitazioni della serie finora rilasciate. Noi siamo dell’idea che, tutto sommato, l’animo di Resident Evil 3 sia radicalmente differente da quello del secondo gioco e – vi diremo la verità – la vicinanza con esso non ci è mai dispiaciuta; anzi, crediamo che possa permettere di immergersi ancor di più nel setting di Raccoon City.

Resident Evil 3

Quando Leon Kennedy deve ancora arrivare in città, Jill Valentine si trova alle prese niente meno che con il Nemesis, uno dei tyrant più pericolosi e spaventosi della serie. La ragazza, membro del gruppo speciale degli S.T.A.R.S. deve scoprire perché il mostro sia così infuriato con lei e trovare un modo non solo per sconfiggerlo, ma anche per salvare Raccoon City dalla distruzione. Durante questo viaggio, farà la conoscenza di Carlos, che invece lavora con il gruppo antagonistico della Umbrella, ma anche lui avrà il compito di limitare il più possibile i danni causati dalle armi biologiche.

Laddove Resident Evil 2 presentava due campagne differenti – una per Leon e una per Claire – il terzo capitolo offre una storia lineare, stavolta meno incentrata sulla soluzione di puzzle ambientali e più sul combattimento nudo e crudo con zombie e altre creature. Naturalmente saranno sempre presenti piccoli rompicapo, che talvolta richiedono di spostarsi molto da un punto all’altro delle mappe, ma il focus principale è stavolta proprio sulla componente action.

Più azione nei panni di Jill e Carlos

Sono molte le cutscene di pura azione che ricordano situazioni frenetiche e folli in stile Uncharted o Tomb Raider, per dirne alcune, e meno le situazioni in cui possiamo dire di esserci davvero spaventati. Diversamente, Resident Evil 3 punta di più sulla costante suspense di trovarsi davanti a qualche nemico particolarmente orrendo o, ancor peggio, al Nemesis stesso con i suoi potentissimi attacchi e la sua inarrestabile furia.

Abbiamo potuto giocare molte ore al remake di Resident Evil 3 (assieme a Resident Evil 4: Gold Edition e Resident Evil 2: Deluxe Edition) ora che i tre titoli sono stati rilasciati su Nintendo Switch 2 scoprendo che, effettivamente, ci sono reali differenze tra i vari porting. Nonostante i tre titoli condividano lo stesso motore grafico – che è stato utilizzato su Nintendo Switch 2 in moltissimi altri casi come Pragmata, Devil May Cry V e a breve Monster Hunter Wilds – le possibilità e i limiti del RE Engine vengono alla luce in modi molto differenti.

Se nel secondo titolo il RE Engine faceva il possibile raggiungendo compromessi tra frame rate, risoluzione e qualità delle texture, andando a puntare molto su riflessi e ombre, nel caso di Resident Evil 3 la situazione è rimasta sostanzialmente invariata. Esplorando Raccoon City nei panni di Jill ci siamo però accorti che, in modalità portatile e con l’HDR attivo, la città è un vero e proprio spettacolo per gli occhi.

Resterete senza dubbio affascinati dai tantissimi pannelli a neon sparsi per la città, dal modo in cui la luce emessa dalle fiamme riesce quasi ad accecarvi e da come tutti questi piccoli grandi pregi dell’HDR finiscono per dare nuova vita a Resident Evil 3. Nel secondo capitolo non si nota particolarmente questo dettaglio, dal momento che gli scenari sono spesso sempre gli stessi e si passa più tempo in una zona, magari per risolvere un enigma o per scappare dal tyrant di turno.

Nei panni di Carlos, ma ancor più di Jill, siamo rimasti davvero sorpresi nel vedere che, nonostante i due titoli condividessero il motore grafico, il terzo titolo riesce a brillare maggiormente da un punto di vista grafico non perché si è lavorato di più su esso ma perché le circostanze ambientali hanno fatto sì da nascondere più i difetti e evidenziare maggiormente le possibilità tecniche.

Un costo enorme per la batteria

Ovvio, lo stesso non può essere detto in modalità TV specialmente se il vostro televisore non supporta l’HDR, ma giocando in portabilità si riescono ad apprezzare maggiormente i vari scenari offerti da Raccoon City. Peccato che questo vantaggio, oltre alla presenza di maggiore frenesia e aree più grandi, finisca per gravare non poco sulla batteria di Switch 2: durante una normale partita, in un’ora abbiamo consumato circa l’80% della batteria della console. Si tratta purtroppo di un compromesso importante, dal momento che con Resident Evil 2 potevamo giocare anche 2 ore consumando la stessa percentuale.

Un difetto che le due produzioni hanno in comune – che il RE Engine si porta dietro ormai da più di un anno – è l’effetto di pixelatura dei capelli o comunque di superfici simili. Quando si guarda alla resa dei capelli dei personaggi o alla pelliccia dei nemici, facendo un confronto diretto dei giochi di Capcom tra Switch 2 e le altre piattaforme, si può chiaramente notare che le superfici non sono lineari e alla fine dei ciuffi è presente un effetto sgranato molto spiacevole. Sia chiaro che non si tratta di un problema esclusivo dei giochi in RE Engine, ovvio, ma con i giochi Capcom questo difetto è spesso più evidente rispetto ad altri.

Resident Evil 3

In Resident Evil 3 in particolare, quando si guardano i capelli ricci di Carlos, è davvero difficile non notare questo effetto e – non possiamo mentirvi – ha spesso rovinato molte scene in cui appariva. Dal momento che il titolo presenta cutscene più cinematiche rispetto al precedente capitolo, crediamo che queste imperfezioni tecniche vadano purtroppo a gravare sulla resa finale. Questo è un peccato, anche perché animazioni e modelli dei personaggi su Nintendo Switch 2 hanno davvero poco da invidiare alle altre piattaforme.

Oltretutto, con Resident Evil 3 il frame rate non riesce sempre a restare ancorato ai 60 FPS e presenta invece qualche calo piuttosto marcato. Lo abbiamo notato chiaramente in fasi dove ci sono molti elementi a schermo, in aree vaste o – cosa ve lo diciamo a fare – quando il Nemesis ci sta rincorrendo. La qualità generale dell’immagine resta sempre abbastanza pulita e coerente, ma un occhio abbastanza attento noterà qualche calo di frame.

Vale la pena su Switch 2?

Parliamo quindi di tutti piccoli difetti che non vanno a snaturare particolarmente Resident Evil 3 rispetto alle altre piattaforme. Ovvio che, se volete recuperare questa storia, vi sconsigliamo di farlo su Nintendo Switch 2 in quanto i controlli potrebbero non essere particolarmente comodi e, da un punto di vista prettamente tecnico, questo porting rimane un passo indietro rispetto alle altre console. In ogni caso, se non avete modo di giocarlo se non sull’ibrida di Nintendo, riuscirete a scendere a compromessi con i difetti tecnici, magari godendovi lo schermo HDR della console o i momenti frenetici che Resident Evil 3 può offrire.

Resident Evil 3

Il remake di Resident Evil 3 arriva su Nintendo Switch 2 con una resa visiva che, in portabilità e con l’HDR attivo, riesce a regalare scorci di Raccoon City davvero spettacolari, tra neon e fiamme capaci di dare nuova vita all’avventura di Jill e Carlos. Tuttavia, i limiti del RE Engine sulla console ibrida si fanno sentire: una resa dei capelli ancora pixelata, cali di frame marcati nelle fasi più concitate e un consumo di batteria che raggiunge l’80% in un’ora rendono questo porting un passo indietro rispetto alle altre piattaforme. Resta un compromesso accettabile per chi non ha altro modo di recuperare questo capitolo, ma difficilmente la scelta ideale per tutti gli altri.

8 / 5

Pro
  • HDR spettacolare in portatile
  • Modelli e animazioni convincenti
  • Immagine pulita e coerente
Contro
  • Mangia la batteria
  • Cali di frame più marcati
  • Capelli pixelati e sgranati
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