Resident Evil 2 Deluxe Edition Recensione, Raccoon City convince in versione ibrida?
Resident Evil 2: Deluxe Edition arriva in versione nativa su Switch 2 con 60fps e tutti i DLC, ma texture, risoluzione e resa dei capelli ricordano i limiti del RE Engine.
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Capcom aveva già sperimentato le possibilità del motore grafico RE Engine creato in concomitanza con il settimo capitolo della serie e oggi, a distanza di quasi dieci anni, ancora ne vediamo gli incredibili frutti. In particolar modo su Nintendo Switch 2, in poco più di un anno, il motore creato da Capcom è riuscito a dimostrarsi più che efficiente, permettendo ai team di sviluppo interni di lavorare a una lunga serie di porting che sarebbero stati altrimenti troppo snaturati sulla prima Switch.
Il publisher è così riuscito a portare non solo opere come Resident Evil 7 e Resident Evil Village sulla nuova console ibrida di Nintendo, ma anche titoli come Devil May Cry V, Street Fighter 6, il recente Dragon’s Dogma 2 e tra pochi mesi sarà la volta di Monster Hunter Wilds.
Capcom è stata capace di adattare così bene le sue produzioni su Nintendo Switch 2 che è addirittura riuscita a portare Resident Evil Requiem al lancio anche sull’ibrida, e lo stesso sarà fatto – salvo problemi – anche con Resident Evil Veronica. Assieme al terzo e quarto capitolo, anche Resident Evil 2 giunge finalmente in versione nativa su Nintendo Switch 2. “Nativa”, perché il titolo era stato già rilasciato sulla prima Switch, arrivando però come una cloud version, ottenendo risultati non ottimali.
Nessuno si aspettava qualcosa di differente, è chiaro, specialmente perché il remake di Resident Evil 2 è senza dubbio una delle produzioni più importanti del colosso giapponese, nonché un’opera di grande qualità, apprezzatissima sia dalla critica, sia dai giocatori. Con quelle dinamiche metroidvania, il level design esemplare, i personaggi memorabili e le iconiche meccaniche puzzle, Resident Evil 2 è uno dei capitoli meglio riusciti di Capcom, arrivando a contendersi il premio di Game of the Year con altri colossi come Sekiro o Death Stranding.
Per chi non lo sapesse, tuttavia, Resident Evil 2 racconta le vicende che vedono protagonisti Leon Kennedy e Claire Redfield appena arrivati a Raccoon City, sull’orlo del suo collasso. Mentre il primo si sta recando nella città per il suo primo giorno di lavoro come poliziotto, la ragazza sta andando a cercare suo fratello proprio nella stazione di polizia. Non ci vorrà molto prima che la coppia finisca per imbattersi in una prima orda di zombie, scoprendo così che l’intera Raccoon City è stata trasformata in uno scenario post-apocalittico. I due cercheranno così di scoprire cosa è successo e di capire se c’è un modo per fuggire dalla città vivi.
Tornare a perdersi a Raccoon City
Chi ha già giocato in passato Resident Evil 2 saprà già tutti i dettagli della storia e la sua conclusione, così come il fatto che gli eventi raccontati cadono più o meno nello stesso lasso di tempo di Resident Evil 3 con protagonista Jill Valentine. Sul fronte ludico, l’opera getta il giocatore in un mondo in rovina dove ogni angolo può nascondere uno zombie che potrebbe saltarci addosso, lasciando una costante sensazione di inquietudine e scoperta. Sarà quindi necessario razionare le munizioni, decidendo di fronte a ogni nemico se è meglio scappare o procedere con lo scontro, risolvere alcuni puzzle ambientali che richiedono costantemente di organizzare al meglio il proprio inventario, e scervellarsi per capire dove andare e cosa fare.
La formula presentata da Resident Evil 2 viene poi arricchita non solo da un level design che ancora oggi fa storia, perfettamente bilanciato tra la volontà di far smarrire il giocatore e di dargli progressivamente sempre più strumenti per proseguire, ma anche da personaggi altamente riconoscibili e caratterizzati ad arte. Insomma, non è affatto una sorpresa che l’arrivo dei tre titoli su Nintendo Switch 2 abbia fatto la felicità di moltissimi utenti, che magari avevano già apprezzato le conversioni di Resident Evil 7 e Village, o che magari volevano scoprire la prima avventura di Leon dopo aver giocato a Requiem.
Consci delle capacità tecniche del RE Engine, le nostre aspettative erano davvero molto alte, specialmente dopo aver visto in azione gli altri capitoli della serie. Senza anticipare troppo, vi diciamo subito che Resident Evil 2: Deluxe Edition si comporta in modo analogo a Resident Evil 7 finendo, tuttavia, per evidenziare maggiormente alcune delle principali lacune tecniche del RE Engine su Nintendo Switch 2. Parliamo di imperfezioni visive che vengono alla luce principalmente con ambienti differenti da altri titoli che abbiamo analizzato finora, oltre che a un posizionamento della telecamera dietro le spalle del protagonista che, chiaramente, evidenzia alcune incertezze grafiche.
Il solito RE Engine, nel bene e nel male
Puntiamo il dito contro la resa visiva dei capelli, che continuano ad apparire fin troppo pixelati, o comunque manchevoli di superfici lineari e continue, esattamente come avveniva già con Devil May Cry V. Non è un problema particolarmente grande, è vero, specialmente perché dopo qualche ora di gioco si finisce per smettere completamente di farci caso. Nel caso di Resident Evil 7 e Village non si sentiva particolarmente questo problema, nonostante fosse presente in egual misura, ma dal momento che in Resident Evil 2 la visuale è sempre ancorata alle spalle del protagonista, è difficile non buttare l’occhio su questa imperfezione.
A fare uno spiacevole ritorno ci sono anche texture in bassa risoluzione, che non danno molta fede a quelli che potrebbero essere gli splendidi scenari rappresentati dal gioco. La presenza di aree ristrette e talvolta claustrofobiche tende a mettere in risalto la necessità di usare texture poco definite. Dopotutto, crediamo che sia a tutti gli effetti un bisogno, quello di Capcom, di abbassare il tiro su questi aspetti così da potersi concentrare maggiormente sulla fluidità complessiva dell’esperienza e una totale fedeltà al prodotto di partenza.
Di fatto, sia i modelli che le loro animazioni non hanno nulla da invidiare rispetto alle altre versioni di Resident Evil 2, risultando sempre particolarmente credibili e naturali in ogni contesto. Le cutscene in particolare – se escludiamo il problema dei capelli – non mostrano mai grandi differenze rispetto alle altre piattaforme.
Discorso analogo per altri elementi ambientali come l’illuminazione, l’occlusione ambientale, ma specialmente le ombre e i riflessi che, sorprendentemente, sono entrambi di altissima qualità. Capcom ha scelto di non sfruttare il ray tracing della console, ma non crediamo affatto che sia un problema; anzi, è un ottimo modo per mantenere alte le performance ed evitare che la batteria duri meno di quanto sarebbe accettabile.
Parliamo quindi di pregi non da poco, che giungono sulla console ibrida pagando due prezzi: quello delle texture non di altissima qualità e quello della risoluzione, che su Nintendo Switch 2 si presenta decisamente più bassa rispetto a quanto è possibile su PlayStation 5 o Xbox Series X, ed è invece più vicina a quanto già visto su PlayStation 4 e Xbox One.
Quello che secondo noi è il maggior punto di forza di questo porting è un frame rate molto alto, quasi sempre ancorato ai 60 FPS. Non abbiamo certezza in merito all’uso del VRR, specialmente perché abbiamo notato che alcuni zombie, su maggiori distanze, presentano un frame rate più basso per risparmiare risorse della GPU. Mettiamo le mani avanti: a Raccoon City è rarissimo trovarsi in spazi così tanto grandi da notare questo dettaglio, che soltanto un occhio attento noterà.
Spazio all’usabilità
È importante specificare che è possibile giocare a Resident Evil 2 in portabilità fino a 2 ore prima che la batteria ci abbandoni, restando quindi in linea con altre produzioni di terze parti arrivate su Nintendo Switch 2. Tuttavia, specifichiamo anche che ancora una volta Capcom ha scelto di non sfruttare il touch screen o anche i controlli mouse per la gestione dell’inventario, fattore che, come abbiamo già specificato in passato, potrebbe donare un tocco di unicità per questi due porting e rendere più immersivo l’utilizzo di alcuni menu e qualche puzzle in particolare.
Lamentarsi di questo è però difficile, specialmente perché Capcom ha deciso di includere tutti gli aggiornamenti e DLC aggiunti in seguito al lancio, creando così un pacchetto che permette di godersi appieno la storia di Leon e Claire, andando a occupare soltanto 14 GB sulla memoria della console e andandosi a posizionare poco sotto le altre piattaforme.
Resident Evil 2: Deluxe Edition
Resident Evil 2: Deluxe Edition arriva su Nintendo Switch 2 in una forma nativa che rende finalmente giustizia a uno dei remake più riusciti di Capcom. Il frame rate quasi sempre ancorato ai 60fps, i modelli e le animazioni fedeli alle altre piattaforme e un’illuminazione di altissima qualità restituiscono tutta la tensione di Raccoon City, anche in portabilità. A fare da contraltare ci sono i limiti già noti del RE Engine sulla console ibrida: texture a bassa risoluzione, una resa dei capelli ancora pixelata e una risoluzione decisamente inferiore a quella di PS5 e Xbox Series X, difetti che la telecamera alle spalle del protagonista rende più difficili da ignorare. Tuttavia, con tutti i DLC inclusi e soli 14 GB di spazio occupato, rimane un modo eccellente per tornare a perdersi tra le strade di Raccoon City.
8.5 / 5
Pro
- 60fps quasi sempre stabili
- Ombre e riflessi di qualità
- Tutti i DLC inclusi nel pacchetto
Contro
- Resa dei capelli ancora pixelata
- Texture e risoluzione ridotte
- Nessun uso di touch/mouse





