Navoria, la recensione del gioco da tavola dei perfetti viaggiatori!

Ecco la nostra recensione di Navoria! Il gioco da tavola pubblicato da MS Edizioni che ci porta alla scoperta di un nuovo coloratissimo mondo, tra meccaniche di draft e piazzamento

Con l’estate che si avvicina, non è affatto male cimentarsi in giochi da tavolo che trattano il viaggio, puntando con la testa già alle vacanze. Proprio in un giorno di totale relax abbiamo deciso di effettuare le nostre partite di prova su Navoria, un gioco da tavolo strategico ideato e illustrato da Meng Chunlin, arrivato in Italia grazie a MS Edizioni, che ha deciso di portare nel nostro mercato quello che inizialmente era conosciuto come Explorers of Navoria.

Le prime impressioni a livello visivo vogliono presentarci Navoria come un titolo tranquillo, con un design amichevole, e che punti molto sulla simpatia oltre che sul gameplay in senso stretto. La realtà però è un po’ diversa, perché dietro quell’aspetto quasi “cozy” si nasconde un titolo più competitivo e ragionato di quanto sembri inizialmente.

Viaggiatori in marcia!

L’ambientazione ci porta nella terra di Navoria, un mondo fantasy in cui nuovi continenti sono emersi dal mare e devono essere esplorati. I giocatori assumono il ruolo di guide ed esploratori incaricati dal Consiglio di Navoria di colonizzare questi territori, raccogliere risorse, reclutare abitanti e costruire avamposti commerciali. Il tema tuttavia fa principalmente da pretesto per mettere in moto i giocatori, dato che non risulta poi così invasiva da rallentare l’azione o prendere il sopravvento come in altri giochi fortemente narrativi. Insomma, fa quello che deve fare, ovvero dare una direzione all’esperienza, grazie anche  alla componente artistica e alla variegata mappa centrale.

Navoria

Dal punto di vista delle meccaniche lo abbiamo trovato molto spicy, ma allo stesso tempo semplice da apprendere: Navoria mescola draft di carte con una sorta di deck building, piazzamento, e gestione delle risorse. Sulla carta, come nella pratica, i vari elementi del gioco quindi vi saranno molto familiari, e il modo in cui tutto viene combinato funziona bene, soprattutto mantenendo un buon ritmo senza esagerare da una parte o dall’altra. Chiaramente la prima partita sarà di rodaggio, quindi vi consigliamo di prendervi del tempo per imparare le meccaniche che il gioco offre.

Un GDT “amichevole”?

La prima qualità evidente di Navoria è senza dubbio la produzione. La scatola è compatta ma piena di materiali molto curati: segnalini in legno, carte ben illustrate e un tabellone che usa tonalità morbide e rilassanti senza risultare anonimo, anzi, lo stile artistico ha ricordato a molti quello di Root, soprattutto per la presenza di animali antropomorfi e per il modo in cui sono rappresentati personaggi e ambientazioni. C’è però da dire che in questo caso, ripetendo quello che vi abbiam detto in apertura, il tono generale è decisamente meno aggressivo e più fiabesco, “amichevole”. Colori pastello, una mappa sgargiante, e un’atmosfera fantasy apparentemente rilassata danno subito l’idea di uno di quei giochi tranquilli da affrontare senza troppa tensione (almeno in parte ndr).

Navoria

Anche dal punto di vista della comodità siamo a buon livello, perché tutto è leggibile, ordinato e intuitivo già dopo i primi turni. I simboli sulle carte e sui componenti aiutano parecchio durante la partita e riducono quasi subito la necessità di controllare il regolamento. È uno di quei giochi che riescono a dare una bella impressione già durante il setup, e non è un dettaglio da poco considerando quanto oggi l’impatto visivo influenzi il primo approccio a questi giochi.

 

Tra esplorazione e competizione “sana”

Dopo aver scelto la propria popolazione, con i propri meeple e la propria plancia, i giocatori inizieranno in ordine di turno a scegliere quali azioni effettuare o quali risorse prendere. La prima fase sta nello scegliere una carta da quelle scoperte, che può sia avere effetti immediati, sia essere collezionata insieme ad altre per ottenere punti vittoria più avanti. Chiaramente tra le azioni ci sono quelle che vi fanno accumulare risorse e merci, costruire avamposti nei vari tracciati esplorazione (ci sono diverse zone con un tracciato per ognuna, dove i giocatori in un certo senso “gareggeranno”) e cercare di ottimizzare i propri bonus anche grazie al tipo di carta ottenuta.

Non abbiate paura dei “paroloni”: le azioni disponibili non sono difficili da comprendere, ed è proprio questa immediatezza a rendere Navoria molto accessibile anche a chi non gioca spesso titoli strategici. Dopo una spiegazione relativamente breve si riesce già a giocare in autonomia senza troppi problemi.

Navoria

Le prime impressioni quindi possono far pensare a qualcosa di molto rilassato e quasi “familiare”, ma dopo poche partite viene fuori quella competizione molto più marcata e sana: non ci sono attacchi diretti o meccaniche troppo punitive, però il continuo rubarsi carte e sabotare indirettamente, ma anche occupare spazi prima degli altri o anticipare determinate strategie, crea quella competizione spicy che ci piace particolarmente.

Ovviamente ci si ritrova spesso a cambiare piano perché qualcuno ha preso proprio la carta che ci serviva, o magari perché ha raggiunto un obiettivo un turno prima di noi e di conseguenza potrebbe essere più fruttuoso sfruttare un altro tracciato. Insomma, Navoria mostra il suo lato migliore quando ci “costringe” all’adattamento, cosa che capita molto spesso, perché la nostra strategia dipenderà sempre anche dalle altre presenti nel resto del tavolo.

Più modi per vincere… e perdere

Una delle qualità più riuscite del titolo è il fatto che non esista una strategia dominante rispetto alle altre, perché all’effettivo si può optare per vari approcci per la vittoria: si può puntare sugli abitanti, sugli avamposti, sull’accumulo di risorse o sull’ottimizzazione di determinati bonus o con le collezioni di simboli sulle carte. Alcuni percorsi sembrano inizialmente più redditizi, ma spesso il punteggio finale ribalta completamente la situazione e permette rimonte molto interessanti.

Le partite sono quindi abbastanza varie, adattive, e soprattutto si evita di far scegliere una “soluzione obbligata” che sia troppo OP rispetto alle altre presenti. Certo, non siamo davanti a un titolo complicatissimo, ma la quantità di decisioni interessanti è più che sufficiente per tenere alta l’attenzione. Insomma, ha un ottimo equilibrio. Non dobbiamo inoltre dimenticarci della durata, anch’essa uno dei punti forti. Una partita completa resta generalmente sotto l’ora se tutti conoscono già le regole, e questo aiuta tantissimo la rigiocabilità. I tre round scorrono molto velocemente, forse quasi troppo, lasciando spesso quella sensazione di voler giocare ancora, o continuare la partita corrente. Già, nei giochi strategici è sempre un ottimo segnale.

Se proprio bisogna trovare un limite che potrebbe essere definito un punto debole, probabilmente riguarda il tema dell’esplorazione. Nel titolo originale il concetto di “explorers” sembrava voler dare un peso di un certo tipo, ma durante la partita questa sensazione si percepisce meno del previsto. Si costruiscono avamposti e si sviluppa il proprio motore strategico, ma il feeling di scoperta e avventura resta più sullo sfondo che nelle meccaniche vere e proprie. Esatto, è l’altra faccia della medagli di cui parlavamo in apertura: è vero che la trama non è invadente, ma a volte abbiamo sentito il bisogno di un po’ di coinvolgimento in più in tal senso. Non è un difetto gravissimo chiaramente, perché il gioco funziona comunque bene dal punto di vista ludico, ma chi si aspetta un’esperienza fortemente esplorativa potrebbe rimanere un po’ spiazzato.

Ottimo

Navoria

In conclusione, Navoria è uno di quei giochi che riescono a lasciare buone sensazioni, ma anche a sorpredere in positivo, proprio perché sembra più semplice e innocuo di quanto siano davvero. Meng Chunlin ha costruito un titolo accessibile e allo stesso tempo ricco di piccole decisioni importanti, con un’interazione indiretta molto presente e un ritmo che spinge continuamente a voler fare un’altra partita. La produzione è eccellente, le regole sono chiare e il mix tra draft, gestione risorse e costruzione del proprio motore gira in maniera molto fluida. Nonostante presenti meccaniche già note e utilizzate in altri titoli, riesce a prenderle e a combinarle in modo genuino, e l’esperienza strategica che ne è uscita è piacevole. Lo consigliamo caldamente sia ai giocatori abituali, sia a chi vuole avvicinarsi a qualcosa di più strutturato rispetto ai classici family game.

8.5 / 5

Pro
  • Produzione e comparto artistico di altissimo livello
  • Regole accessibili ma buona profondità strategica
  • Ritmo molto fluido e partite relativamente rapide
  • Adatto a una grossa fetta d'utenza
Contro
  • Il tema dell’esplorazione resta più estetico che realmente presente
  • Chi cerca meccaniche nuove potrebbe non apprezzarlo
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