Liminal Horror la recensione, investigazioni tra oscurità e cittadine nebbiose
Il titolo perfetto se vuoi investigazioni tra bureau alla X-Fils o l'inquietudine dell'amosfera di Twin Peaks. Ecco la nostra recensione del GDR Liminal Horror, edito da Nigredo Press
Di giochi di ruolo investigativi che sfociano nel thriller e nell’horror ormai ne contiamo parecchi, tuttavia molti di questi risultano abbastanza complessi nelle meccaniche, tanto che già solo le basi possono prendere un bel po’ di tempo prima di iniziare effettivamente a giocare. Liminal Horror, nella sua versione italiana pubblicata da Nigredo Press, cerca di sfatare questo tabu. L’opera originale porta la firma di Goblin Archives, ed è stata pubblicata nel 2023. Il titolo cerca, con un sistema molto basico e regole leggere, di bilanciare atmosfere inquietanti, narrazione e coinvolgimento, senza appesantire il tavolo. Sarà riuscito nell’intento di trovare questo particolare equilibrio? Ne parliamo ora in recensione.
Cos’è Liminal Horror?
Partiamo dalla base: Liminal Horror è un gioco di ruolo survival-horror in cui i giocatori interpretano investigatori “comuni” (in breve, delle persone qualunque) che si trovano coinvolti in eventi paranormali e inquietanti, spesso in luoghi sospesi tra il reale e l’inspiegabile. In tal senso, il termine “liminale” richiama proprio quella sensazione di essere sul confine tra ciò che è familiare e ciò che è profondamente perturbante: corridoi deserti, edifici abbandonati, spazi che sembrano esistere prima e dopo la vita stessa. Tutto l’ignoto che si agita nell’oscurità.
La peculiarità di Liminal Horror sta nella sua atmosfera. Piuttosto che basarsi su mondi soprannaturali completamente estranei, il gioco sceglie di decontestualizzare spazi e momenti familiari, trasformandoli in scenari di inquietudine o di terrore appena dietro l’angolo. Per avere un paio di reference per rendere l’idea del magone che il gioco vuole portare, pensate a X-Files o Twin Peaks, con il loro malsano alone di fascinosa inquietudine.
Sistema di gioco semplice, ma che non fa sconti
Dato che come anticipato gli Investigatori in Liminal Horror saranno persone normali, è chiaro che non esiste un sistema di classi preciso, e le regole sono pensate per favorire un ritmo di gioco rapido e focalizzato sulla narrazione. I personaggi hanno solo tre caratteristiche base, che corrispondono a Forza, Destrezza e Controllo, e potrete generarle con semplici tiri di dadi. L’approccio di primo acchito potrebbe sembrare avvicinarsi molto ai regolamenti old school, ma alcune particolarità tecniche vanno a bilanciare anche questa semplicità.
In primis, molta importanza è data a come il Facilitatore (il GM) sarà in grado di tenere alte la suspense e la credibilità di vicende e scene, senza sfociare in tiri di dado nascosti, e soprattutto sentendosi libero di condividere le informazioni con i giocatori (queste sono reputate molto importanti, dato che favoriscono il pensare a soluzioni creative da parte dei giocatori).
È anche vero che si tratta di un survival horror, e che quindi ci sarà da fare i conti con i fallimenti, e in caso, con le morti. Da tenere a mente c’è sempre il fatto che ogni scelta porta a delle conseguenze, e questo è uno dei punti cardine del gioco: parliamo sia di conseguenze che si traducono in azioni, sia di crescita dei personaggi, che in base agli eventi possono cambiare, evolversi (che sia in meglio o in peggio, chissà).
Se il facilitatore sarà degno del suo ruolo, i giocatori possono aspettarsi scelte difficili, che lasciano un segno, azioni che aprono a più esiti possibili (e che abbiano un impatto sul mondo di gioco), e che soprattutto anche i fallimenti possano far progredire la storia. Ovviamente ci sono anche alcuni casi in cui ciò che non può essere deciso in altro modo, sarà nelle mani del fato, e con un lancio del d6 (appunto, il Dado del Fato) verrà determinato l’esito.
Non entreremo più nello specifico delle meccaniche, dato che effettivamente sono molto semplici e si spiegano da sole in poche righe, ma possiamo dirvi che il manuale nella sua struttura fornisce tutto ciò che serve.
Strumenti di gioco
Il manuale di Liminal Horror conta appena 47 pagine, e come detto riesce ad essere abbastanza chiaro e snello in tutto. Già nelle prime fasi i lettori vengono ben informati sul tipo di ambientazione e di gioco che avranno di fronte, per poi spostarsi su ciò che devono sapere e come devono comportarsi sia il Facilitatore, sia i Giocatori. Questo avviene non tanto con delle regole ferree, quanto più con dei consigli generali – e allo stesso tempo specifici – che spiegano il miglior modo di approcciarsi alle varie situazioni.
Inoltre il manuale ci spiegherà come creare il personaggio, ma anche come arricchirlo con ulteriori dettagli, come gestire il proprio inventario, i combattimenti, le ferite e la guarigione, i veicoli, e così via. Non dimentichiamoci poi delle tabelle: queste sono uno degli strumenti più comuni e utili all’interno di questo manuale: passiamo dalla creazione dei mostri, dalle casualità, fino a creare misteri, gestire conseguenze e molto altro. Esiste anche un sistema di turni peculiare di Liminal Horror, chiamato Void Crawl, una procedura precisa per esplorare questi luoghi oscuri e dimenticati.
Liminal Horror
Liminal Horror è un titolo particolare, snello quanto basta, e intrigante nella struttura. Riesce a coniugare la semplicità di sistema con un tono narrativo profondo che richiama grandi classici come Twin Peaks (soprattutto se le capacità del facilitatore nel creare l’atmosfera sono buone), mettendo al centro il senso di inquietudine e vulnerabilità. Si tratta di un gioco ideale per chi desidera partite moderne, di investigazione e horror, dove le scelte dei giocatori e l’ambientazione stessa determinano la tensione e la direzione delle storie. Certo, potrebbe soffrire di alcune lacune lì dove il regolamento lascia qualche spiraglio aperto o troppa libertà, ed essendo un titolo principalmente narrativo molto dipende anche dalla capacità di entrambe le parti (GM e giocatori) di tenere alta la sensazione di tensione e di interesse, sia con dilemmi morali che mettano in difficoltà, sia con scelte che lascino davvero il segno. Di certo non è un titolo che ci sentiremmo di consigliare a chi non ama l’atmosfera horror, o a chi cerca qualcosa di molto complesso.
5 / 5
Pro
- Atmosfera degna dei migliori horror "cittadini"
- Regole snelle e semplici, si impara in poco tempo
- Il manuale fornisce tutto il necessario per la creazione, e dà ottimi consigli alle due parti.
Contro
- Dedicato a una branca specifica di giocatori
- Necessita di un gruppo con molta fantasia per ottenere il meglio

