It Reaches la recensione, l’orrore angosciante visto da una body cam

It Reaches è un horror in prima persona in stile bodycam, in cui dovremmo affrontare mostri terrificanti ed enigmi in un ambiente carico di tensione, qui la nostra recensione!

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Immaginate di essere un poliziotto che, munito di bodycam, si avventura in un edificio apparentemente abbandonato in cui pare sia in atto qualcosa di molto più grande di lui. Con mano tremante esplora gli ambienti, sempre più claustrofobici, con la costante sensazione di essere braccato da un essere a cui è difficile dare una definizione. Questa è l’introduzione ad un’opera horror piuttosto interessante, intitolata It Reaches, prima produzione della giovane e forse ancora un po’ acerba Emberflight Games.

Il gioco, un survival horror in prima persona, è uscito per tutte le piattaforme e ha già affermato questa piccola e nuova casa di sviluppo come un team da tenere d’occhio per le idee interessanti ed efficaci. Ma facciamo un passo indietro e parliamone in maniera più specifica nella nostra recensione.

Soli e inermi

L’orrore vero scorre su un sottile filo tra il limite dell’angoscia di vedere qualcosa di veramente spaventoso, che fa scoppiare il cuore dalla paura di essere uccisi, e la sensazione di vulnerabilità e di consapevolezza di non potersi realmente difendere da ciò che si nasconde nell’ombra e ci bracca come un segugio infernale. It Reaches combina perfettamente questi due elementi, senza eccedere in una delle due facce della stessa medaglia, tenendo il ritmo di gioco sempre alto e calzante con le atmosfere di gioco.

Il protagonista Jason Thompson, un poliziotto addestrato e forte, si intrufola in un ospedale apparentemente abbandonato che sin da subito sembra avere qualcosa di sinistro, e immediatamente ci ritroviamo catapultati in un incubo a occhi aperti.

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Equipaggiati con una bodycam e armati di pistola esploreremo un edificio che diventa via via sempre più lugubre e sinistro, con ambienti bui e inospitali, pieni di gabbie insanguinate, sotterranei oscuri, umidi, e tunnel angusti, con la costante sensazione di essere inseguiti. Il comparto audio è immergente ed eleva ad un livello superiore l’atmosfera del gioco, che acquista un valore aggiunto grazie ai suoni avvolgenti e in 3D, il che ben rende percepibile la provenienza dei suoni accentuando l’angoscia.

Il mistero nel mistero

La motivazione che spinge il protagonista ad addentrarsi sempre più nell’oscurità purtroppo non è ben chiara, e ciò rende il gioco un po’ criptico e di difficile interpretazione a momenti, come se fosse un semplice esercizio di stile per gli sviluppatori e si fossero concentrati poco sulla struttura portante dell’esperienza. Nonostante tutto It Reaches non manca di divertire e spaventare, anche se a lungo andare ci si sente più confident e si intuiscono più facilmente le meccaniche dei nemici, rimanendo meno coinvolti ed eliminando l’effetto di angoscia e tensione dei primi minuti di gioco.

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Le risorse son limitate, quindi il più delle volte si è costretti a nascondersi e a innescare una meccanica già vista, ma che aggiunge immersività all’esperienza: controllando il proprio respiro si evita di far scoprire il proprio nascondiglio alla creatura che ci bracca, evitando così uno scontro diretto. In più è importante equilibrare bene il movimento stealth e il trattenere il respiro, perché se si fa uno sforzo in più si rischia di attirare l’attenzione delle creature riprendendo fiato troppo rumorosamente. In alcune situazioni saranno utili degli oggetti per distogliere l’attenzione da noi e permetterci di fuggire, cosa che ormai è diventata la nostra priorità assoluta, ma attenzione: anche in questo caso i mezzi sono pochi e vanno centellinati e utilizzati con strategia.

Un “già visto” che rivediamo volentieri

La formula di It Reaches è quindi già vista, con effetti sonori e atmosfere che richiamano giochi già visti, come Evil Within o Resident Evil, e per la meccanica del nascondiglio in cui bisogna controllare la paura e il respiro sembra proprio che Emberflight Games abbia preso ispirazione da Alien Isolation. Nell’insieme però il gioco funziona tutto sommato, anche se dopo poco tempo ci si rende ben conto che il livello non è sicuramente paragonabile alle ispirazioni videoludiche citate, e che anche l’espediente della bodycam è solo un modo per nascondere degli evidenti limiti grafici.

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Ma nonostante tutto, It Reaches nella sua limitata longevità (può essere concluso in cinque o sei ore, soprattutto ora che sono stati risolti dei bug non da poco che ne minavano la stabilità e la sicurezza dei salvataggi) è un gioco che spaventa, diverte e intrattiene, seppur palesemente un piccolo esercizio di stile da parte del giovane team per provare a creare un horror che seguisse le orme dei grandi titoli ma che quindi non si sbilancia e non osa abbastanza per rimanere impresso nella memoria dei giocatori.

In parte sono riusciti comunque nell’intento di creare un gioco horror che intrattenga e che faccia sobbalzare sulla sedia, seppur con qualche difetto e qualche limitazione dovuta probabilmente all’inesperienza, che si denota soprattutto sulla narrazione di una trama che non è proprio ben chiara o comunque sembra non essere il punto focale dell’esperienza. Un’altra nota agrodolce è la presenza della localizzazione dei sottotitoli in italiano, ma che purtroppo a causa delle loro minuscole dimensioni, non impostabili, risultano di difficile lettura, soprattutto in momenti concitati o nella lettura di documenti lunghi.

Sufficiente

It Reaches

It Reaches è un gioco horror in prima persona che mischia dinamiche e stili di giochi del genere più famosi e già visti in un prodotto acerbo, che seppur con parecchi limiti intrattiene e diverte, senza però risultare memorabile. Da una parte mantiene lo stile dei giochi a cui si sono ispirati i giovani sviluppatori, e dall’altra inserisce qualche meccanica nuova senza sbilanciarsi troppo e senza rischiare di esporsi nei suoi limiti dovuti alla mancanza di esperienza, che vengono sapientemente nascosti da espedienti come la bodycam o ambienti estremamente bui. Non per questo meno interessante, It Reaches sa divertire anche se per poche ore, rendendo comunque piacevole l’esperienza, nonostante poteva rivalersi decisamente un titolo più originale e sorprendente, ma che invece scade nel ripetitivo e nel già visto.

6.2 / 5

Pro
  • La bodycam dona immersività...
  • Mostri ed enigmi che rendono l'esperienza piacevole
  • Divertente e con un buon ritmo
Contro
  • ...nonostante sia un espediente per celare le limitazioni grafiche
  • Esperienza breve e a tratti poco intensa
  • Sottotitoli davvero troppo piccoli e di difficile lettura
  • Dinamiche ripetitive e scontate, dopo un po' riducono senso di paura e angoscia
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