Gears of War: E-Day, provata la campagna dell’atteso prequel

Abbiamo messo le mani sulla campagna di Gears of War: E-Day, scoprendo un prequel che promette di scavare a fondo nelle origini della saga e nel rapporto tra Marcus e Dom

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Abbiamo avuto modo di provare una preview della campagna di Gears of War: E-Day, il titolo che promette di riportarci indietro, alle prime ore dell’Emergence Day. La campagna, sebbene in futuro sarà giocabile in due giocatori in co-op locale e in quattro online, in questa anteprima era disponibile solo in single player. Abbiamo giocato due parti dell’atto 2, senza avere molto contesto della storia – almeno quella che non sappiamo già – e trovandoci di fatto già nel mezzo dello scontro.

Nelle due missioni che ci sono state concesse, abbiamo avuto modo di vedere la nascita della Bravo Squad, mentre si trova a difendere la città di Kalona. È importante sottolineare che abbiamo giocato una versione ancora in lavorazione, quindi non parleremo del gioco analizzando il lato tecnico dal punto di vista della qualità strutturale, ma solo del concetto di gioco e di quello che questa preview voleva raccontare.

Open District: un nuovo approccio tattico

Abbiamo giocato due capitoli dell’atto 2, precisamente Bravo Squad e Hold the Line. Per quest’ultimo, abbiamo provato una porzione, non il capitolo completo, ma fin da subito abbiamo avuto modo di vedere cosa intende The Coalition con gli Open District: zone che permettono di accettare attività secondarie e incontri opzionali, oltre che approcciare la zona come meglio si crede, da multiple direzioni.

Questa libertà d’approccio, unita alla classica meccanica di copertura che ha definito la serie, potrebbe portare a delle esperienze di gioco più variegate e strategiche, permettendo ai giocatori di pianificare le proprie incursioni con una profondità inedita per la saga.

Fluidità e aggressività: un ritorno alle origini

L’esperienza di gioco, come è ovvio che sia, si avvicina molto di più a Gears 5 che al remake del primo capitolo, con una fluidità decisamente ancora più valida e la possibilità davvero di approcciare lo scontro in modo aggressivo e non. Ovviamente, nel primo caso dovrete cavarvela bene, visto che gli scontri tendono ad essere di logoramento e la IA dei nemici si è dimostrata abbastanza avanzata da metterci in difficoltà più volte. Scavalcare e rotolare permetterà poi di raggiungere praticamente ogni superficie, di fatto dandovi anche una certa verticalità negli scontri. Questo dinamismo in campo aperto, unito a un sistema di combattimento solido, fa ben sperare per un gameplay che sappia intrattenere sia i veterani che i nuovi arrivati.

La nascita di un’icona e l’evoluzione della violenza

La storia sembra ben delineata: da quel che abbiamo visto, il gioco punta a raccontare le fondamenta che poi permetteranno al resto della trama di Gears of War di avanzare, e per questo gioca le sue carte in modo intelligente, dandoci anche a schermo la nascita del Lancer come lo conosciamo. Non mancano poi il sistema già conosciuto delle buche delle Locuste da far esplodere, la ricarica attiva e la solita violenza che già conosciamo, soprattutto nelle esecuzioni.

Eppure, per ognuna di queste cose, The Coalition ha puntato al miglioramento e all’evoluzione: come già detto, la IA dei nemici sembra ad un ottimo punto, la ricarica attiva permette di vedere anche quanti colpi si stanno ricaricando, di fatto permettendo l’interruzione in caso di necessità (lo si vede bene soprattutto con armi con pochi colpi) e nuove esecuzioni, effetti di smembramento e sangue dinamico rendono il tutto ancora più realistico. L’intento di migliorare ogni aspetto del gameplay, anche quelli consolidati, è palpabile e promette un’esperienza rifinita.

In termini di estetica, il lavoro fatto è ancora migliore dei precedenti, e le cutscene riescono a mostrare maggiori sfumature dell’ambiente, delle espressioni dei personaggi e di tutto ciò che li circonda. Lato trama, The Coalition sembra giocare bene sulla nostalgia, di fatto rimettendo in gruppo personaggi amati dai fan e al contempo dando uno specchio sul loro passato, su ciò che li ha portati ad essere quelli che conosciamo e persino su come magari alcune cose sono andate. Questo approccio, che bilancia l’azione pura con una narrazione più intima e focalizzata sui personaggi, potrebbe essere la chiave per un capitolo memorabile che sappia soddisfare sia chi cerca il consueto grinding di risorse e scontri a fuoco, sia chi desidera approfondire la lore dell’universo di Gears of War.

Un prequel per tutti, un must per i fan

Ad ora, il lavoro sembra essere un eccellente punto di ingresso per neofiti, vista la sua essenza di prequel, e per i fan che vogliono una nuova storia nell’universo di Gears of War. Il genere shooter, di per sé, deve sicuramente piacere, ma uno shooter di questa difficoltà, con una bella trama (per ora) e un comparto tecnico di tale livello (provato su Xbox Series X) può sicuramente far ben sperare sul prodotto finale. La capacità di The Coalition di prendere un universo consolidato e reinterpretarlo con nuove idee e un’attenzione maniacale ai dettagli, fa ben presagire per quello che sarà il prodotto finale. Restiamo in attesa di poter saggiare l’esperienza completa, sperando che le promesse fatte in questa preview vengano mantenute con la stessa intensità e cura.

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