Cult of PiN, la recensione del flipper secondo la filosofia dei roguelite

L'indie game Cult of PiN dimostra che l'innovazione è possibile anche nei generi saturi, unendo la semplicità del flipper alla profondità strategica dei roguelite.

Acquistando tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare delle commissioni.
Tutte le info le trovi su questa pagina.

Cult of PiN è un roguelite pinball sviluppato e pubblicato da KennyMakesGames, disponibile dal 10 agosto 2026 su PC, macOS e Linux. Il gioco unisce le meccaniche arcade del flipper a una struttura fatta di run, potenziamenti, abilità e costruzione della propria build, trasformando un genere apparentemente immutabile in qualcosa di sorprendentemente diverso. La prova su PC è stata particolarmente piacevole: Cult of PiN è immediato, intrigante e soprattutto riesce a dare un senso nuovo a meccaniche che conosciamo da decenni. L’operazione ricorda, per filosofia, quella compiuta da Balatro: prendere una formula estremamente riconoscibile e costruirci attorno un sistema di progressione capace di renderla nuovamente interessante. Il risultato non è un flipper rivoluzionario, ma un roguelite che ha trovato nel flipper una base ideale per costruire la propria identità.

Un flipper, ma non solo

Il primo impatto con Cult of PiN è quello che ci si aspetterebbe da qualsiasi gioco di flipper: c’è una pallina da lanciare, ci sono due palette da controllare e un tavolo pieno di bumper, ostacoli e bersagli. Bisogna colpire gli elementi giusti, mantenere la pallina in gioco e sfruttare traiettorie e rimbalzi per ottenere il massimo da ogni azione; insomma, tutto molto familiare.

La differenza arriva quando ci si accorge che il punteggio non è l’unico obiettivo. In Cult of PiN ogni tavolo diventa infatti una sorta di arena in cui dobbiamo progressivamente distruggere i bumper, completare missioni e avanzare attraverso gli stage. Colpire un determinato bersaglio può quindi avere conseguenze molto più importanti del semplice aumento del punteggio, arrivando ad attivare veri e propri attacchi speciali capaci di danneggiare contemporaneamente una parte del tavolo. Il flipper rimane quindi il cuore dell’esperienza, ma intorno a esso viene costruito un sistema completamente nuovo, ed è proprio questa la vera intuizione di Cult of PiN.

 

La pallina diventa il nostro personaggio

La scelta di trasformare la partita in una run roguelite cambia radicalmente il modo in cui si affronta il tavolo. Durante la partita possiamo ottenere e acquistare Glifi, potenziamenti che modificano le caratteristiche della nostra run e permettono di costruire combinazioni differenti. La versione completa mette a disposizione oltre 100 Glifi, 32 Benedizioni, 20 Maledizioni e otto palline, ciascuna con caratteristiche specifiche. A questi elementi si aggiungono quattro tavoli e sei livelli di difficoltà. La conseguenza è interessante: la pallina diventa, in qualche modo, il nostro personaggio.

Non abbiamo statistiche da aumentare nel modo tradizionale e non ci sono equipaggiamenti nel senso classico del termine. Sono le scelte effettuate durante la run a determinare quanto diventeremo efficaci. Un Glifo può aumentare i danni, un altro modificare il comportamento di una determinata abilità, mentre una Benedizione può fornire un vantaggio permanente per il resto della partita. Il giocatore non si limita quindi a reagire a ciò che accade sul tavolo: deve anche costruire una strategia.

La lezione di Balatro

Il paragone con Balatro è inevitabile, ma va interpretato nel modo corretto. Cult of PiN non assomiglia a Balatro perché utilizza le carte o perché ne replica le meccaniche, la somiglianza riguarda piuttosto l’operazione concettuale. Balatro prende il poker, una meccanica che praticamente tutti conoscono, e la trasforma attraverso un sistema di combinazioni, modificatori e moltiplicatori, e Cult of PiN fa qualcosa di molto simile con il flipper: prende le sue regole fondamentali e aggiunge un livello superiore nel quale le decisioni del giocatore determinano progressivamente il modo in cui quelle stesse regole funzionano.

All’inizio di una run possiamo giocare in maniera relativamente tradizionale. Poi arriva un potenziamento particolarmente interessante. Ne troviamo un secondo che sembra funzionare bene insieme al primo. A quel punto iniziamo a costruire una combinazione precisa, cercando di indirizzare le scelte successive verso una determinata strategia.

La soddisfazione arriva quando la build comincia a funzionare: una serie di colpi può generare una quantità enorme di danni, le missioni possono attivare effetti devastanti e una pallina particolarmente adatta alla nostra configurazione può trasformare il tavolo in una macchina di distruzione, trasformando quella che sembrava essere semplicemente una partita di flipper in una vera e propria run.

Riflessi e strategia

Una delle cose migliori di Cult of PiN è che il sistema roguelite non elimina la componente arcade. Essere bravi a costruire una build non basta, bisogna comunque saper giocare a flipper. La precisione delle palette, il tempismo, la capacità di sfruttare le traiettorie e soprattutto la gestione della pallina rimangono fondamentali. Il gioco richiede anche una certa capacità di leggere rapidamente ciò che accade sul tavolo, generando un equilibrio interessante.

La strategia determina il potenziale della nostra build, ma le nostre capacità determinano quanto riusciremo effettivamente a sfruttarlo. È una distinzione importante perché evita che Cult of PiN si trasformi in un semplice gioco numerico nel quale basta scegliere i potenziamenti corretti. La pallina deve comunque essere controllata, e quando le due componenti iniziano a funzionare insieme, il risultato è particolarmente soddisfacente.

Il tavolo cambia le regole

La progressione delle run introduce inoltre nuovi elementi che obbligano il giocatore ad adattarsi. Con l’aumentare della difficoltà entrano in gioco nuovi tipi di bumper e Maledizioni che possono modificare le condizioni della partita. I bumper possono avere comportamenti differenti, mentre le Maledizioni introducono modificatori negativi che costringono a rivedere la strategia adottata fino a quel momento. È un sistema che funziona soprattutto perché impedisce alla run di diventare completamente automatica.

La cosa interessante è che non basta trovare una build efficace e ripeterla, bisogna anche capire come adattarla alla situazione. Questo aspetto diventa particolarmente importante negli stage più avanzati, dove la sinergia tra i diversi potenziamenti comincia a essere realmente determinante.

Una formula immediata

Uno dei meriti più evidenti del gioco è la sua accessibilità: Cult of PiN non richiede di conoscere il genere roguelite e non pretende che il giocatore sappia già come funzionano deckbuilder e sistemi di build. Il flipper, da questo punto di vista, è una base perfetta: i controlli sono immediati e il giocatore capisce quasi subito cosa deve fare. La profondità viene introdotta gradualmente attraverso i Glifi, le Benedizioni, le Maledizioni e le caratteristiche dei diversi tavoli.

È una struttura che rende il gioco particolarmente adatto anche a chi normalmente non frequenta il mondo dei roguelite. Anzi, probabilmente è proprio il pubblico dei casual gamer quello che potrebbe trovare in Cult of PiN una delle sue caratteristiche più interessanti. Una partita può essere affrontata senza la necessità di impegnarsi in una lunga sessione, ma allo stesso tempo, quando una run sta andando particolarmente bene, è molto facile lasciarsi coinvolgere e continuare a giocare per vedere fin dove è possibile arrivare.

Quattro tavoli e una buona dose di varietà

Per un gioco costruito attorno a una singola idea, la varietà dei contenuti è fondamentale. La versione 1.0 propone quattro tavoli completi, otto palline giocabili e un sistema composto da oltre cento Glifi. A questi si aggiungono 32 Benedizioni, 20 Maledizioni e una modalità Endless dedicata principalmente a chi vuole continuare a giocare dopo aver completato i contenuti principali e inseguire i punteggi più alti. Non siamo quindi davanti a un semplice gioco arcade da qualche partita veloce. La struttura è pensata per essere ripetuta. Ogni run permette di sperimentare una combinazione diversa e la varietà dei potenziamenti rende la costruzione della build una parte fondamentale dell’esperienza.

Naturalmente, questo rappresenta anche il principale limite del gioco: se non si apprezza il loop tipico dei roguelite, fatto di ripetizione, sperimentazione e progressione attraverso tentativi successivi, Cult of PiN potrebbe perdere rapidamente parte del proprio fascino. Allo stesso modo, il flipper rimane sempre e comunque il fulcro dell’esperienza, ed è una cosa da tenere presente prima di acquistarlo.

Un progetto indipendente con una precisa identità

Cult of PiN è interessante anche per il percorso che lo ha portato alla versione definitiva. Il progetto è nato come produzione indipendente di KennyMakesGames ed è rimasto per lungo tempo disponibile attraverso una demo, ricevendo aggiornamenti e modifiche sulla base dei feedback della community. Lo sviluppo è proseguito per quasi due anni prima dell’arrivo della versione 1.0, annunciata per il 10 agosto 2026.

Non siamo davanti a una produzione che cerca di impressionare attraverso quantità eccessive di contenuti o una presentazione fuori scala. Cult of PiN ha invece un’idea molto precisa e costruisce tutto intorno a quella: il suo punto di forza non è la dimensione del progetto, ma la capacità di capire cosa rendere divertente.

Non serve reinventare il flipper

Ed è probabilmente questo il punto più interessante della produzione: Cult of PiN non reinventa davvero il flipper. Le sue meccaniche fondamentali sono quelle che conosciamo da sempre: lanciare una pallina, utilizzare le palette, colpire i bersagli e cercare di non farla cadere. Quello che fa, lo fa a un livello superiore.

Non colpiamo un bumper soltanto per fare punti, lo facciamo perché dobbiamo completare una missione. Non cerchiamo una determinata traiettoria soltanto perché produce un buon punteggio, ma perché quella traiettoria può sfruttare una particolare abilità della nostra build. La stessa azione assume quindi un significato differente, che nella sua semplicità risulta dannatamente efficace.

Cult of PiN

Cult of PiN è uno di quei piccoli progetti indipendenti che riescono a dimostrare quanto sia ancora possibile trovare idee interessanti anche partendo da generi apparentemente saturi. La prova su PC è stata molto piacevole e il gioco riesce soprattutto a mantenere un equilibrio convincente tra immediatezza e profondità. Il flipper rende l’esperienza accessibile praticamente a chiunque, mentre la struttura roguelite offre il livello di profondità necessario per trasformare una partita in una serie di esperimenti. La costruzione delle build è il vero elemento distintivo e rappresenta anche il motivo principale per cui il paragone con Balatro funziona. Non perché Cult of PiN sia una copia del gioco di poker, ma perché entrambi dimostrano che una meccanica estremamente semplice può diventare sorprendentemente profonda se inserita nel sistema giusto. Non è un titolo destinato necessariamente agli appassionati più hardcore del pinball e non vuole esserlo. È piuttosto un gioco immediato, divertente e facilmente comprensibile, che può essere apprezzato anche da chi cerca semplicemente qualcosa con cui passare qualche sessione senza dover imparare sistemi complessi. E proprio per questo lo consigliamo soprattutto ai casual gamer, agli amanti dei roguelite e a chiunque sia curioso di vedere cosa succede quando il flipper incontra la filosofia delle run.

8 / 5

Pro
  • Ottima fusione tra flipper e struttura roguelite
  • Sistema di Glifi e build divertente da sperimentare
  • Immediato e accessibile anche ai casual gamer
  • Buona rigiocabilità grazie alle numerose combinazioni
Contro
  • Il flipper resta necessariamente il fulcro dell'esperienza
  • La ripetitività delle run potrebbe non piacere a tutti
  • La quantità di contenuti attualmente troppo contenuta
0
Mostra commenti (0) Nascondi commenti (0)
0 0 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x