Mindhunter 3, Netflix smentisce le cause della cancellazione e punta il dito contro David Fincher

A distanza di 7 anni dall'ultima stagione, il co-CEO di Netflix Ted Sarandos ribalta la versione ufficiale sulla cancellazione di "Mindhunter", attribuendo la colpa a David Fincher

Acquistando tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare delle commissioni.
Tutte le info le trovi su questa pagina.

Netflix ribalta la narrazione sulla cancellazione di Mindhunter, la serie cult di David Fincher, attribuendo la responsabilità degli stop non solo ai costi, ma anche agli impegni del regista. Per anni, l’assenza di una terza stagione è stata giustificata con le elevate spese di produzione e il pubblico non sempre all’altezza dell’investimento. Tuttavia, una recente dichiarazione di Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, durante un incontro organizzato da The Indian Express, ha offerto una prospettiva diversa e sorprendente sulla vicenda, riaprendo il dibattito su uno dei titoli più rimpianti della piattaforma.

Sarandos rivela l’aspettativa interna di un proseguimento, indicando proprio Mindhunter come la serie che avrebbe voluto vedere continuare, definendola una “terza parte” che desiderava realizzare. Secondo il dirigente, all’interno dell’azienda c’era la convinzione che Fincher avrebbe proseguito la narrazione dopo la seconda stagione. La sua attenzione ai dettagli, tuttavia, avrebbe reso impossibile la coesistenza con altri progetti, in particolare con la lavorazione di Mank. Questi ritardi accumulati avrebbero finito per far sfumare la possibilità di un nuovo capitolo, con Sarandos che esprime un rammarico personale per la mancata prosecuzione.

Le versioni a confronto e le implicazioni future

Le dichiarazioni di Sarandos si pongono in netto contrasto con quanto affermato dallo stesso David Fincher nel corso degli anni. Il regista aveva infatti sempre sottolineato come le ragioni economiche fossero il principale ostacolo alla produzione di Mindhunter. Secondo Fincher, il rapporto tra il budget elevato richiesto dalla serie e il bacino di spettatori non giustificava ulteriori investimenti. La sua descrizione di una produzione estremamente complessa, dove abbassare i costi senza compromettere la qualità era quasi impossibile, dipinge un quadro diverso rispetto alla visione di Sarandos. Nonostante le apparenze, le due versioni potrebbero non essere del tutto incompatibili: i lunghi rinvii causati dagli impegni di Fincher potrebbero aver esacerbato le problematiche economiche, rendendo la produzione ancora meno sostenibile e portando alla cancellazione definitiva.

Nonostante le difficoltà, uno spiraglio, seppur flebile, per un ritorno di Mindhunter non è del tutto escluso. Nel 2024, l’attore Holt McCallany, interprete dell’agente Bill Tench, aveva rivelato di aver sentito che Fincher stesse valutando la possibilità di un ritorno nell’universo della serie, pur definendo una terza stagione improbabile ma non impossibile. Le recenti dichiarazioni di Sarandos, che suggeriscono una complessità della cancellazione maggiore di quanto si pensasse, lasciano intendere che il destino di Mindhunter potrebbe essere ancora soggetto a interpretazioni e, forse, a future sorprese, al di là dei rapporti ormai consolidati tra Fincher e Netflix con altri progetti come Mank e The Killer.

0
Mostra commenti (0) Nascondi commenti (0)
0 0 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x