Nameless Land: Apocalypse Box la recensione, il kit definitivo per sopravvivere alla fine del mondo
Il post-apocalittico di Aces Games torna nella sua versione "definitiva", più pratico e ricco con materiali fisici e solo-mode. Ecco la recensione di Nameless Land: Apocalypse Box!
Tutte le info le trovi su questa pagina.
Quando si parla di post-apocalisse, la nostra immaginazione corre quasi sempre nella stessa direzione. Pensiamo a città in rovina, autostrade invase dalla sabbia, palazzi divorati dalla vegetazione e a un passato glorioso ridotto a un cumulo di macerie. Sono immagini che fanno parte dell’immaginario collettivo e che, nel tempo, sono diventate il simbolo stesso della fine del mondo. Eppure c’è una domanda molto più interessante di “come è finito tutto?”. La vera domanda è: cosa succede dopo? Perché l’apocalisse vera e propria non coincide con l’esplosione della bomba, con la pandemia o con il collasso della civiltà, ma con ciò a cui si deve far fronte il mattino seguente, e quelli dopo ancora. È il momento in cui qualcuno apre gli occhi e capisce di essere ancora vivo, ma senza alcuna certezza sul fatto che lo sarà anche il giorno dopo. Bisogna trovare acqua, procurarsi del cibo, evitare predoni, capire se quella figura che si avvicina all’orizzonte porterà aiuto oppure una pallottola. Ogni scelta pesa, ogni errore si paga e la sopravvivenza diventa l’unico vero obiettivo. È proprio questo il cuore di Nameless Land Apocalypse, il gioco di ruolo ideato da Simone “Aces” Morini e pubblicato da Aces Games.
Un’ambientazione che negli anni è riuscita a costruirsi una propria identità all’interno del panorama italiano, mescolando il fascino anarchico di Mad Max, l’esplorazione tecnologica di Fallout e una forte componente survival in un mondo duro, violento e sorprendentemente ricco di possibilità. Dopo la prima edizione del 2013 e la successiva evoluzione rappresentata da Nameless Land: Apocalypse nel 2019, il gioco torna oggi con Nameless Land: Apocalypse Box, una versione che oltre a riproporre tutto il materiale già esistente, vuole offrire l’esperienza più completa che possiamo immaginare.
Benvenuti nel “Nuovo Mondo”
La storia di Nameless Land parte da un presupposto tanto semplice quanto inquietante: l’umanità è stata la principale artefice della propria rovina. Un classico, dopotutto, ma estremamente verosimile. Una devastante guerra nucleare ha trasformato la Terra in un luogo irriconoscibile. Le città sono crollate, gli ecosistemi sono cambiati e le radiazioni hanno modificato il pianeta e le creature che lo abitano. Sarebbe già abbastanza per parlare di una catastrofe senza precedenti, ma in Nameless Land le cose sono andate ancora peggio.
Anche dopo la fine della civiltà, infatti, il progresso tecnologico non si è fermato. Sono nate le biomacchine, organismi artificiali creati dall’uomo con l’intento di migliorare il futuro e che, come spesso accade nella fantascienza più pessimista, hanno finito per sfuggire a qualsiasi controllo. Quella che doveva essere una nuova era, si è trasformata nell’ennesima guerra. Quando la polvere si è finalmente posata, il mondo era ormai irriconoscibile. L’anno è il 2365 – e il Nuovo Mondo – è un luogo in cui ogni giornata rappresenta una conquista, dove piccoli insediamenti cercano di ricostruire una parvenza di società, bande armate si contendono le poche risorse rimaste, creature mutate popolano le terre contaminate e, sotto la sabbia, continuano a dormire tecnologie dimenticate che potrebbero cambiare ancora una volta il destino dell’umanità.
Le influenze di opere come i citati Mad Max e Fallout sono evidenti, tuttavia Nameless Land le omaggia e basta, con l’ambientazione originale che riesce a costruire un’identità molto personale, fatta di biomeccanica, mutazioni, misteri e un’estetica che alterna continuamente il degrado più assoluto a tecnologie incredibilmente avanzate. Un mondo che ha già avuto una seconda occasione, e l’ha sprecata. Difficile ne arrivi una terza.
Sopravvissuti
Anche la creazione del personaggio rappresenta uno degli elementi più riusciti del gioco. In Nameless Land si interpreta qualcuno che, per un motivo o per l’altro, è riuscito “ad arrivare fino a oggi“, quindi si dimentichino gli stereotipi degli eroi senza macchia o destinati a grandi cose. Accanto agli Umani fanno la loro comparsa razze decisamente particolari, come i Flominidi, esseri anfibi discendenti dai Flopper, gli Homuncoli dall’aspetto suino, gli enigmatici Oltridi legati all’Oltremondo e i Tetanici, individui nei quali carne e metallo convivono nello stesso corpo. Potrebbero sembrare idee sopra le righe, eppure funzionano sorprendentemente bene all’interno dell’ambientazione, un mondo volutamente folle, ma coerente con le proprie regole.
La personalizzazione continua poi attraverso l’Origine del personaggio, che ne racconta il passato, le Maestrie, che definiscono il percorso di crescita, e il Dono del Nuovo Mondo, una mutazione provocata dalle radiazioni. È un sistema che permette di creare protagonisti molto diversi tra loro, senza rinunciare a quel senso costante di precarietà che caratterizza l’intera ambientazione.
Un regolamento semplice
Sul fronte delle meccaniche, con Nameless Land: Apocalypse Box si rimane fedeli al dado percentuale. Le prove si risolvono lanciando un D100 e cercando di ottenere un risultato inferiore al valore della propria abilità. Una soluzione classica, immediata e facilmente comprensibile anche per chi non conosce il sistema. La seconda edizione aveva già introdotto diversi miglioramenti rispetto al regolamento originale, rendendo la progressione del personaggio più significativa. L’esperienza accumulata durante la campagna si traduce infatti in una maggiore capacità di affrontare le difficoltà del Nuovo Mondo. È una crescita che ha senso anche dal punto di vista narrativo, dove si migliora perché si è sopravvissuti abbastanza a lungo da imparare come affrontare un ambiente che cerca costantemente di ucciderti.
Uno degli aspetti più affascinanti dell’ambientazione è la varietà delle minacce. Le radiazioni e i predoni sono solo la punta dell’iceberg, ma esistono impianti biomeccanici capaci di modificare il corpo umano, mutazioni sempre più imprevedibili, parassiti e simbionti pronti a trovare nuovi ospiti, e gli inquietanti Squarci, aperture verso l’Oltremondo che rappresentano una delle componenti più misteriose dell’intera ambientazione. Tutti questi elementi convivono senza che il mondo perda coerenza e fascino.
E le campagne? Potrebbero assumere i toni di una lunga esplorazione nel deserto, o magari trasformarsi in una guerra tra fazioni rivali, a concentrarsi sulla ricerca di antiche tecnologie, o ancora “semplicemente” spingere il gruppo a fondare una nuova comunità. Non c’è quindi un percorso imposto, ma moltissime possibilità, anche in solitaria.
Una “scatola” che cambia il modo di giocare: ecco la Apocalypse Box!
La novità più importante di questa edizione è il formato stesso del prodotto. Nameless Land Apocalypse era già un manuale importante, corposo e ricco di contenuti, ma la Apocalypse Box sceglie una strada ancora più corposa e ricca. Perché raccogliere regole e ambientazione in un unico volume è sì la base, ma distribuire una serie di strumenti enorme che accompagnano concretamente il gioco. Non abbiamo sottovalutato tutto ciò durante la nostra prova, e siamo rimasti molto soddisfatti della nostra esperienza durante il gioco. All’effettivo ci ha avvicinati molto ad avere una controparte visiva e fisica, un po’ come nei giochi da tavolo, ma che in questo caso oltre ad aiutare la gestione ci ha anche immerso un po’ di più nell’immaginare il mondo di gioco, tra mappe, carte e quant’altro.
All’interno della scatola troviamo il Manuale di Background, quello dedicato alle Regole, il Manuale di Equipaggiamento e quello di Sopravvivenza, accompagnati da un gran numero di materiali aggiuntivi: carte dedicate alle Maestrie, agli Impianti, alle Mutazioni, all’Esplorazione e al Bestiario. Non finisce qui: sono presenti altri materiali utile come token, mappe geografiche, mappe tattiche, uno schermo per il master e il nuovo Diario di Viaggio.
Non è una semplice questione di quantità: la sensazione è che tutto sia stato progettato per rendere il gioco più fluido. Le carte permettono di consultare rapidamente capacità e oggetti senza interrompere continuamente la partita, le mappe rendono gli scontri più immediati e lo schermo raccoglie tutte le informazioni utili al master. In altre parole, il regolamento smette di essere confinato tra le pagine di un libro e diventa qualcosa che vive direttamente sul tavolo. E diciamo grazie!
Il viaggio diventa protagonista
L’altra grande novità che è arrivata con la Apocalypse Box è la nuova Modalità Esplorazione. Molti giochi post-apocalittici raccontano il viaggio semplicemente come il tragitto che separa un combattimento dall’altro. Nameless Land prova invece a trasformarlo in una parte fondamentale dell’esperienza. Esplorare significa prendere decisioni, scegliere percorsi, amministrare risorse e affrontare gli imprevisti che un mondo ostile mette continuamente davanti ai protagonisti. Attraverso il Diario di Viaggio i personaggi possono attraversare nuove regioni, incontrare comunità, commerciare, affrontare eventi casuali, recuperare materiali, migliorare il proprio equipaggiamento, modificare veicoli e costruire relazioni con alleati e seguaci. È una meccanica che amplia notevolmente il respiro della campagna. Questa modalità introduce inoltre una possibilità particolarmente interessante: il gioco in solitaria. Una scelta che ben si adatta alla natura dell’ambientazione e che permette di vivere il Nuovo Mondo anche senza un gruppo completo.
Vale la pena tornare nel Nuovo Mondo?
La Apocalypse Box non vuole resettare o modificare Nameless Land: questa nuova versione punta invece a rendere l’esperienza più pratica, immediata e immersiva, praticamente la versione definitiva del gioco. I numerosi materiali fisici velocizzano il gameplay e rendono più fruibili le meccaniche, oltre ad essere proposti con una qualità dei materiali molto soddisfacente al tatto e resistenti all’usura. la Modalità Esplorazione aggiunge una dimensione completamente nuova e l’intera confezione dà la sensazione di essere stata progettata pensando prima di tutto al tavolo da gioco.
Vogliamo sottolineare che chi si avvicina oggi all’ambientazione creata da Aces Games, con la Apocalypse Box si troverà di fronte alla porta d’ingresso migliore, sia perché Nameless Land di per sé è molto intuitivo e con gli asset fisici guadagna “comodità visiva” (certo, vi servirà un po’ più di spazio sul tavolo), sia perché a livello di offerta e quantità si ha tutto ciò che serve, che sia per one-shot o per campagne. La possibilità di giocare anche in solitaria, come già accaduto anche con altri prodotti dell’azienda, va a completare un quadro di vantaggi difficile da ignorare, soprattutto se siete amanti del genere post apocalittico.
Accetterete la sfida? In fondo il mondo è già finito, ora non vi rimane altro che ballarci sopra.
Nameless Land: Apocalypse Box
Nameless Land: Apocalypse Box è il modo migliore per scoprire il celebre gioco di ruolo post-apocalittico di Aces Games. Questo ricco pacchetto non si limita a riproporre il titolo, ma lo arricchisce con una confezione zeppa di materiali fisici che rendono l’esperienza più pratica e immersiva, anche a livello visivo. La nuova Modalità Esplorazione amplia le possibilità di gioco, trasformando il viaggio e la sopravvivenza in elementi centrali della campagna. Si può giocare anche in solitaria, feature cara all’azienda e che anche questa volta è più che gradita. Chi possiede già il manuale di Nameless Land: Apocalypse potrebbe pensare di effettuare l’upgrade, ma per i nuovi giocatori questa Box rappresenta praticamente un’edizione “definitiva”.
5 / 5
Pro
- Contenuti ricchi e ottimamente organizzati
- Materiali da tavolo che velocizzano e migliorano il gioco
- La Modalità Esplorazione aggiunge profondità e longevità
- Ambientazione originale, ricca di spunti
- Sistema di gioco semplice da apprendere e solido
Contro
- Richiede un po' di tempo per assimilare tutte le possibilità offerte dal sistema
- La quantità di materiale può risultare impegnativa da gestire all'inizio





