Venezia 2026, la corsa al Leone d’Oro: i film da tenere d’occhio
La Mostra del Cinema di Venezia 83 si annuncia ricca di attesi ritorni d'autore e potenziali outsider, con un concorso che promette di ridefinire le gerarchie artistiche.
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Ogni Mostra del Cinema comincia molto prima della prima proiezione. Comincia con le aspettative, con i nomi dei registi, con i grandi ritorni e con quei titoli che, ancora prima di essere visti, sembrano avere tutte le caratteristiche per diventare protagonisti del festival. Venezia 83, in programma dal 2 al 12 settembre, presenta un concorso particolarmente ricco di autori affermati e ritorni importanti.
20 film, cinque dei quali italiani, che mettono a confronto generazioni e cinematografie molto diverse. E se è naturalmente impossibile stabilire sulla carta quale sarà il prossimo Leone d’Oro, alcuni titoli arrivano al Lido con un’attenzione decisamente maggiore. Tra questi, ci sono i nuovi lavori di Lee Chang-dong, Martin McDonagh, Hirokazu Kore-eda, Werner Herzog e Nanni Moretti. Ma anche alcune opere meno prevedibili potrebbero inserirsi nella corsa durante i giorni della Mostra.
Lee Chang-dong torna con Possible Love
Tra i film più attesi del concorso c’è senza dubbio Possible Love di Lee Chang-dong. Il regista sudcoreano torna a Venezia dopo il successo internazionale di Burning, presentato al Festival di Cannes nel 2018 e diventato negli anni uno dei titoli più apprezzati della sua filmografia. Il nuovo film riunisce Jeon Do-yeon, Sul Kyung-gu, Zo In-sung e Cho Yeo-jeong e rappresenta uno dei ritorni d’autore più importanti dell’edizione.
Lee Chang-dong è uno dei nomi che più facilmente possono mettere d’accordo prestigio autoriale e interesse della critica. Proprio per questo Possible Love sarà inevitabilmente uno dei film osservati con maggiore attenzione fin dal primo giorno.
Martin McDonagh e il black humor, Wild Horse
Un altro titolo destinato a far parlare di sé è Wild Horse Nine di Martin McDonagh. Dopo Gli spiriti dell’isola, McDonagh torna al cinema con una storia che porta nuovamente nel suo universo narrativo una combinazione di humour nero, tensione e personaggi eccentrici. Il cast è uno dei più interessanti della selezione: John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Tom Waits e Parker Posey.
McDonagh è inoltre uno dei pochi autori contemporanei capaci di muoversi con naturalezza tra cinema d’autore e grande pubblico. A Venezia potrebbe quindi arrivare uno dei film più accessibili della competizione senza rinunciare alle ambizioni della Mostra.
Look Back: Kore-eda e la forza delle storie intime
Hirokazu Kore-eda torna invece con Look Back, un film che porta nuovamente al centro il suo cinema fatto di relazioni, memoria e rapporti familiari. Il regista giapponese è ormai una presenza consolidata nei grandi festival internazionali e il suo ritorno rappresenta uno degli appuntamenti più importanti della Mostra.
Kore-eda ha costruito gran parte della propria carriera intorno a storie apparentemente intime, capaci però di trasformarsi in riflessioni più ampie sulla società e sui legami umani. Look Back sarà quindi uno dei titoli da seguire anche per capire quale direzione abbia scelto l’autore per il suo nuovo lavoro.
Il ritorno di Nanni Moretti: Succederà questa Notte
Per il cinema italiano, il film destinato a catalizzare maggiormente l’attenzione sarà Succederà questa Notte di Nanni Moretti. Il regista torna in concorso a Venezia a 45 anni di distanza da Sogni d’oro. È un ritorno che, da solo, sarebbe sufficiente a trasformare il film in uno degli eventi dell’edizione. Moretti arriva inoltre dopo una lunga storia con la Mostra, culminata nel 2021 con Tre piani e nel 2023 con Il sol dell’avvenire, presentato fuori concorso.
Il nuovo film sarà inevitabilmente osservato attraverso il confronto con una filmografia che ha segnato profondamente il cinema italiano contemporaneo. Ma soprattutto sarà interessante capire quale Moretti ritroveremo sul grande schermo e quanto Succederà questa notte riuscirà a dialogare con il suo cinema più recente.
Werner Herzog con Bucking Fastard
Tra i grandi autori presenti al Lido c’è anche Werner Herzog con Bucking Fastard. Il regista tedesco porta in concorso un film interpretato da Kate Mara, Rooney Mara, Orlando Bloom e Domhnall Gleeson. È uno di quei titoli che, indipendentemente dalle aspettative, meritano attenzione semplicemente per il nome che compare dietro la macchina da presa.
Herzog ha attraversato decenni di cinema mantenendo una libertà creativa difficilmente paragonabile a quella di altri autori della sua generazione. Il suo nuovo film rappresenta quindi una delle variabili più interessanti della competizione: difficile prevederne l’impatto prima della proiezione, ma altrettanto difficile immaginare una Mostra senza guardare con attenzione a ciò che Herzog porterà al Lido.
Florian Zeller punta sul cast con Bunker
Un altro film da tenere d’occhio è Bunker di Florian Zeller. Dopo The Father e The Son, il regista francese torna con un nuovo dramma interpretato da Penélope Cruz, Javier Bardem, Stephen Graham e Paul Dano.
Zeller ha costruito il proprio cinema intorno a temi psicologici e familiari, spesso utilizzando una narrazione capace di mettere in discussione la percezione dello spettatore. Bunker potrebbe quindi rappresentare uno dei titoli più interessanti per capire se il regista abbia deciso di proseguire sulla strada già intrapresa o di spingersi verso territori differenti.
Il cinema italiano oltre Moretti
La presenza italiana non si esaurisce con Moretti. Marco Bechis porta in concorso Ritorno a Buenos Aires, Edoardo De Angelis presenta Il fuoco che ti porti dentro, Andrea Pallaoro arriva con The Echo Chamber e Paolo Strippoli con L’estranea. È una presenza numericamente significativa e soprattutto molto eterogenea. Registi, generazioni e approcci differenti che mostrano un cinema italiano tutt’altro che riconducibile a una sola identità. Tra questi, The Echo Chamber merita particolare attenzione anche per il cast internazionale, composto da Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon. Pallaoro è inoltre un autore già abituato al circuito festivaliero e potrebbe rappresentare uno dei titoli italiani capaci di inserirsi nella discussione critica della Mostra.
Le possibili sorprese
Il concorso non vive soltanto dei nomi più celebri. Company di Casey Affleck, Primetime di Lance Oppenheim e Mr. Nelson, Did You Kill People? di Shinya Tsukamoto sono tre titoli che potrebbero guadagnare spazio durante il festival proprio perché meno immediatamente associati alla corsa per il premio principale.
È un meccanismo che Venezia conosce bene. Le aspettative della vigilia possono orientare il dibattito, ma sono le proiezioni a determinare davvero gli equilibri. Un film considerato inizialmente secondario può diventare il titolo di cui tutti parlano nel giro di poche ore. Al contrario, uno dei grandi favoriti può uscire dalla competizione ridimensionato.
Se si guarda esclusivamente ai nomi, Possible Love, Wild Horse Nine, Look Back, Succederà Questa Notte e Bucking Fastard sembrano essere tra i titoli destinati a concentrare maggiormente l’attenzione. Ma il vero interesse di Venezia 83 sarà proprio nella possibilità che questa gerarchia venga completamente riscritta.
Quest’anno la lista è particolarmente lunga: grandi ritorni, autori affermati, cinema italiano e possibili outsider. Il Leone d’Oro sarà assegnato il 12 settembre, ma la vera corsa comincerà molto prima, con la prima proiezione al Lido.





