Riftbound: Ornn trionfa al Regional di Barcellona, Kennen è il nuovo punto di riferimento

Analizziamo il Regional di Barcellona di Riftbound: Ornn vince contro ogni pronostico, mentre Kennen domina il meta, interessanti i risultati degli altri mazzi.

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Ornn si prende il torneo con un mazzo che nessuno aveva davvero messo in conto, Kennen occupa il 13% del field e arriva secondo, mentre Master Yi, Rengar e Azir dimostrano che il cambio di set non ha cancellato le certezze del formato precedente. Se Utrecht aveva mostrato quanto fosse diventato largo il meta di Unleashed, Barcellona ci consegna la prima fotografia realmente interessante del competitivo di Vendetta. L’istantanea è già molto diversa. Le nuove carte non si sono limitate ad aggiornare archetipi esistenti: stanno spingendo Riftbound verso strategie più sinergiche, capaci di costruire turni nei quali il valore non arriva necessariamente dalla singola carta, ma dalla concatenazione di più effetti.

Il risultato più evidente è Kennen. Era la Legend più attesa dell’espansione e a Barcellona non ha perso tempo: è stata la più giocata del Day 1 con circa il 13% della presenza, ha portato un numero importante di giocatori al Day 2 e ha piazzato più copie nella parte alta del torneo. Una di queste, quella di Koko Lopez, è arrivata fino alla finale.

Eppure Kennen non ha vinto.

A prendersi Barcellona è stato Ornn, con un mazzo che prima dell’evento difficilmente sarebbe comparso tra le prime candidate al titolo. Ed è proprio questo risultato a rendere il Regional particolarmente interessante: Vendetta sembra aver aumentato il livello di potenza delle sinergie, ma allo stesso tempo sta ancora lasciando parecchio spazio a chi riesce a interpretare meglio carte che il resto dei giocatori non ha ancora completamente valorizzato.

Kennen: il mazzo più giocato del Regional

Prima ancora di guardare la Top 8 bisogna partire dal dato più semplice: Kennen era il mazzo più giocato a Barcellona. Un 13% in un formato ancora molto frammentato è una percentuale importante, soprattutto perché non si è trattato soltanto di hype da primo torneo.

Regional Qualifier: Bologna

La conversione al Day 2 è stata altrettanto convincente, con 81 giocatori su Kennen capaci di superare il primo giorno. Quando una build è contemporaneamente molto rappresentata e continua a convertire bene, il dato diventa molto più interessante rispetto a quello ottenuto da un piccolo gruppo di specialisti: significa che il motore del mazzo è sufficientemente potente da sostenere anche liste e livelli di esperienza differenti.

Il cuore del problema è la quantità di controllo che Kennen concede sullo sviluppo della partita. Lightning Rush e Stacked Deck sono due degli strumenti più importanti e permettono alla build di accedere alle proprie linee con una consistenza notevole. A questo si aggiunge la possibilità di sfruttare carte come Rhasa, the Sunderer, Nocturne e le nuove interazioni con Flow per costruire turni nei quali il normale rapporto tra energia spesa e carte giocate smette momentaneamente di valere.

Questo è probabilmente ciò che distingue Kennen dalla LeBlanc vista all’inizio di Unleashed. Anche LeBlanc aveva iniziato raccogliendo risultati e una forte attenzione da parte del competitivo, ma presentava linee più fragili e risposte molto nette che il meta aveva imparato rapidamente a sfruttare. Kennen sembra avere più elasticità: può costruire turni esplosivi, ma possiede anche strumenti sufficienti per adattarsi quando il primo piano non funziona.

Analisi della build di Koko Lopez

La build di Koko Lopez, seconda a Barcellona, mostra bene quanto spazio ci sia ancora per rifinire l’archetipo. La base più prevedibile è presente: tre copie di Rhasa, the Sunderer, tre Lightning Rush, tre Stacked Deck e tre Nocturne. Ma la lista lavora anche con strumenti giocati in singola o doppia copia che diventano molto più accessibili grazie alla quantità di selezione offerta dal mazzo.

Tra questi spicca Baron Nashor, utilizzato insieme a The Harrowing. La possibilità di scartare Baron Nashor e recuperarlo successivamente crea una linea che aggiunge un ulteriore livello alla build senza obbligarla a riempirsi di pezzi situazionali. È precisamente qui che la capacità di filtrare il mazzo diventa importante: carte che in un’altra strategia rischierebbero di rimanere sepolte possono essere trovate con una frequenza molto maggiore.

La stessa logica permette di giocare singole copie di Flash, Hard Bargain e Starcross, trasformando Kennen in una build che può scegliere strumenti molto specifici senza rinunciare troppo alla consistenza generale. Interessante anche la presenza di Switcheroo direttamente nel mazzo principale. La carta, che nei meta precedenti compariva spesso come scelta di sideboard, guadagna valore con la diffusione di Up from the Deep e dei token Tentacle: poter trasformare improvvisamente un corpo da una forza in una minaccia diversa modifica parecchio la matematica dei combattimenti.

Kennen non ha vinto Barcellona, ma è difficile considerarlo lo sconfitto del torneo. Dopo un singolo Regional ha già dimostrato rappresentazione, conversione e profondità nelle possibilità di costruzione. È esattamente il tipo di combinazione che obbliga il resto del formato a prepararsi.

Ornn: il vincitore a sorpresa

Il torneo, però, lo ha vinto TheManLand con Ornn. Ed è probabilmente il risultato più importante dell’intero weekend.

Non tanto perché Ornn fosse considerato impossibile da giocare, quanto perché la build vincente utilizza la Legend in una maniera molto più dinamica rispetto alla percezione iniziale dell’archetipo. Non siamo davanti a un mazzo che vuole semplicemente accumulare Gear e generare vantaggio lentamente: qui Gear, unità e preparazione vengono utilizzati per costruire pressione e trasformare rapidamente la presenza sul tavolo in punti.

Regional Qualifier: Bologna

La scelta del Champion è già indicativa: Ornn, Blacksmith, soluzione meno scontata rispetto alle configurazioni che ci si sarebbe aspettati prima del torneo.

Tra i pezzi centrali troviamo tre Clockwork Keeper, tre Patch Porobot e tre Pit Crew. Patch Porobot è particolarmente importante perché riesce a essere contemporaneamente una componente della strategia Gear e un corpo da utilizzare sul tavolo, eliminando uno dei problemi tipici delle build troppo concentrate sugli equipaggiamenti: spendere risorse senza aumentare realmente la propria presenza sui Battlefield.

Pit Crew aggiunge invece una componente di pressione che fino a questo momento non aveva ancora trovato una casa competitiva così convincente. La possibilità di prepararla permette di conquistare, proteggerla e riutilizzarla, creando sequenze nelle quali l’avversario deve continuamente ricalcolare la distribuzione delle proprie unità.

L’impatto di Sprite Fountain sul meta

Uno dei fili conduttori più interessanti della build di Ornn è Sprite Fountain.

L’uscita di Arena’s Greatest dal formato aveva fatto pensare a un rallentamento di alcune strategie aggressive, ma Sprite Fountain sembra essere una delle carte capaci di riempire almeno in parte quel vuoto. Non offre esattamente lo stesso tipo di vantaggio, ma permette comunque alle build che vogliono mettere pressione di manipolare la preparazione delle unità e costruire turni nei quali uno stesso pezzo può contribuire più volte alla partita.

Ornn riesce inoltre a mitigare uno dei problemi che possono nascere abusando di questo tipo di effetti: l’esaurimento delle risorse. La build dispone infatti di diversi modi per continuare a pescare, tra Scuttle Crab, Lecturing Yordle e Poro Snax. Non si limita quindi a sviluppare velocemente il tavolo per poi terminare la benzina, ma prova a sostenere la pressione anche nei turni successivi.

È questo equilibrio a rendere la lista molto più interessante della semplice sorpresa da torneo. Ornn non ha vinto grazie a una singola interazione sconosciuta, bensì con una build nella quale diversi pezzi, che sembravano soltanto promettenti, hanno finalmente trovato una struttura capace di farli lavorare insieme.

Master Yi nel meta di Vendetta

Dietro Kennen, il secondo mazzo più rappresentato del Day 1 è stato Master Yi, con circa il 9% di presenza. È un dato importante perché conferma una tendenza già vista tra Vancouver, Tianjin e Utrecht: Master Yi non ha bisogno di essere la novità del formato per rimanere uno dei modi più affidabili di vincere partite a Riftbound.

La sua forza continua a essere quella che conosciamo. Master Yi mette pressione con unità efficienti, protegge i propri pezzi, manipola gli Showdown e costringe l’avversario a rispettare continuamente carte come Punch First. Senza cercare necessariamente un turno esplosivo paragonabile a quello di Kennen, può assorbire la pressione iniziale e trasformare una singola battaglia favorevole nel punto da cui controllare il resto della partita.

La versione arrivata nella parte alta del torneo continua a utilizzare elementi ormai consolidati come Rengar, Trophy Hunter, Discipline, Defy e Punch First, ma conferma anche la crescente presenza di Ruin Runner direttamente nel mazzo principale. Con Vendetta è aumentata la quantità di interazione disponibile e avere una minaccia capace di attraversare meglio quel tipo di risposta sembra essere diventato abbastanza importante da giustificarne l’inclusione fin dall’inizio della partita anziché relegarla alla sideboard.

Master Yi è il classico mazzo che sembra facile da leggere finché non siete seduti dall’altra parte del tavolo; non vince con una combo spettacolare o con un engine ingestibile, bensì con una pressione costante fatta di unità efficienti, protezioni, combat trick e turni in cui ogni risposta dell’avversario apre una nuova finestra di attacco.

L’evoluzione di Rengar

Anche Rengar rimane perfettamente competitivo. La build di Prismaticism continua il percorso iniziato nel meta precedente, ma aggiunge alcuni strumenti di Vendetta e sembra essersi fatta leggermente più alta nella curva. Oltre ai pezzi ormai prevedibili come Rengar, Trophy Hunter, Punch First, Sabotage e Thrill of the Hunt, compaiono carte come Darius e Forerunner, capaci di dare maggiore profondità ai turni successivi senza abbandonare l’identità aggressiva della build.

Regional Qualifier: Bologna

Particolarmente interessante è proprio l’interazione tra Forerunner e Rengar, che permette di moltiplicare il valore prodotto dallo sviluppo di nuove unità. Anche Rampage sembra essersi ritagliata rapidamente uno spazio importante nei mazzi Body: il bonus di forza associato allo scontro permette di trasformarla in qualcosa di più di una semplice alternativa a Challenge e rende ancora più difficili da prevedere i combattimenti contro archetipi che dispongono già di Punch First e Thrill of the Hunt.

Il Rengar attuale sembra quindi meno interessato a reinventarsi e più concentrato sul perfezionare ciò che già funzionava. Ed è probabilmente la scelta corretta.

Azir: la solidità dei mazzi consolidati

Tra le presenze importanti della parte alta troviamo nuovamente Azir, con Squirtle ancora una volta capace di ottenere un risultato di alto livello. Era già uno dei dati più interessanti di Utrecht, dove Azir aveva vinto sfruttando soprattutto la maggiore consistenza garantita dalle aggiunte di Unleashed. Vendetta non sembra aver cancellato quel vantaggio.

Il punto non è tanto che Azir abbia ricevuto un nuovo motore capace di cambiare completamente l’archetipo, quanto che una build ormai molto rifinita può continuare a competere mentre le strategie nuove stanno ancora cercando la configurazione migliore. In un primo Regional di espansione, poter giocare un mazzo del quale sono già note curve, sequenze e piani di sideboard è un vantaggio tutt’altro che trascurabile.

Barcellona conferma quindi un elemento che avevamo già visto nei Regional precedenti: l’arrivo di un nuovo set non elimina automaticamente i mazzi migliori del formato precedente. Li costringe semplicemente a dimostrare di poter reggere il nuovo livello di potenza.

Rek’Sai e Nasus: le sorprese del torneo

Fuori dalla Top 8 ci sono comunque numeri che meritano attenzione. Rek’Sai ha rappresentato circa il 5% del field, una quota ormai troppo alta per continuare a considerarla una scelta alternativa. La sua crescita era già evidente tra Tianjin e Utrecht e Vendetta sembra mantenere interessante il suo piano aggressivo. In un formato nel quale le build combo stanno diventando più efficienti, essere ancora più veloci e distribuire la pressione su più Battlefield rimane un modo molto concreto di attaccare il meta.

La vera sorpresa sul piano della popolarità è però Nasus: 105 giocatori, circa il 5% del Day 1. Per una Legend che durante le prime valutazioni dell’espansione sembrava difficile da far funzionare, è un ingresso notevole. Barcellona non basta ancora per dire che Nasus abbia trovato una collocazione stabile tra i migliori archetipi, ma il semplice fatto che così tanti giocatori abbiano deciso di portarlo a un Regional di queste dimensioni indica che il suo potenziale competitivo viene preso molto più seriamente rispetto alle impressioni iniziali.

Le performance deludenti di Mel e Ambessa

Non tutte le nuove Legend hanno avuto lo stesso impatto.

Mel è stata giocata da appena 29 partecipanti e ha chiuso con una conversione al Day 2 di circa il 6%, con soltanto due copie capaci di avanzare. Un risultato particolarmente debole considerando le aspettative attorno alla Legend.

Il problema potrebbe essere strutturale. Una parte importante del meta attuale non vuole necessariamente mantenere unità sui Battlefield per molti turni. Token e strategie aggressive sono perfettamente disposti a conquistare un punto e sacrificare immediatamente il corpo che lo ha ottenuto. In quelle situazioni, la capacità di Mel di manipolare la forza delle unità diventa meno incisiva rispetto alla flessibilità offerta da Diana.

Non sorprende quindi che Diana abbia mantenuto una rappresentazione superiore nonostante appartenga all’espansione precedente. Anche Ambessa ha convertito male verso il Day 2. È un altro caso interessante perché la sua abilità appare molto efficace sulla carta e aveva mostrato ottime sensazioni nel limited, ma il constructed richiede un livello di efficienza completamente differente. Barcellona suggerisce che, almeno nelle prime build, quella potenza teorica non sia ancora sufficiente.

Il caso Lux: un potenziale da monitorare

Tra i dati meno visibili del torneo ce n’è uno che vale la pena tenere sotto controllo: Lux ha portato cinque dei suoi diciotto giocatori al Day 2, per una conversione del 29,4%.

Diciotto partecipanti sono troppo pochi per confrontare direttamente il dato con archetipi giocati da centinaia di persone. È però proprio la dimensione ridotta del gruppo a renderlo interessante: è plausibile che chi ha scelto Lux conoscesse molto bene la build, e il risultato dimostra che in mano a specialisti il mazzo continua ad avere un risultato competitivo rilevante.

In direzione opposta va invece Pyke, che non è riuscito a portare nessun giocatore al Day 2 nonostante una presenza nell’ordine delle decine. Dopo i segnali positivi arrivati nei Regional precedenti, Barcellona è un brusco passo indietro. Una possibile spiegazione sta nel posizionamento di Falling Star, carta centrale in alcune configurazioni del mazzo ma meno efficace contro una parte importante delle strategie che stanno definendo Vendetta.

Conclusioni: il futuro del meta di Vendetta

Il primo grande messaggio di Barcellona è che Kennen è il top tier. Il 13% del field, l’elevata presenza al Day 2, più copie nella parte alta e il secondo posto di Koko Lopez sono troppi segnali contemporaneamente per ridurre tutto all’entusiasmo del primo torneo.

Il secondo è che Master Yi e Rengar non hanno perso il proprio posto. Le nuove strategie possono costruire turni più esplosivi, ma l’efficienza continua a essere un’arma perfettamente valida. Punch First, Thrill of the Hunt, Rampage e le unità capaci di mettere pressione immediata sui Battlefield continuano a punire chi dedica troppo tempo a preparare il proprio motore.

Il terzo, e probabilmente il più interessante, arriva dal vincitore. Ornn dimostra che Vendetta è ancora lontana dall’essere stata sviscerata completamente. Patch Porobot, Pit Crew, Sprite Fountain e un pacchetto di Gear costruito per sostenere una partita aggressiva hanno trasformato una Legend poco considerata in quella capace di vincere il Regional.

Ed è forse questo il dato che conta più di tutti dopo Barcellona. Il formato ha già individuato un nuovo riferimento in Kennen, ma il mazzo che ha alzato il trofeo è quello che quasi nessuno stava cercando di battere.

Il prossimo passaggio sarà capire quanto velocemente il meta riuscirà ad adattarsi. Se Ornn continuerà a funzionare anche quando gli avversari sapranno esattamente cosa aspettarsi, Barcellona avrà scoperto un nuovo archetipo di primo piano. Se Kennen manterrà numeri e conversioni simili anche nei Regional successivi, invece, Vendetta potrebbe aver già trovato il suo primo vero mazzo da battere.

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