Prinny Party: Going Overboard! la recensione, un gioco da tavolo nel mondo di Disgaea
Ecco la nostra recensione di Prinny Party: Going Overboard!, il gioco da tavolo con protagonisti le famose mascotte della serie di Disgaea. Ma come si comporta il gioco?
Tutte le info le trovi su questa pagina.
Il mondo di Disgaea è composto da una serie di elementi che hanno reso nel tempo la serie riconoscibile e apprezzata nel mondo dei JRPG: tra questi elementi, nemmeno troppo velatamente, troviamo sicuramente la mascotte della serie: i Prinny. I famosi pinguini armati di spade sono già i protagonisti di una mini-serie di spin-off su piattaforme, composta da ben due capitoli molto apprezzati nel fandom, ma non solo…
Cavalcando l’onda della popolarità della mascotte, il team di Nippon Ichi ha messo su un nuovo progetto che vede i Prinny, e in generale la parte più “giocosa” dell’universo della serie, decisamente al centro. Nasce così, sulla falsariga di quanto abbiamo visto anche per altre serie molto lontane dal genere (pensiamo, per esempio, a Demon Slayer) un nuovo party game a tema. Il titolo avrà saputo distinguersi dalle masse, regalando qualcosa di più di un giro di dadi e qualche bella skin? Ecco la nostra recensione di Prinny Party: Going Overboard! nella sua versione PS5.
Pinguini che provano a farsi rispettare
Impersonare un tenero e sbadato Prinny è il modo migliore per approcciarsi all’esperienza, sotto tutti i punti di vista. Il gioco si presenta senza troppi fronzoli e accompagna il giocatore all’interno della partita in maniera molto immediata. Si tratta a tutti gli effetti di un titolo in stile Mario Party, ma senza minigiochi: al loro posto troviamo una componente JRPG non particolarmente sviluppata.
Le partite possono ospitare fino a quattro giocatori, ciascuno dei quali può scegliere un personaggio dotato di caratteristiche diverse al lancio del dado. Ogni personaggio presenta inoltre una serie di skin, che permettono ai giocatori che utilizzano lo stesso personaggio di distinguersi tra loro. Ogni partita può durare circa due ore e può essere affrontata anche in solitaria, oppure con due o tre giocatori. Non è quindi necessario avere tre amici con cui giocare o ricorrere a tre avversari controllati dalla CPU per godere dell’esperienza. È doveroso sottolineare, però, come una partita da soli duri ben poco, date le caratteristiche del gioco: a meno che non si abbia particolare fortuna, si è infatti destinati a morire in pochissimi turni.
All’interno di ogni casella, infatti, pochi bonus e tante insidie sono celati dietro l’angolo. Tra nemici, malus alle statistiche e attacchi a sorpresa, sopravvivere sul tabellone è tutt’altro che semplice. Una difficoltà che, ahimè, non si rivela come un elemento capace di creare una sfida, ma come una fonte di frustrazione che rappresenta forse il principale difetto del gioco stesso.
Tante regole, poco chiare
Il gioco, di per sé, è strutturato in turni, durante i quali possiamo muoverci, usare oggetti, fare acquisti sulle caselle apposite. A questi elementi classici del genere vanno poi aggiunte delle features che non vengono mai veramente spiegate: lo spostamento di oggetti e nemici (lanciati letteralmente da una casella all’altra) e i combattimenti risultano abbastanza mal inseriti nel contesto di gioco e mai veramente spiegati con chiarezza dal titolo stesso.
Questo non significa che sostituire i classici minigiochi alla Mario Party con un sistema JRPG, con statistiche e danni, sia un’idea totalmente da bocciare: semplicemente, per come è impostato il titolo, comprendere appieno il funzionamento di queste meccaniche richiede tantissimi tentativi “a vuoto” dove si cercano approcci e strategie per vedere “cosa succederà” anziché avere fin chiaro dall’inizio la logica di quello che avviene in ogni fase del turno.
Il progetto si rivela così essere un insieme piuttosto confusionario di elementi che convivono sotto il segno dei Prinny… e basta.
Dal punto di vista dello stile artistico, grafico e sonoro, il concetto di base è altrettanto semplice: a reggere la candela sono la serie di appartenenza e i suoi personaggi. Il design di Disgaea è sostanzialmente unico e riconoscibile, colorato e funzionale: impossibile non funzioni, anche all’interno di un prodotto di questo tipo, e infatti va perfettamente così. Il problema, in fondo, è che non si tratta di un’esperienza che aggiunge qualcosa, ma banalizza. Dal punto di vista delle colonne sonore, in particolar modo, troviamo grande ripetitività e poche presenze effettivamente accattivanti.
Prinny Party: Going Overboard!
Prinny Party: Going Overboard! parte con buone intenzioni, ma si perde in una struttura che gli sta decisamente stretta: la confusione che si genera tra le varie meccaniche da vita ad un progetto abbozzato e poco gratificante, per il cui salvataggio non basta la direzione artistica dal design indistingubilmente accattivante. Un lavoro in un certo senso pigro, che probabilmente non apprezzeranno tutti.
5 / 5
Pro
- Disgaea non delude mai sul profilo del design
- Idea di base intrigante, ma...
Contro
- ...Con uno sviluppo discutibile
- Struttura di gioco eccessivamente frustrante e confusionaria
- Un progetto artisticamente piuttosto pigro

