Lanterns 1×03, la recensione: il passato di John Stewart tra luci e ombre

il terzo episodio mette da parte la trama principale per esplorare il passato e la formazione di John Stewart, rivelando le origini della sua rigidità e del suo rapporto con Hal

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Il terzo episodio di Lanterns cambia completamente prospettiva. Dopo aver costruito nei primi due capitoli il rapporto tra Hal Jordan e John Stewart, “OutKast” mette da parte quasi completamente la trama principale per raccontarci chi è davvero John e, soprattutto, perché è diventato l’uomo che abbiamo conosciuto finora.

Lanterns arriva al terzo episodio scegliendo di cambiare ritmo e di concentrarsi quasi completamente su John Stewart. Dopo aver utilizzato le prime due puntate per presentare i protagonisti, il loro rapporto e il mistero che dovrebbe accompagnare la stagione, “OutKast” mette momentaneamente da parte l’indagine per raccontare meglio il passato del giovane Lantern.

La scelta permette di approfondire un personaggio che finora era stato inevitabilmente messo in secondo piano rispetto a Hal Jordan, ma porta con sé anche qualche problema di ritmo. L’episodio è infatti più lento rispetto ai precedenti e, soprattutto nella parte centrale, dà la sensazione di interrompere il percorso che la serie aveva iniziato a costruire.

Le origini di John Stewart: tra traumi e aspettative familiari

Il cuore dell’episodio è il passato di John e il rapporto con la sua famiglia. La serie torna indietro nel tempo per mostrare le esperienze che hanno contribuito a formare il carattere del protagonista e, soprattutto, per spiegare il peso che la paura ha avuto nella sua crescita. Tutto parte dal padre di John, che non è riuscito a superare il test dell’anello proprio perché ha ammesso di avere paura. Questo episodio diventa quindi molto più importante di quanto possa sembrare inizialmente, perché la sua esperienza condiziona il modo in cui la famiglia Stewart decide di crescere John.

Da quel momento, il ragazzo viene sottoposto a una pressione costante affinché impari a controllare la paura e sia preparato a diventare una Lanterna Verde. L’addestramento militare e le aspettative della famiglia finiscono così per occupare una parte importante della sua vita, trasformando quella che dovrebbe essere una possibilità in qualcosa che sembra quasi un dovere. È attraverso questo percorso che la serie prova a spiegare il comportamento di John nel presente. La sua rigidità, la difficoltà a fidarsi degli altri e il bisogno di mantenere sempre il controllo non sono semplicemente caratteristiche utilizzate per differenziarlo da Hal, ma il risultato di un’educazione basata sulla necessità di essere sempre pronto e di non mostrare debolezze.

Il peso dell’eredità: una scelta o un destino imposto?

La parte più interessante dell’episodio riguarda proprio il modo in cui John è arrivato a essere quello che conosciamo. La serie non racconta soltanto come sia diventato un combattente o come abbia sviluppato le capacità necessarie per affrontare il lavoro di Lanterna verde, ma mette in discussione quanto le sue scelte siano realmente appartenute a lui. John è cresciuto con l’idea che avrebbe dovuto essere migliore del padre e dimostrare di essere abbastanza forte da superare il test che lui aveva fallito. Questo ha condizionato molte delle sue decisioni e permette di leggere sotto una luce diversa anche il rapporto che il personaggio ha con la propria famiglia.

Il problema è che questa pressione non sembra aver prodotto semplicemente un uomo più preparato. Ha contribuito anche a creare una persona che fatica a capire cosa voglia realmente fare quando non deve dimostrare qualcosa a qualcuno. È un aspetto che funziona perché rende John più comprensibile senza trasformarlo in un personaggio completamente diverso da quello presentato nelle prime puntate.

Al contrario, molte delle caratteristiche che avevamo già visto acquistano maggiore senso proprio grazie alle informazioni raccontate in questo episodio. John non è quindi soltanto il giovane apprendista che deve imparare da Hal, ma una persona che arriva a questo ruolo dopo aver passato gran parte della propria vita a prepararsi per essere giudicata.

L’addestramento e il contrasto con Hal Jordan

Questo approfondimento permette anche di capire meglio la differenza tra John e Hal. I due sono molto diversi, non soltanto per carattere o esperienza, ma anche il loro rapporto con l’anello nasce da percorsi completamente differenti. Hal è stato scelto dall’anello e sembra avere un rapporto molto più naturale con il ruolo di Lanterna. John, invece, arriva a quel momento dopo anni di preparazione, di addestramento e di aspettative. La sua esperienza è quindi molto più complicata, perché il significato di quell’anello per lui è legato a tutto quello che ha vissuto prima.

Questo rende più interessante anche il rapporto tra i due protagonisti. Nelle prime puntate poteva sembrare semplicemente una relazione tra un veterano e una nuova recluta con personalità molto diverse. Dopo “OutKast”, invece, diventa più facile capire perché John possa avere difficoltà ad accettare alcuni atteggiamenti di Hal e perché il suo modo di affrontare il ruolo sia così diverso. Hal rappresenta, almeno in parte, ciò che John ha passato la vita cercando di diventare. Questa differenza non viene utilizzata soltanto per creare conflitto tra i due, ma permette alla serie di costruire una dinamica più articolata.

Dinamiche tra mentore e recluta: una nuova chiave di lettura

Anche se l’episodio è principalmente dedicato a John, il rapporto con Hal beneficia indirettamente di questo approfondimento. La serie riesce a mostrare che il contrasto tra i due non nasce soltanto dalle loro personalità, ma anche dalle esperienze che li hanno portati a essere Lanterne.

John deve ancora trovare il proprio modo di vivere questo ruolo, mentre Hal sembra aver già accettato da tempo la propria posizione. Questa differenza permette di dare maggiore senso alla loro collaborazione e lascia aperta la possibilità che il rapporto tra i due diventi uno degli elementi più interessanti della stagione. È anche uno dei motivi per cui la scelta di dedicare un intero episodio a John ha una sua utilità. Separarlo temporaneamente da Hal permette infatti di capire meglio il personaggio e di rendere più comprensibili le dinamiche che si erano già viste tra i due.

Analisi del ritmo: quando l’approfondimento rallenta la trama

Il problema dell’episodio è però legato proprio alla sua struttura. “OutKast” dedica così tanto spazio al passato di John da mettere quasi completamente da parte la trama principale. Il mistero che aveva iniziato a prendere forma nei primi episodi rimane sullo sfondo e la componente investigativa procede molto meno rispetto a quanto visto in precedenza. Per una serie che aveva trovato un buon equilibrio tra la costruzione dei personaggi e lo sviluppo del caso centrale, questo rallentamento si percepisce abbastanza chiaramente.

Non è necessariamente un errore decidere di fermarsi per approfondire un protagonista, ma la puntata avrebbe probabilmente beneficiato di un maggiore equilibrio. Alcune delle informazioni sul passato di John avrebbero potuto essere distribuite nel corso della stagione, evitando che il terzo episodio assumesse quasi completamente la forma di una parentesi. Il risultato è una puntata meno immediata, soprattutto per chi era interessato a scoprire come sarebbe proseguita l’indagine iniziata nei primi due episodi.

Verdetto finale: un episodio necessario ma discontinuo

“OutKast” rimane comunque un episodio importante per Lanterns, perché permette di conoscere John Stewart molto meglio rispetto a quanto fosse possibile fare nei capitoli precedenti. La caratterizzazione del protagonista è probabilmente l’elemento più riuscito della puntata e contribuisce a rendere più interessante anche il suo rapporto con Hal. Allo stesso tempo, il ritmo più lento e il poco spazio dedicato alla trama principale fanno sì che l’episodio risulti meno efficace rispetto ai primi due. Il problema non è tanto ciò che viene raccontato, quanto il modo in cui viene distribuito all’interno della puntata.

La serie continua a dimostrare di voler utilizzare l’universo delle Lanterne Verdi per raccontare soprattutto i suoi personaggi, senza affidarsi soltanto alla componente supereroistica. È una direzione interessante e, nel caso di John Stewart, funziona abbastanza bene. In questo episodio, però, l’approfondimento prende quasi completamente il posto della storia che avevamo iniziato a seguire. “OutKast” è quindi una puntata utile per comprendere meglio John e per dare un nuovo significato al suo rapporto con Hal, ma anche il primo vero rallentamento della stagione. Dopo due episodi che avevano trovato un equilibrio convincente tra mistero e caratterizzazione, questo capitolo appare meno fluido e lascia la sensazione che la storia principale sia stata messa momentaneamente in pausa. Il risultato è positivo, ma meno convincente rispetto a quanto visto finora.

Lanterns 1x03

“OutKast” approfondisce finalmente il personaggio di John Stewart e permette di comprendere meglio il suo passato, le sue motivazioni e il rapporto con Hal Jordan. L’episodio funziona soprattutto sul piano della caratterizzazione, ma il ritmo più lento e il poco spazio lasciato alla trama principale lo rendono meno efficace rispetto ai primi due capitoli.

7.5 / 5

Pro
  • Approfondisce il passato di John Stewart
  • Rende più comprensibile il rapporto tra John e Hal
  • Offre nuovi elementi per comprendere le motivazioni di John
Contro
  • Il ritmo è più lento rispetto ai primi due episodi
  • La trama principale viene quasi completamente messa da parte
  • L'episodio risulta meno coinvolgente in alcuni passaggi
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