Steins;Gate Re:Boot la recensione, un imperfetto e necessario restauro

Un restauro grafico e sonoro totale, la nuova linea temporale Gamma, mancanza dell'italiano e altre cose che convincono a metà: ecco la recensione di Steins;Gate Re:Boot!

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Che stiate leggendo questa recensione per scoprire cos’è Steins;Gate o magari per sapere cosa si cela dietro questo inaspettato Re:Boot, con ogni probabilità questo articolo fa per voi. Chi conosce già la storia di Okabe Rintaro e del suo gruppo di ricercatori sa già quanto essa nasconda una qualità narrativa fatta di totale originalità, colpi di scena sempre inaspettati e personaggi mai scontati. Tuttavia, l’esistenza in sé del Re:Boot pare tirata fuori direttamente dallo stesso mondo fantascientifico in cui Mages ci aveva già introdotti nel 2009 e poi nel 2014 con l’anime dalle nostre parti.

Questa stessa storia, fatta di momenti di perversa ironia così come di inevitabili tragedie, è negli anni rimasta rigorosamente immutata. Dal primissimo Steins;Gate su Xbox 360 fino alla serie animata e il conseguente Steins;Gate Elite – che prendeva direttamente le scene dall’anime stesso – la storia di Okarin non ha mai necessitato di grandi correzioni o migliorie, motivo per cui ci chiediamo: si sentiva davvero il bisogno di un Re:Boot?

L’originale visual novel è oggi invecchiata male in termini di esperienza e soprattutto perché l’Elite aveva inevitabilmente perso il tocco artistico caratteristico che aveva contraddistinto i personaggi e gli ambienti della saga, oltre a rimuovere alcuni dialoghi ritenuti meno necessari ai fini della narrazione. Scelte che – inutile a dirsi – hanno causato scontento da parte degli appassionati.

Steins;Gate Re:Boot va a lavorare esattamente su questi aspetti, prendendo i dialoghi rivisitati di Elite e andando ad effettuare un vero e proprio lavoro di restaurazione e modernizzazione di tutto l’impianto visivo, dai personaggi alla UI, fino agli elementi di background e addirittura le espressioni facciali. Crediamo, tuttavia, che sia necessario fare un passo indietro per tutti coloro che di Steins;Gate hanno solo sentito parlare, magari online o da amici, oppure tra qualche stand nelle fiere del fumetto.

STEINS;GATE RE:BOOT

Ci troviamo nel quartiere di Akihabara a Tokyo, in una calda estate del 2010. Okabe Rintaro e Mayuri Shiina si ritrovano a una convention sul tema dei viaggi nel tempo quando, tra un evento e un altro, Okabe trova un cadavere. Fuggendo dall’edificio, scriverà al suo socio e amico Haru, scatenando un evento paranormale che imposterà le basi narrative dell’intera storia: Okabe Rintaro – o “Okarin” – e i suoi amici hanno appena creato una macchina che manda email indietro nel tempo, alterando così gli eventi del passato, presente e futuro.

Tuttavia, alterare le linee temporali non è di certo qualcosa da poco e ad un certo punto Okabe dovrà scontrarsi contro l’inesorabilità del destino, cercando di alterare l’universo per ritrovare il libero arbitrio e, di conseguenza, fare del bene per tutti. La narrazione è così una costante montagna russa di emozioni, che vanno dal demenziale fino al drammatico, toccando momenti di assoluta tragedia. Il racconto dal punto di vista di Okabe non fa che rinforzare l’impatto emotivo e l’immedesimazione nelle sue parole e nei suoi pensieri.

Era necessario un Re:Boot?

A dare contesto all’impianto narrativo ci sono ovviamente le silhouette dei personaggi sempre in primo piano sullo schermo, stavolta protagonisti di un grande cambiamento. Lo sviluppatore Mages è tornato a lavorare insieme ad Huke – il Character Designer dietro opere come Black Rock Shooter – con l’obiettivo di ricreare da zero tutti gli elementi grafici che avevano contraddistinto l’originale Steins;Gate. Huke è infatti la mano dietro la direzione artistica della visual novel del 2009, e nessuno meglio di lui avrebbe potuto dare nuova linfa ai personaggi e agli ambienti che hanno dato più valore alla serie.

Tutti i disegni subiscono così un enorme miglioramento in termini di qualità, con elementi e accessori decisamente più definiti rispetto a prima. Ciò che ci ha fatto davvero felici è che, finalmente in assenza delle scene dell’anime presenti in Elite e grazie alla presenza del tocco di Huke, stavolta abbiamo davvero avuto la sensazione di star giocando a Steins;Gate. Peccato che non si possa dire per gli elementi di sfondo, che sebbene possano vantare di una sorprendente cura nei dettagli, mostrano fin troppo spesso una grossa differenza in termini di tratti e lineamenti, specialmente dei personaggi.

STEINS;GATE RE:BOOT

La più interessante delle novità è però il sistema “e-mote”, che ha permesso a Mages di animare i volti e i corpi di tutti i personaggi della storia, andando a donare loro movimenti con grande espressività e carattere come mai si era visto prima in Steins;Gate. Vedere occhi e bocca muoversi, così come i corpi di coloro che appaiono a schermo, dona senza dubbio un tocco di unicità all’esperienza. Non si tratta di un dettaglio che va a rivoluzionare completamente il gioco, sia ben chiaro, ma il totale e complesso rifacimento grafico rende Steins;Gate Re:Boot uno dei migliori modi per riscoprire questa visual novel.

Ad aggiungersi alla lista dei potenziamenti che – su carta – dovrebbero definire il termine di “Re:Boot” piuttosto che di “Remake” c’è anche la colonna sonora ricomposta da Takeshi Abo, che già in precedenza aveva lavorato sul franchise creando il tema principale “Gate of Steiner” e molti altri brani. Nulla di particolarmente incredibile su questo fronte, probabilmente perché le differenze rispetto alla versione originale non sono poi così tante, ma siamo felici di vedere che Mages e Spike Chunsoft abbiano riposto così cura in questa riedizione della visual novel.

Tante nuove opzioni per tutti i giocatori

Per motivi legati prettamente al genere, non possiamo aspettarci il massimo dell’interattività, è vero, ma Steins;Gate Re:Boot presenta una serie di comodissime opzioni cui si può accedere in qualsiasi momento: non mancano chiaramente il caricamento e salvataggio rapido, così come la possibilità di rileggere e ascoltare dialoghi passati.

Nella lista delle introduzioni che migliorano l’esperienza complessiva andando ad offrire al giocatore più informazioni ci sono anche l’observer, che permette di vedere le linee temporali della storia, e la lista dei tip, ovvero definizioni più approfondite di termini espressi durante i dialoghi che potrebbero non essere chiari ad alcuni. Potrebbe sembrarvi una cosa da poco, ma ci siamo ritrovati spesso a navigare in tutti questi menu per capire meglio cosa sta succedendo nella storia o anche solo per ricordare cosa è successo tra una partita e un’altra.

STEINS;GATE RE:BOOT

Entrando più nel merito dell’interattività, tuttavia, ci sono un paio di appunti che dobbiamo fare. Il primo è che nonostante su PC la visual novel sia giocabile sia con il controller che con mouse e tastiera, i controlli restano tra i peggiori che abbiamo provato finora. Compiere azioni come l’attivare l’autoplay o lo skip, o anche soltanto fare un salvataggio rapido, è a volte tremendamente difficile. La colpa va trovata sicuramente nella UI dello schermo, che presenta i pulsanti principali di interazione ma senza mai indicare quale pulsante bisogna premere per compiere quell’azione.

Un errore banale, peggiorato dal fatto che quando si gioca da PC non è scritto da nessuna parte quale pulsante della tastiera fa aprire l’observer piuttosto che attivare lo skip dei testi. Abbiamo scoperto che questa svista potrebbe far saltare involontariamente moltissime linee di dialogo, un problema non da poco se non si è giocatori che salvano spesso: “Chissà qual era il pulsante per il salvataggio rapido”; “ma questo non era quello del caricamento? E se lo premo e poi sbaglio?”.

Ancora nessuna traduzione in italiano

A rendere ancora più gravi gli errori in termini di accessibilità e user experience c’è un menu delle opzioni a dir poco imbarazzante. Quasi ogni voce richiede tempo o, ancor peggio, delle prove per poter essere compresa e in più non è mai chiaro come muoversi tra una scheda delle opzioni ed un’altra se non tramite il clic del mouse. Potreste trovarvi a fare avanti e indietro nelle opzioni soltanto per capire se l’impostazione che cercavate sia stata applicata, talvolta rischiando di uscire dal gioco perché per farlo basta premere il pulsante Esc e confermare per sbaglio.

Tuttavia, il più grande difetto di Steins;Gate Re:Boot è lo stesso che avevamo identificato quando abbiamo giocato ad Elite e così come il capitolo originale: manca completamente la lingua italiana. Sia ben chiaro che per noi non è quasi mai un grande problema in quanto non fatichiamo a leggere e interpretare la lingua inglese, ovvio, ma in un videogioco il cui impianto narrativo è il suo più grande punto di forza non può assolutamente mancare una traduzione nelle principali lingue in cui sarà giocato.

Ciò che davvero non capiamo è la difficoltà nell’effettuare questa traduzione perché sì, capiamo che i costi non siano affatto indifferenti, ma Steins;Gate Re:Boot sta per ricevere non solo una pubblicazione su Steam questo 20 agosto ma anche delle edizioni fisiche in arrivo su tutte le piattaforme. Questo significa che Spike Chunsoft crede molto in questo genere di produzione, ma a maggior ragione non capiamo perché si ostini a non tradurre Steins;Gate in più lingue e creare quindi un pacchetto che possa davvero dire di essere quello definitivo.

Vi diremo di più: con Re:Boot, Mages ha introdotto gli eventi della linea temporale Gamma (parte del Gamma Attractor Field, per i fan) che non è mai uscita all’esterno del Giappone in quanto parte di un Drama CD. Si tratta infatti di una storia alternativa che vede Okabe Rintaro all’interno di una world-line dove lui non ha mai conosciuto Mayuri e non è mai stata creata alcuna macchina del tempo, quindi un’occasione più che ghiotta per gli amanti della serie che prima d’ora dovevano accontentarsi di riassunti o traduzioni amatoriali online.

Un vero restauro o un buco nell’acqua?

Steins;Gate Re:Boot è quindi sì un “riavvio” della serie a tutti gli effetti, ma con una serie di grandi punti a favore e altrettanto importanti punti a sfavore. Da una parte abbiamo un rifacimento totale di tutto l’impianto grafico e sonoro, così come della UI e delle animazioni. Da un’altra parte le migliorie effettuate all’impianto narrativo, prese direttamente da Elite, non sono di certo apprezzate da tutti e potrebbero rappresentare un limite invalicabile per molti.

Restiamo dell’idea che questo genere di titoli vada tradotto in italiano, soprattutto quando una traduzione dell’anime esiste già e da più di 10 anni. Crediamo sia immotivata questa forma di rifiuto del lavoro di localizzazione in italiano, così come fatichiamo a capire come il team di Mages abbia scivolato così tanto sui controlli che purtroppo non sono mai facili da comprendere. In ogni caso, chi vuole avvicinarsi all’opera troverà in Steins;Gate Re:Boot un buon modo per cominciare a scoprire le vicende di Okabe Rintaro e il suo team, se disposto a soprassedere alla barriera linguistica.

STEINS;GATE RE:BOOT

Steins;Gate Re:Boot è un restauro tanto ambizioso quanto contraddittorio. Da un lato, il rifacimento grafico e sonoro – affidato nuovamente a Huke e Takeshi Abo – restituisce nuova vita a una delle visual novel più amate di sempre, arricchita da contenuti inediti come la linea temporale Gamma. Dall’altro, un’interfaccia poco intuitiva e un menu delle opzioni confusionario rendono l’esperienza più faticosa del dovuto, mentre l’assenza della lingua italiana resta un’assenza difficile da giustificare per un titolo così fortemente narrativo. Chi vuole scoprire per la prima volta la storia di Okabe Rintaro troverà comunque nella versione Re:Boot uno dei modi migliori per farlo, a patto di accettare qualche compromesso lungo la strada.

7.8 / 5

Pro
  • Comparto grafico e sonoro rinnovato
  • Linea temporale Gamma inedita
  • Nuove funzioni come observer e tips
Contro
  • Controlli poco chiari e macchinosi
  • Nessuna localizzazione in italiano
  • Menu opzioni confusionario
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