Spider-Man: Brand New Day la recensione, la maturità di Peter Parker e le basi per il nuovo MCU

Marvel ci porta di nuovo nel ragno verso con Spider-Man: Brand New Day, un'avventura dove scopriremo le conseguenze del diventare da ragazzo, uomo... ragno! Ecco la recensione

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Negli ultimi anni abbiamo visto il cinecomic trasformarsi da gallina dalle uova d’oro a genere costretto continuamente a dimostrare di essere ancora vivo. La colpa, però, non è dei mantelli, delle maschere o delle persone che volano: il pubblico non si è improvvisamente stancato dei supereroi. Si è stancato, semmai, di “film che sembrano trailer molto lunghi di altri film”. Spider-Man: Brand New Day fa una cosa che dovrebbe essere ovvia, ma che nel Marvel Cinematic Universe di oggi assume quasi i contorni della rivoluzione: racconta Peter Parker. Non il prossimo Avengers, non il Multiverso numero 47, non il personaggio che dovrà avere una serie su Disney+ fra diciotto mesi. Peter Parker.

Destin Daniel Cretton prende in mano il personaggio interpretato da Tom Holland e costruisce attorno a lui una storia molto più malinconica rispetto alle precedenti avventure dell’Uomo Ragno, senza però rinunciare a combattimenti, villain, comparsate e tutto il carrozzone che ci si aspetta da una produzione Marvel. Scopriamo come in questa recensione senza spoiler.

Spider-Man, eroe della città

No Way Home aveva lasciato Peter nella situazione peggiore possibile. Il mondo intero ha dimenticato la sua esistenza, MJ non ricorda di averlo amato e Ned non sa di essere stato il suo migliore amico. Brand New Day non cancella tutto con una battuta o con l’ennesimo espediente magico. Peter paga davvero il prezzo della scelta compiuta. Lo ritroviamo solo, quasi completamente divorato dalla sua identità di Spider-Man. Vive in un appartamento tutt’altro che lussuoso, aggiusta da sé costume e lancia-ragnatele e trascorre le giornate pattugliando New York come se fermarsi significasse concedersi il tempo necessario per pensare. E pensare, per Peter, è diventato pericoloso.

Continua infatti a seguire a distanza le vite di MJ e Ned, osservandoli attraverso i social mentre entrambi procedono lungo una strada nella quale lui non ha più alcun posto. Sono passati anni, loro sono andati avanti e Peter è rimasto in una specie di limbo emotivo. Una delle scene più efficaci arriva quando finalmente prova a rimettere piede nel mondo delle persone normali e vede MJ insieme a un altro ragazzo. Niente invasioni aliene, niente città che crollano, niente portali dimensionali. Gli basta un bacio visto da lontano. Ed è probabilmente uno dei colpi più violenti ricevuti da Peter Parker negli ultimi film.

Peter o Spidey?

Peter comincia a manifestare una serie di cambiamenti fisici difficili da controllare. I sensi diventano ancora più estremi, la rabbia cresce e durante gli scontri emerge una versione dell’Uomo Ragno decisamente meno accomodante rispetto a quella alla quale siamo abituati. Arrivano persino le ragnatele organiche, chiaro richiamo allo Spider-Man cinematografico di Tobey Maguire (che viene anche citato da Peter ndr.). Sarebbe stato facilissimo trasformare tutto in una nuova abilità spettacolare da utilizzare durante il combattimento finale. Brand New Day sceglie invece di trattare questa evoluzione come una malattia, almeno dal punto di vista di Peter. Lui non vuole diventare qualcosa di diverso. Vuole controllarsi, spegnere quella parte di sé e tornare a essere ciò che conosce.

In questo scenario Bruce Banner assume un significato molto più interessante del semplice cameo. Banner è probabilmente l’unico personaggio del MCU capace di comprendere davvero cosa significhi avere paura del proprio corpo e di ciò che potrebbe diventare. Il parallelismo funziona, con Peter deve capire che crescere significa anche accettare aspetti di sé che non aveva previsto. Non tutto quello che cambia deve necessariamente essere corretto.

Vecchi amici, nuovo Parker

Se la parte supereroistica funziona, quella sentimentale rappresenta probabilmente il vero cuore di Brand New Day. Peter continua ad amare MJ, ma il problema è che per MJ quella storia non è mai esistita. Quando la ragazza scopre la verità sulla loro precedente relazione, il film si trova davanti alla possibilità di percorrere la strada più comoda possibile. Bastava una scena commovente, qualche ricordo recuperato e il gioco era fatto. Fortunatamente non succede.

Questa MJ non ha vissuto niente di ciò che Peter ricorda. Non ha combattuto accanto a lui, non si è innamorata di lui, non ha condiviso paure, viaggi o tragedie. Peter sta parlando di una storia d’amore della quale lei conosce soltanto il riassunto. Tom Holland vende magnificamente il momento, passando dalla speranza alla consapevolezza senza bisogno di grandi discorsi. Ed è proprio in sequenze come questa che si capisce perché, dopo tanti anni, riesca ancora a rendere credibile Peter Parker. La maschera può portarla chiunque. Quella faccia da ragazzo che ha appena capito di non poter riavere indietro la propria vita è molto più difficile da interpretare.

Peccato che la stessa attenzione non venga utilizzata con Ned. Il film stabilisce chiaramente che i rapporti perduti non possono semplicemente tornare. Peter deve costruire qualcosa di nuovo con MJ perché ciò che esisteva prima è stato cancellato. Poi, improvvisamente, un gesto condiviso con Ned sembra far riaffiorare il passato. La scena funziona emotivamente, ma molto meno logicamente. O esiste un meccanismo capace di far riaffiorare i ricordi oppure non esiste. Non si può utilizzare l’amnesia come elemento drammatico per due ore e poi concedere una deroga quando serve strappare un sorriso. È uno dei problemi principali della sceneggiatura, anche perché riguarda direttamente una delle premesse più importanti ereditate da No Way Home.

Rivoluzione o conservazione?

Spider-Man: Brand New Day non è la rivoluzione del cinecomic e nemmeno il film perfetto che salverà magicamente il Marvel Cinematic Universe. Ha troppe comparsate, qualche evidente forzatura narrativa (per esempio Peter Parker non ha un lavoro, non sappiamo come si mantiene e come paga il famoso affitto) e continua a soffrire di quella malattia tipicamente Marvel che obbliga ogni storia a guardare contemporaneamente al presente e ai prossimi cinque film. Ma ha anche qualcosa che vale molto di più: ha un protagonista, Un Peter Parker che soffre, sbaglia, cambia e deve accettare che crescere significhi anche perdere qualcosa lungo la strada. L’alchimia con il Punitore è perfetta, sebbene avevamo qualche dubbio all’inizio e un grande assente inizia ad essere Miles Morales, personaggio che avrebbe fatto bene a questo Peter Parker.

Ottimo

Spider-Man: Brand New Day

Spider-Man: Brand New Day riporta finalmente Peter Parker al centro del racconto, mettendo da parte almeno in parte il rumore del MCU. Tom Holland interpreta un protagonista più solo, maturo e segnato dalle conseguenze di No Way Home. La nuova evoluzione dei suoi poteri diventa una metafora efficace della difficoltà di accettare il cambiamento. L’ingresso dei nuovi personaggi funziona bene perché non è un semplice cameo, ma si lega direttamente al percorso emotivo di Peter. Anche il rapporto con MJ viene gestito con coraggio, evitando soluzioni facili e regalando alcuni dei momenti migliori del film. Destin Daniel Cretton trova un buon equilibrio tra azione, spettacolo e dimensione personale. Non tutto però funziona: il comportamento di Ned crea qualche incoerenza e alcuni passaggi risultano narrativamente forzati. Il film soffre inoltre dell’ennesimo sovraccarico di personaggi e collegamenti pensati per preparare il futuro del Marvel Cinematic Universe. Quando però Brand New Day si concentra semplicemente su Peter Parker, ritrova tutta la forza che ha reso Spider-Man un personaggio unico. Un cinecomic solido, emotivo e finalmente capace di ricordare che una buona storia

8 / 5

Pro
  • Finalmente un film su Spider-Man e non Spider-Boy
  • Fotografia eccezionale, buono anche il ritmo
  • Combattimento finale da brivido
Contro
  • Nemico non nemico... potevano fare meglio
  • Spidey non sente i colpi di Hulk ma soccombe contro 4 ninja?
  • Non abbiamo idea di che lavoro faccia Parker...
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