The Mound: Omen of Cthulhu la recensione, l’oscuro mondo di Lovecraft in veste cooperativa e avventurosa

The Mound: Omen of Cthulhu è un survival horror cooperativo in prima persona ambientato in un'isola misteriosa piena di insidie e antiche entità sopite. Ecco la nostra recensione!

Acquistando tramite i link sul nostro sito, potremmo guadagnare delle commissioni.
Tutte le info le trovi su questa pagina.

I videogiochi che attingono a piene mani dalle opere dark e angosciose di Howard Philip Lovecraft sono innumerevoli, e chi apprezza le atmosfere che lo scrittore di Providence creava non potrà lasciarsi scappare The Mound: Omen of Cthulhu, un cooperativo giocabile anche in single player sviluppato da ACE Team e distribuito da Nacon.

Questo survival horror in prima persona vi catapulta nel pieno in una serie di spedizioni in un’isola misteriosa, il cui obiettivo è quello di racimolare tesori, esplorando ogni anfratto e sfidando i poteri antichi che dimorano li da secoli. Uscito per tutte le piattaforme, si può giocare in solo, seppur con qualche difficoltà, e in cooperativo, in cui vi darà più soddisfazioni. Qui di seguito trovate la nostra recensione dopo averlo provato per voi su Xbox Series X, buona lettura!

La missione principale

The Mound: Omen of Cthulhu è un gioco in prima persona con ambienti labirintici e procedurali in cui, dopo aver firmato un contratto con il capitano della nave in cui vi siete imbarcati, dovete cercare dei tesori per raggiungere un quantitativo di oro da recuperare e depositare in un carretto. Una volta raggiunta la quota necessaria per portare a termine il contratto, il vostro compito sarà quello di scortare il carretto sulla nave per farlo giungere sano e salvo, per poi procedere con i contratti successivi.

Si ha la possibilità di scegliere inizialmente tra quattro personaggi, che non hanno però particolari capacità che possono influenzare la scelta di uno rispetto ad un altro: si sceglie quindi il personaggio che ci piace di più esteticamente in maniera del tutto personale. Successivamente se ne sbloccheranno degli altri, ma come precedentemente detto non avranno in ugual modo abilità particolari.

the mound omen of cthulhu

L’avanzamento di livello si limita a migliorie del singolo giocatore, come nell’ampliamento dell’inventario o nell’incremento dell’salute, validi indistintamente per qualsiasi personaggio si scelga. L’inventario ha pochi spazi, che vanno ben gestiti con le armi di default che abbiamo sulla nave, mettendo in conto che l’inventario stesso va impiegato anche per la raccolta dei preziosi che vanno raccolti e caricati sul carretto, quindi bisogna scegliere con accuratezza quali e quanti armi portarsi: implicitamente questo significa magari avere meno risorse ma più slot liberi per raccogliere oggetti di valore durante l’esplorazione, ma contemporaneamente essere senza le giuste difese.

Si possono scegliere delle lame, più o meno leggere, ma anche le pistole, che però necessitano la polvere da sparo, quindi uno slot da considerarsi occupato solo per quella, e, se dovesse piovere, non poterla utilizzare in quanto la miccia non si accenderà.

the mound omen of cthulhu

L’isola degli orrori

The Mound non è un titolo preso a caso: è un racconto di Lovecraft, The Mound (il Tumulo) per l’appunto, pubblicato nel 1940, che fa solo da spunto a quella che è la trama del gioco vera e propria. Nelle profondità dell’isola vi è effettivamente un Tumulo, che non sarà per niente facile raggiungere, e vi sarà sempre più ovvio che non siete i primi a tentare la missione: diversi documenti e diari si possono trovare durante le esplorazioni, dando un’idea di quello che è il retroscena dell’isola e delle minacce che la abitano.

Infatti l’isola abbonda di insidie: oltre alla normale perdita di orientamento man mano che ci si immerge nel folto della foresta selvaggia che la ricopre, ci si imbatte in creature lovecraftiane più o meno temibili, ma che sicuramente torneranno a farvi visita nei vostri incubi peggiori. Alcuni saranno più semplici da affrontare, altri sarebbe meglio aggirarli ed evitare un confronto faccia a faccia, ma solo l’esperienza (e quindi la morte) ci darà le informazioni necessarie per portare a termine i nostri incarichi senza pericoli, o quasi.

the mound omen of cthulhu

Anche alcuni tesori che è possibile recuperare nelle zone più profonde, ma anche più pericolose, sono di pura ispirazione lovecraftiana: per cui, come alcuni fan di Lovecraft ben sapranno, sono essi stessi dei potenziali pericoli per i giocatori: possono far perdere piano piano ma inesorabilmente la sanità mentale e farvi vedere una realtà distorta, rischiando anche di volgere i vostri amici contro di voi, o di farveli vedere come mostri da cui difendersi.

L’isola offre quindi un ambiente estremamente ostile, che si può affrontare da soli ma mettendo in conto una certa difficoltà che può scoraggiare, o in un pool di giocatori fino ad un massimo di quattro, con cui spartirsi i compiti di ogni missione, sempre scegliendo tra i quattro disponibili di default: in quest’ultima modalità il gioco offre il suo massimo, facendo intendere quanto The Mound sia stato pensato più come cooperativo che single player.

Una mano lava l’altra

L’avventura in solo risulta fin troppo frustrante, considerando l’inventario limitato e i pochi punti di riferimento per orientarsi e tornare sui propri passi; in più si viene affiancati da un elemento giocante comandato dall’IA che non è molto utile e spesso ci rema contro. In cooperazione invece il gioco da il suo meglio, come abbiamo già detto, ma bisogna sempre fare i conti con l’inventario con slot limitati, considerando che per rianimare i compagni sono necessari dei sali di ammonio e come intuibile occupano degli slot, ma anche con le creature che si incontrano nell’ambiente di gioco e alcuni tesori che alterano la sanità mentale.

the mound omen of cthulhu

Una cosa interessante è la possibilità di fare delle uccisioni in stealth posizionandosi alle spalle dei nemici, evitando così degli scontri che possono risultare fatali, oppure la presenza di armi a distanza che fanno poco rumore, come archi o balestre, per colpire a distanza. Evitare di fare rumore è importante nel gioco, considerando che gli animali lo percepiscono esattamente quanto i nemici, e preferire un’arma silenziosa ed efficace come un arco piuttosto che una pistola o una carabina è sempre una opzione da valutare in più di una occasione.

Il comparto audio quindi è decisamente notevole e importante, considerando il grado di immersione che riesce a trasmettere assieme alla buona grafica e al rendering dell’isola, con la sua fauna e la sua flora, anche se il frame rate è un po’ instabile ed è presente ancora qualche piccolo bug grafico facilmente risolvibile. I comandi sono semplici e intuitivi, ed è anche presente il crossplay tra console e PC, il che non guasta e di questi tempi non è una cosa da dare per scontata.

The Mound: Omen of Cthulhu in sostanza è un bel gioco ma con ancora qualche angolo da smussare, ed è evidente come ACE Team abbia intrapreso un progetto forse troppo ambizioso per le loro possibilità e competenze, ma nel complesso il gioco è piacevole, sperando in aggiornamenti e miglioramenti futuri per renderlo più stabile e meno ripetitivo.

Sufficiente

The Mound: Omen of Cthulhu

The Mound: Omen of Cthulhu è un survival horror pensato principalmente per la cooperazione, che ha un ambiente di gioco fortemente ispirato alle opere di Lovecraft sia nelle atmosfere che nelle dinamiche di interazione con l’ambiente stesso, grazie a creature ostili e l’elemento della sanità mentale. Frame rate instabile e qualche bug grafico a parte, il game design non dispiace e fa la sua figura, con un comparto audio che aiuta perfettamente ad immergersi nel contesto di gioco. Nel complesso è piacevole e diverte, grazie anche al crossplay tra Console PC, anche se ci auguriamo che arrivino presto degli aggiornamenti per evitare la ripetitività delle missioni disponibili e stabilizzare il comparto grafico.

 

6.7 / 5

Pro
  • Bell'ambientazione e design delle creature
  • Atmosfera angosciante che diverte sia in solo, per i più coraggiosi, che in co-op
  • Sistema di gioco semplice ed intuitivo, pensato per buttarsi a capofitto nell'azione
  • Crossplay tra PC e Console
Contro
  • In solo l'esplorazione è molto più ostica, e a tratti diventa quasi scoraggiante
  • Ancora presenti alcuni bug di lieve entità da sistemare
  • Non vi è una vera e propria progressione del personaggio
  • Talvolta scade nella ripetitività delle missioni, anche questo aspetto sistemabile
0
Mostra commenti (0) Nascondi commenti (0)
0 0 voti
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti
Vecchi
Più recenti Le più votate
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x