Starfinder: Afterlight, il cRPG fantascientifico basato su Starfinder promette bene

Abbiamo provato la build di Starfinder: Afterlight, un ambizioso cRPG party-based in arrivo su PC che mescola fantascienza e fantasy con un sistema di combattimento tattico.

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Il mondo dei giochi di ruolo da tavolo ha sempre rappresentato una fucina inesauribile di idee per il medium videoludico. A volte, però, gli adattamenti rischiano di perdere qualcosa per strada, specialmente quando si tratta di universi ricchi e complessi come quello di Starfinder. Quest’ultimo, lo ricordiamo, è l’universo tabletop creato da Paizo che fonde elementi di fantascienza con il fantasy, un connubio che apre a scenari narrativi e di gameplay potenzialmente illimitati. Oggi ho avuto modo di mettere le mani su una build preliminare di Starfinder: Afterlight, il primo cRPG per PC basato sulle meccaniche di Starfinder 2e, e devo dire che le premesse sono decisamente interessanti.

La build in questione non è altro che una vertical slice, ovvero una porzione di gioco estremamente limitata ma rappresentativa di quelle che saranno le meccaniche e l’atmosfera del prodotto finale. La durata è di circa un’ora, sufficiente per avere un assaggio tangibile di ciò che gli sviluppatori intendono proporre. È importante sottolineare che questo è un cRPG single player party-based: questo significa che controllerete un gruppo di personaggi, ognuno con le proprie peculiarità, e che l’esperienza sarà focalizzata sulla progressione di storia e personaggi in solitaria.

Per questo motivo, è una gioia sapere che Starfinder: Afterlight è stato pensato anche per chi non ha mai messo piede nell’universo di Starfinder o Pathfinder. Il gioco, infatti, riesce a spiegare l’ambientazione e i concetti di base senza sommergere il giocatore di informazioni inutili. Di contro, però, è presente una sorta di glossario interno che permette di approfondire ulteriormente la lore e i termini più specifici, un’ottima scelta per i veterani e per chi vuole esplorare a fondo il mondo di gioco.

Un universo in bilico tra tecnologia e magia

L’universo di Starfinder è per sua natura un crogiuolo di generi: la fantascienza più spinta si intreccia con elementi tipici del fantasy più classico. Immaginate armi da fuoco futuristiche che sparano proiettili energetici, astronavi capaci di viaggiare tra le stelle, incontri con specie aliene bizzarre e minacce cosmiche di proporzioni inimmaginabili. Tutto questo convive pacificamente con la magia arcana, potenti incantesimi lanciati da stregoni spaziali, divinità antiche e razze che ricordano molto da vicino quelle del fantasy, come gli umanoidi rettiliani o insettoidi. Starfinder: Afterlight sembra voler abbracciare pienamente questa dualità, proponendo scenari e incontri che mettono in risalto questo mix unico. La demo ci ha dato un piccolo assaggio di questo, ma l’impressione è quella di un’ambientazione vasta e ricca di potenziale narrativo, pronta a stupire.

Uno degli aspetti che più caratterizzano un CRPG è senza dubbio la personalizzazione del personaggio. Sapere di poter creare un avatar che rispecchi appieno il proprio stile di gioco e la propria visione del mondo è un incentivo non da poco. Sebbene la build provata fosse limitata, è stato confermato che il gioco completo offrirà un editor del personaggio profondo e completo. Sarà possibile scegliere liberamente razza, classe, abilità e molto altro. Nella demo, tuttavia, siamo stati costretti a selezionare tra tre personaggi predefiniti: un umano Soldier, un vesk Envoy e uno shirren Operative. Ognuno di questi presenta punti di forza, debolezze, equipaggiamento e abilità specifiche. Per questo motivo, la scelta iniziale influenzerà non solo il combattimento, ma anche le opzioni di dialogo disponibili, dato che sembrano esserci percorsi narrativi che dipendono dal background scelto per il proprio protagonista.

Una narrativa che promette scelte e conseguenze

L’avventura inizia con una breve sequenza introduttiva in stile fumetto, un espediente narrativo che cattura subito l’attenzione e che prepara il terreno per la storia. Starfinder: Afterlight promette una narrazione ramificata, dove le scelte del giocatore avranno un peso reale sull’evolversi degli eventi. Già sul finale della demo, infatti, abbiamo potuto intravedere come alcune nostre decisioni potessero portare a conseguenze tangibili. Le opzioni di dialogo, inoltre, non si limitano alla semplice scelta tra “bene” o “malvagio”, ma spesso attingono alle abilità del personaggio (come l’uso di intimidazione o persuasione) o al suo background culturale. Il gioco completo dovrebbe includere ben sei compagni unici, ognuno con la propria personalità e storia, e nella demo abbiamo già incontrato almeno Preach e Sterling, due personaggi che sembrano promettere interazioni interessanti.

Il cuore di ogni CRPG è spesso il suo sistema di combattimento, e Starfinder: Afterlight non fa eccezione. Qui troviamo un approccio tattico e a turni, basato su un’economia di tre azioni per turno. Ogni attività che il personaggio compie, dall’attaccare al muoversi, fino all’utilizzare un oggetto, consuma un numero variabile di azioni (una, due o più). Questo sistema è stato giudicato intuitivo e facile da comprendere anche per chi non è avvezzo ai giochi di ruolo più complessi. Tuttavia, è innegabile che la build provata mostrasse un combattimento ancora piuttosto rudimentale e poco rifinito. Le animazioni, in particolare, sono apparse grezze e poco fluide, ma è un difetto comprensibile dato lo stato di sviluppo precoce del titolo. Nonostante questo, il voice acting è già a un livello sorprendentemente buono, con dialoghi dei personaggi e battute contestuali che aggiungono profondità all’esperienza. L’esplorazione è inoltre funzionale: è possibile raccogliere oggetti da vari elementi dello scenario, come casse, cadaveri e contenitori vari, alimentando la progressione del party.

Le promesse per il futuro

La versione completa di Starfinder: Afterlight si preannuncia ambiziosa. Gli sviluppatori parlano di una campagna principale da 40-60 ore, che offrirà un personaggio completamente personalizzabile, sei compagni con cui interagire, un sistema di combattimento tattico molto più articolato e una narrativa profondamente influenzata dalle scelte del giocatore. Saranno presenti inoltre diverse modalità di difficoltà per adattarsi a ogni tipo di giocatore e una maggiore varietà di abilità, oggetti e sistemi rispetto a quanto visto nella demo. Nonostante le evidenti magagne tecniche e la sua natura ancora grezza, Starfinder: Afterlight è un progetto che colpisce per il suo potenziale. Se gli sviluppatori riusciranno a mantenere le promesse, potremmo trovarci di fronte a uno dei CRPG fantascientifici più interessanti degli ultimi anni.

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