D-Topia la recensione, un’oasi di perfezione che nasconde le sue ombre

D-Topia è un'esperienza che mescola GDR e Puzzle Game in maniera delicata e irriverente, senza rinunciare a un pizzico di profondità strutturale: scoprilo nella recensione

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Annapurna ci sorprende ormai da diversi anni con prodotti caratterizzati da una profondità inedita che si sposa con uno stile grafico e una concezione artistica di una delicatezza che quasi si pone in parallelo con le tematiche che la casa di sviluppo è stata solita trattare negli ultimi tempi. Focalizzarci sulla struttura complessa dei giochi di Annapurna, in contrapposizione a uno stile grafico molto semplice e bello da vedere, è il fulcro della recensione di oggi. D-Topia è appena approdato sulle principali piattaforme e, nel suo piccolo, promette di regalare un’esperienza capace di rimanere in testa al giocatore. Scopriamo meglio questo viaggio in un’oasi di apparente perfezione con la recensione del gioco nella sua versione PlayStation 5.

Un’avventura che cela segreti agli angoli

L’esperienza di gioco si apre in maniera immediata e senza troppi fronzoli. Impersoniamo Shiro, un giovane che si ritrova nell’oasi di D-Topia, che possiamo definire uno spazio paradisiaco, come una bolla di civiltà che racchiude gli umani più meritevoli all’interno di una cittadella. Shiro è stato condotto presso D-Topia per svolgere il ruolo di aiutante e quindi essere di sostegno agli abitanti della comunità attraverso il completamento di obiettivi. Il titolo presenta, fin dai primi passaggi, diverse sfumature di significato che possono essere colte leggendo attentamente i dialoghi: si tratta di un’inquietudine ben celata che si sposa in maniera curiosamente bizzarra con l’ambientazione del gioco.

L’avventura è molto breve e semplice nel suo svolgimento, con il personaggio di Shiro che può interagire con l’ambiente circostante e stringere rapporti con i vari abitanti della cittadella. Il tutto è mosso da una serie di interaziono chiave che prevedono la presenza di scelte multiple mai pienamente sfruttate. Possiamo, di fatto, affermare che il gioco si divida in due fasi di gameplay.

Uno stile di gioco diviso in due

La nostra avventura all’interno di D-Topia si divide in due sezioni, come precedentemente annunciato. La prima riguarda l’esplorazione e l’elemento maggiormente di gioco di ruolo, con il personaggio che si muove e interagisce nel mondo attraverso le conversazioni con gli altri personaggi, il completamento di missioni, la raccolta di oggetti e l’osservazione di ulteriori oggetti che sono presenti nell’ambiente di gioco, come i negozi che permettono al giocatore di acquistare il cibo necessario per saziarlo nel corso delle giornate.

Dall’altra parte abbiamo invece delle sezioni di rompicapo, che sono sostanzialmente sezioni inserite nel contesto del gioco in maniera un po’ approssimativa. All’interno di questi rompicapi dovremo collegare dei punti presenti all’interno di una mappa in maniera molto rapida e semplice. Non si tratta certo dell’elemento più stimolante del gameplay del gioco, ma è uno di quelli su cui Annapurna ha voluto porre maggiore attenzione anche in fase di lancio e distribuzione del gioco sulle piattaforme.

Nel complesso, il gameplay si muove in maniera fluida tra le due sezioni in modo molto rilassato nella struttura: non si tratta di un gioco adrenalinico, né di un gioco che vuole porci davanti a sfide importanti, ma di un’avventura da assaporare assaggio dopo assaggio in maniera molto rilassata. Un elemento, questo, che si sposa molto bene con lo stile grafico che è stato adottato e che permette di generare quel twist curioso con la trama vera e propria.

Lo stile essenziale ma caratterizzante

Per quanto riguarda lo stile grafico di D-Topia, sul quale ci siamo concentrati in molte occasioni nel corso di questa recensione, risulta essenziale prendere mano con due termini che lo descrivono pienamente e in maniera praticamente completa: essenziale e rilassante. La scelta cromatica, le forme, le ombre, ogni elemento suggerisce tranquillità sia mentale sia visiva, creando uno spettacolo per gli amanti del semplice ed immediato.

Una semplicità minimalista che si trasmette anche alle colonne sonore e all’uso degli elementi sonori. Questi ultimi risultano poco stimolanti e meno impattanti dello stile grafico e artistico visivo, caratterizzando di fatto in negativo l’esperienza. Ad amplificare lo schema di imperfezione un uso delle animazioni decisamente tirchio e poco rifinito, con una struttura e dei movimenti che sembrano appartenere ad epoche di gioco lontane nel tempo.

Buono

D-Topia

D-Topia si propone con successo come un’esperienza per staccare la spina dalle sfide impegnative, ma senza far spegnere il cervello: il mondo di gioco è artisticamente soddisfacente alla vista e ricco di lore interna. Si tratta di un titolo che potrebbe stupire in positivo anche i giocatori che sono abituati a tutt’altro livello di sfida, ma senza strappare molto di più di un sorriso di compiacimento.

7.5 / 5

Pro
  • esperienza studiata per un mood definito
  • molto piacevole alla vista
  • si completa rapidamente e con piacere
Contro
  • animazioni e comparto sonoro poco ambiziose
  • si poteva osare un po' di più con alcune features
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