NBA The Run la recensione, giocare senza prendersi abbastanza sul serio

NBA The Run si propone come erede contemporaneo di NBA Street, per arrivare con immediatezza ad un ampio pubblico: missione compiuta? Lo sveliamo nella nostra recensione.

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L’NBA è finito con l’inaspettata e romantica vittoria dei NY Knicks dopo oltre 50 anni, ma il divertimento targato basket “all’americana” non va mai in vacanza, e si sposta quindi nei campetti dei bagni al mare estivi e, perché no, sulle console casalinghe. Il nuovo esperimento videoludico targato NBA risponde al nome di The Run e si propone come un’esperienza arcade immediata e divertente.

Mantenere il mood del miglior campionato cestistico del mondo senza svalutarsi non è un equilibrio facile da ricercare: il titolo di Play by Play Studios sarà riuscito nell’impresa? Scopriamolo nella nostra recensione del titolo, analizzato nella sua versione PS5.

Una battaglia a colpi di schiacciate

Il gioco si divide in 4 modalità, di cui due decisamente più importanti e sulle quali fa principalmente leva l’offerta ludica:

  • Modalità Knockout Squads: un 3v3 online con il giocatore che controlla solo uno dei tre personaggi nella propria squadra.
  • Modalità Knockout Solo: un 3v3 online con il giocatore che controlla la sua intera squadra, affiancato dalla CPU.
  • Tornei privati, per organizzare il match contro i propri amici.
  • Modalità allenamento.

Le modalità principali sono ovviamente quelle online, che si strutturano in dei semplici tornei ad eliminazione diretta di scontri “best of one” 3v3 fino a raggiungere la finale e la possibile vittoria, che fa sì che il torneo giunga a conclusione. Tutti i giocatori ottengono dei punti esperienza che permettono l’aumento di livello e danno la possibilità di sbloccare nuovi personaggi giocabili. A tal proposito, segnaliamo che non ci sono elementi che permettono a un giocatore di essere più forte dell’altro: manca, insomma, la componente di temutissimo pay-to-win, in quanto il pass a pagamento introduce solo elementi decorativi e non utili strettamente all’esperienza di gioco.

L’esperienza di gioco si focalizza sulle prime due modalità illustrate, con una struttura del matchmaking che appare solida. Menzione non favorevole il fatto che, purtroppo, il gameplay tende ad essere fin da subito molto ripetitivo e poco ispirato, con la capacità di annoiare il giocatore in poco tempo. Strutturato nella sua basica versione arcade, il basket riesce ad essere anche più semplice del previsto: non ci sono cambi, non ci sono posizionamenti non validi e ci sono accenni a dei “tiri speciali” che rendono il gameplay più irreale e vagamente giocoso, finendo solo, a nostro parere, per semplificarsi in maniera eccessiva.

NBA The Run

Uno stile grafico impattante

Un elemento del gioco che salta immediatamente all’occhio è certamente il suo stile grafico cartoon e caricaturale, che può facilmente ricordare il mondo dei graffiti e dell’arte di strada. Ciò si avverte sia sui menu di gioco, sia sulle ambientazioni (molto semplici, anche troppo) che, soprattutto, sui giocatori: stilosi, equipaggiati con abbigliamento street e accessori unici, rappresentano il cardine del progetto dal punto di vista artistico, essendo facilmente identificabili anche se presi da soli.

Gli elementi grafici caricaturali si sposano abbastanza bene con il tipo di mood che il titolo vuole trasmettere: giocoso, immediato, divertente e dall’anima profondamente street. Il tentativo è certamente apprezzabile, ma risulta a nostro parere mal condito da un comparto sonoro non capace di incrementare quelle sensazioni che si vanno a ricercare.

NBA the run

Per quanto concerne quelle caratteristiche che sono strettamente collegate alla struttura di PlayStation, il gameplay sfrutta appieno le caratteristiche del controller DualSense di PS5: feedback aptico e durezza dei grilletti che si adatta alla situazione di gioco in maniera vagamente percepibile.

La sezione dei trofei è stata ben gestita: bilanciata e ricca di elementi, consente al giocatore di approfondire le modalità online senza cadere nella trappola del “farming di ore di gioco” per raggiungere particolari obiettivi: a conti fatti, non è necessario tanto tempo per il Platino, ma una discreta e non equivocabile dose di bravura sul campo di gioco.

Mediocre

NBA The Run

NBA The Run offre un’esperienza fin troppo leggera al giocatore, risultando accomodante fino a essere definito scarno. Non manca certamente la volontà di dare vita a un progetto coinvolgente, ma il gameplay si risolve in una struttura fin da subito troppo semplice e ripetitiva per diventare particolarmente appetibile e coinvolgente. Il progetto promette un divertimento “street” e senza pensieri che si realizza sotto un punto di vista arcade che poteva essere maggiormente approfondito.

5.5 / 5

Pro
  • Roster ben gestito
  • Stile artistico curiosamente interessante
Contro
  • Gameplay noioso
  • Server gestiti non ottimamente
  • Ripetitivo in breve tempo
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