Onimusha: Way of the Sword, la demo su PS5 ci da un’assaggio del gioco
Abbiamo provato la demo di Onimusha: Way of the Sword, che ci ha portati in anteprima all'interno del nuovissimo atteso capitolo della serie di Capcom. Come si presenta il gioco?
Tutte le info le trovi su questa pagina.
Se avete qualche capello bianco, vi ricorderete sicuramente della saga di Onimusha uscita nel lontano 2001 su PS2 creata da mamma Capcom, che ebbe un successo clamoroso visto che ricalcava le atmosfere cupe dei Resident Evil, ma nel Giappone feudale tra templi, demoni e sangue a volontà. Vennero sviluppati dei seguiti e degli spinoff, poi scomparsi con l’uscita di PS3 e riproposti i primi due capitoli in versione rimasterizzata qualche anno fa su PS4 e Nintendo Switch, fino ad arrivare all’annuncio degli annunci, ovvero l’uscita di un nuovo Onimusha su console di attuale generazione e PC: Onimusha: Way of the Sword.
Cenni storici: chi era Musashi Miyamoto?
Chi ha giocato ai capitoli precedenti, tra cui il terzo ambientato in Francia con Jean Reno, saprà che i titoli hanno sempre avuto protagonisti differenti, da Samanosuke, a Jubei per poi passare infine a Soki con Dawn of Dreams uscito ormai nel lontano 2006 sempre su PS2. Ma epoca nuova, quindi anche protagonista nuovo, e chi meglio del carismatico Musashi Miyamoto? Nessuno assolutamente, e infatti egli è protagonista assoluto di questo nuovo capitolo che adesso andremo ad illustrarvi in quello che è stato il nostro hands on su PS5, grazie alla demo uscita sul Playstation Store esattamente dopo la fine dello State of Play di martedì sera.
Ma chi era Musashi Miyamoto? Si narra che fosse un militare, scrittore giapponese nonché abile spadaccino (tanto da fondare una scuola), e ha combattuto giovanissimo nella battaglia di Sekigahara e successivamente, molti anni dopo, contro Ganryu, per poi morire verso i quarant’anni di tumore allo stomaco. Questo capitolo, come i predecessori, ovviamente si fonda sul fatto che dovremo sconfiggere gli “Oni” attraverso l’ausilio del guanto in nostro possesso dedito alla raccolta delle anime rilasciate dai demoni che andremo ad affrontare durante la nostra avventura al fine di ristabilire la pace nel Giappone feudale.
Tali anime, come nei capitoli precedenti, serviranno per potenziare le armi in nostro possesso e armature che ancora non conosciamo, trattandosi solo di una demo. Passiamo però alla “ciccia”, dove abbiamo assaggiato il gameplay del ritorno di una delle saghe più amate di sempre nel panorama videoludico degli hack ‘n slash (di cui Onimusha e Devil May Cry, sempre di Capcom, sono assolutamente i principali capostipiti). Ci ha soddisfatti, per ora, questa nuova veste?
Dalla struttura classica all’open map
A parte la componente narrativa, la saga di Onimusha è sempre stata contraddistinta da un gameplay raffinato come solo Capcom ha saputo magistralmente fare negli anni. Come detto in precedenza, il nostro obiettivo è sconfiggere i demoni usando spade, katane e via discorrendo, ma soprattutto assorbendo le anime rilasciate da boss e nemici. Inoltre, tutti i giochi della saga sono sempre stati colmi di enigmi ambientali, ma anche oggetti da raccogliere e, data l’epoca nella quale sono usciti, non sono mai stati open world.
Notiamo invece che questo Onimusha: Way of the Sword è open map, dove infatti non solo possiamo vedere la mappa dell’ambientazione, ma anche dove siamo diretti che ci verrà indicato con un’apposita icona sullo schermo di gioco. Non sappiamo se ci saranno solo missioni principali o anche secondarie, ma la nostra speranza è che, a differenza dell’epoca, non si tratti solo di un corridoio a senso unico visto il potenziale delle console attuali, ma d’altra parte toccherà attendere settembre per scoprirlo quando uscirà il gioco completo.
Per quanto riguarda il fulcro del gioco, ovvero il gameplay pad alla mano (condito dalle lacrimucce data l’enorme distanza di anni), possiamo dirvi che per certi versi abbiamo avuto lo stesso feeling dell’epoca, catapultati in un Giappone feudale venticinque anni dopo l’Onimusha originale, laddove tutto ebbe origine tra scheletri, sangue, templi e chi più ne ha più ne metta. Quello che subito ci ha stupiti è l’impatto grafico del paesaggio e la cura con la quale tutto è stato riprodotto, in quella che è una foresta tra templi infestata dai demoni.
Nuovi controlli, vecchie sensazioni
Dato che questa prima ambientazione funge da tutorial del gioco, la prima cosa che abbiamo notato è la differenza dei tasti rispetto ai tempi storici. Il gioco infatti ancor prima di aver iniziato, a parte il livello di difficoltà se facile o normale, vi chiede se volete scegliere la configurazione di attacco o di difesa a seconda di come preferite i tasti. Il tasto X è dedicato alle interazioni con gli oggetti ed il paesaggio, il tasto cerchio alla schivata, il quadrato per l’attacco debole, il triangolo per l’attacco a due mani, L1 per la parata e L2 per assorbire le anime. Inoltre, se premete L2 insieme a R2 vi verrà indicato dove andare per proseguire nel livello.
Niente da dire sul tasto quadrato a parte lo stesso feeling di venticinque anni fa, mentre abbiamo trovato interessante il tasto cerchio, in quanto la schivata è diventata una schivata laterale a differenza di quella dell’epoca, che non era col tasto cerchio ma tramite la pressione del tasto R1 si poteva spostarsi in varie direzioni al fine di schivare i colpi nemici. Questo nei primi capitoli, mentre nel quarto, ovvero in Dawn of Dreams, venne poi introdotto il lock on che è presente anche in questo capitolo e che ovviamente non abbiamo potuto far a meno di apprezzare.
Un combat system più tecnico e impegnativo
A parte questo, combattere con la nostra fidata spada ci ha dato addirittura la stessa sensazione dello “Steel on bone” introdotto da Ninja Gaiden 3, dove era possibile uccidere più nemici di seguito in determinati frangenti, come analogamente avviene anche qua. A differenza del passato non potrete andare allo sbaraglio e combattere solo usando il tasto quadrato (tranne a difficoltà facile), in quanto i nemici potranno parare e deviare i vostri attacchi, e in caso di parata potrete rompergli la guardia usando un attacco a due mani col tasto triangolo, mentre per le deviazioni o parry dovrete usare il tasto L1 al momento giusto. La deviazione se fatta correttamente darà vita a delle anime di colore blu e giallo che se assorbite andranno a riempire una barra, che vi consentirà di fare un attacco speciale con una nuova arma col tasto R1 una volta che sarà sbloccato.
A proposito di non andare allo sbaraglio, possiamo garantirvi che nonostante la nostra sapienza e conoscenza dei vari hack n’ slash siamo periti diverse volte contro Ganryu, boss di fine demo, nonché acerrimo nemico del nostro Musashi Miyamoto anche nell’antichità nella vita reale, che ci ha attaccati come se non ci fosse un domani. Abbiamo dovuto imparare ogni suo attacco facendo deviazioni e schivate a non finire, esaurendo la sua barra di stamina. Una volta esaurita tale barra, la cosa interessante è che potrete decidere di danneggiare una delle parti del boss e a seconda di quella che deciderete di colpire, e potrà garantirvi svariati bonus tra cui l’ottenimento di molte anime.
Tecnicamente eccellente
Se dal lato del gameplay siamo rimasti entusiasti, possiamo dire lo stesso anche dal lato tecnico, dato che il gioco a seconda se scegliamo la modalità performance o la qualità grafica, ci fa scegliere il blocco di frame sotto al quale non scendere mai. Effettivamente giocando con framerate bloccato a sessanta fotogrammi non abbiamo mai notato alcun calo e possiamo dire che l’azione è rimasta sempre frenetica ed incalzante da parte dei nemici presenti su schermo. Oltre questo, i modelli dei nemici risultano ben fatti, come anche quello del protagonista Musashi Miyamoto o del suo acerrimo nemico Ganryu. Anche il loro doppiaggio e le battute sono azzeccate rispetto al contesto. Non abbiamo notato invece musiche epiche a differenza dei precedenti capitoli della serie, che tutt’oggi ascoltiamo ogni tanto nonostante siano passati oltre vent’anni, ma siamo sicuri che non mancheranno nel gioco completo.
Aspettative
Inutile dire che se le nostre aspettative erano alte quando fu annunciato, adesso pad alla mano, le nostre attese sembrano essere state ripagate talmente tanto che confidiamo assolutamente che sarà un ottimo gioco quando uscirà completo a settembre. Per i neofiti della serie sicuramente lo consigliamo in quanto slegato a livello di trama dagli altri capitoli della saga con un gameplay parecchio rinnovato e veramente coinvolgente oltre che moderno. Che dire, siamo impazienti di tornare nei panni di Musashi Miyamoto per proseguire quella che sembra un’avventura senza precedenti. Se non sapete come ingannare l’attesa vi consigliamo di sottoscrivere l’abbonamento PS Plus Premium col quale ad agosto potrete ottenere Onimusha 4: Dawn of Dreams, uscito nell’ormai lontano 2006 su PS2. Vi ricordiamo che la data d’uscita è fissata per il 25 settembre 2026.


