Prelude: Dark Pain è un RPG tattico che sogna in grande, come si comporta nella demo?
Abbiamo provato in anteprima la demo del tactical RPG dark fantasy di Quickfire Games: un progetto che guarda ai grandi classici del genere e mostra già ottime potenzialità.
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Nato da una campagna Kickstarter capace di raggiungere il proprio obiettivo di finanziamento in appena 12 ore, raccogliendo rapidamente il sostegno di centinaia di appassionati di RPG tattici, Prelude: Dark Pain è riuscito fin da subito ad attirare l’attenzione degli amanti del genere. Il progetto ha poi continuato a crescere fino a superare ampiamente il traguardo iniziale, confermando l’interesse del pubblico verso questa ambiziosa avventura dark fantasy.
Dopo aver provato la demo, che sarà resa ufficialmente disponibile su Steam domani 5 giugno, è facile capire il motivo dell’entusiasmo che si è creato attorno al progetto di Quickfire Games. Prelude: Dark Pain affonda chiaramente le proprie radici nei grandi classici del genere, richiamando immediatamente alla mente titoli come Final Fantasy Tactics e Tactics Ogre, ma cerca al tempo stesso di costruire una propria identità attraverso un’ambientazione dark fantasy particolarmente cupa (che un po’ ci ha ricordato Darkest Dungeon) e un sistema di combattimento ricco di possibilità strategiche. Le prime ore di gioco restituiscono la sensazione di trovarsi davanti a una produzione realizzata da sviluppatori che conoscono e amano profondamente il tactical RPG.
Una guerra sporca in un mondo senza speranza
L’avventura ci porta a Statera, un continente devastato dalla misteriosa Dark Pain e oppresso dal dominio dell’Ordine della Crociata Cinerea. Nei panni di Soren, un ex guerriero diventato fabbro, saremo coinvolti in una ribellione destinata a cambiare il destino del mondo. La demo introduce rapidamente il contesto narrativo senza perdersi in lunghe esposizioni. Il tono è cupo, brutale e fortemente influenzato dal dark fantasy europeo.
Guerre, fanatismo religioso e creature provenienti da altre dimensioni vanno a creare un’ambientazione che ricorda per certi versi opere come Berserk o The Banner Saga, per rimanere in tema di giochi tattici. Pur mostrando soltanto una piccola porzione della storia, il gioco riesce già a costruire un universo credibile e interessante, lasciando intravedere un intreccio più complesso di quanto si potrebbe pensare a una prima occhiata.
Il combattimento è il vero protagonista
Se la narrativa convince, è il sistema di combattimento a rappresentare il vero punto di forza della produzione. Le battaglie si svolgono su mappe a griglia dove posizionamento, gestione delle abilità e controllo del terreno diventano elementi fondamentali per la sopravvivenza. Ogni personaggio dispone di competenze specifiche e il gioco spinge continuamente a sfruttare le sinergie tra i membri del gruppo. La demo mostra un combat system sorprendentemente rifinito, capace di offrire una buona profondità tattica già dalle prime missioni.
Attacchi alle spalle, bonus di altezza, effetti ambientali e abilità combinate creano scontri che richiedono pianificazione senza risultare eccessivamente punitivi. Particolarmente riusciti gli scenari più dinamici, che riescono a spezzare la monotonia tipica di molti strategici a turni. In più occasioni ci siamo ritrovati a studiare il campo di battaglia prima ancora di pensare all’attacco successivo, segno di un design che punta chiaramente sulla componente strategica.
Un’identità artistica che lascia il segno
Anche dal punto di vista estetico Prelude: Dark Pain dimostra di avere una forte personalità. I personaggi sono caratterizzati da un design dettagliato e facilmente riconoscibile, mentre gli scenari alternano villaggi decadenti, fortezze militarizzate e territori segnati dalla guerra.
Lo stile grafico opta per una direzione artistica illustrata che dona al gioco le sue oscure peculiarità. Ottimo anche il lavoro svolto sulle animazioni durante i combattimenti. Gli attacchi risultano leggibili, gli effetti speciali non compromettono la chiarezza dell’azione e il ritmo degli scontri rimane sempre fluido. La colonna sonora, alla quale contribuisce anche la compositrice giapponese Kumi Tanioka, accompagna efficacemente l’azione e rafforza ulteriormente l’atmosfera malinconica dell’avventura.
Un progetto da tenere d’occhio
Naturalmente questa rimane soltanto una demo e ci sono ancora molti interrogativi sul prodotto finale. La varietà delle missioni nel lungo periodo, il bilanciamento della progressione e la qualità della narrazione completa saranno aspetti fondamentali per decretarne il successo. Tuttavia le basi sembrano decisamente solide. Quickfire Games dimostra di conoscere profondamente il genere e di avere le idee chiare sulla direzione da seguire. Con oltre venti personaggi reclutabili, numerose fazioni e una struttura che promette decine di ore di contenuti, il potenziale è evidente.
La demo di Prelude: Dark Pain ci ha lasciato sensazioni molto positive. Il combat system è già convincente, l’ambientazione possiede carattere e il comparto artistico riesce a distinguersi in un panorama sempre più affollato. Non siamo ancora di fronte al nuovo punto di riferimento dei tactical RPG, ma il talento e l’ambizione necessari per arrivarci sembrano esserci tutti. Se il team riuscirà a mantenere le promesse mostrate finora, Prelude: Dark Pain potrebbe diventare una delle sorprese più interessanti per gli appassionati di strategia e dark fantasy nei prossimi mesi.



