Tormentum II la Recensione, l’orrore disegnato a mano che diventa indimenticabile
Tormentum II è un punta e clicca con atmosfere cupe interamente disegnate a mano, uscito su PC: noi lo abbiamo provato per voi e qui di seguito trovate la nostra recensione!
Tutte le info le trovi su questa pagina.
Tormentum II, seconda opera del team OhNoo Studio, arriva dopo una decina di anni di attesa dal primo capitolo, Tormentum: Dark Sorrow, che vantava delle ambientazioni angoscianti e disturbanti, tutte dipinte a mano, in un gioco punta e clicca che ha vinto il premio per il Miglior design grafico agli Aggie Awards 2016 e ha ricevuto una nomination nella categoria Miglior ambientazione.
Questo secondo episodio non differisce per ciò che concerne lo stile di gioco che i giovani sviluppatori hanno adottato nel primo, ispirandosi all’arte di H. R. Giger e Zdzisław Beksiński, creando un gameplay accattivante inserendo persino una forte componente decisionale che sfocia in più finali possibili a seconda delle scelte fatte.
Inghiottito nella simulazione
La storia inizia con un giovane sviluppatore, David, nato in un’epoca futura e distopica in cui i livelli di inquinamento e tecnologizzazione dell’umanità vanno di pari passo creando un inferno sulla terra, che crea un videogioco simulativo all’interno del suo appartamento.
Da quando l’idea del videogioco è affiorata nella sua mente sogna in continuazione una donna che lo chiama, e davanti a sé vede sempre comparire un misterioso scrigno chiuso a chiave che tenta di aprire invano, ogni notte.
Necessitando di apparecchiatura più sofisticata, e probabilmente illegale per certi versi, acquista da un misterioso mercante un hardware capace di migliorare lo sviluppo del suo progetto: una volta inserito il componente, David viene però risucchiato, non si sa come, nel suo stesso videogioco, dovendo quindi affrontare la sua creazione per venire a capo di questo enorme enigma amletico.
Trovatosi all’interno di una prigione inizialmente, in cui incontra i personaggi della sua simulazione, David deve interagire con essi, scegliere attentamente come interfacciarcisi, e analizzare gli ambienti circostanti, sfruttando ogni situazione a suo vantaggio per cercare di tornare nella realtà.
Ogni creatura che David incontra sembra essere pienamente senziente e pensante, non una mera riproduzione di pixel e codici informatici, proprio come voleva progettarli. Ma interagire con essi e poter cambiare le loro vite con delle semplici decisioni non sarà così facile come un semplice videogioco qualsiasi.
L’universo nella scatola
Tormentum II è una storia a sé stante rispetto al precedente capitolo, motivo per cui è autoconclusiva, potendosi tra l’altro avvalere di cinque finali diversi che prendono forma a seconda delle scelte prese durante l’avventura. Non è quindi necessario aver giocato al primo titolo, seppur lo raccomandiamo sempre per l’originalità del progetto e per il genere punta e clicca affascinante e pregno di enigmi complessi e appaganti.
Questa formula è stata riproposta anche nel suo seguito, migliorando ovviamente la struttura intrinseca del videogioco e aggiungendo la componente decisionale, i finali multipli e migliorando il comparto grafico e sonoro (ci teniamo a dire che quest’ultimo sia altamente ricercato e d’effetto).
Una volta usciti dalla prigione infatti ci ritroveremo davanti un mondo suddiviso in grandi isole interamente esplorabili, che constano di più di 150 scenari differenti e sempre realizzati con cura e attenzione per i dettagli.
Lo stile di gioco finisce inevitabilmente per ricordare i grandi artisti che hanno ispirato il team di sviluppo, ossia lo stile di H. R. Giger e Zdzisław Beksiński mischiato ad ambientazioni degne di Dark Souls, arricchite da un comparto audio composto da effetti sonori e musiche di altissimo livello, che contribuiscono ad elevare ulteriormente l’asticella della qualità artistica di Tormentum II.
La storia si sviluppa interamente sull’interazione con gli ambienti e i personaggi che David incontra nel suo viaggio e sulla risoluzione di enigmi, alcuni anche di una certa complessità che abbiamo decisamente apprezzato, senza ulteriori fronzoli o elementi che possono distogliere l’attenzione dalla soluzione degli ostacoli: niente combattimenti o scene action quindi, solo scenari in 2D riccamente dettagliati e disegnati che ci presentano un gioco di logica dopo l’altro, basati su indizi ambientali, combinazione di oggetti e riproduzione di musiche con strumenti improvvisati.
Il gioco ci mette a disposizione un inventario per gli oggetti chiave, in cui selezionare ciò che al momento ci serve e con un rapido click del mouse utilizzare l’oggetto in questione, ma abbiamo anche una sorta di block notes dove David appunterà tutte le immagini e disegni che trova attorno a sé, che gli fanno scaturire un qualche tipo di emozione, ma anche appunti per la risoluzione degli enigmi, di facile consultazione.
L’Orrore che si prende il suo tempo
Tormentum II non è il classico gioco horror con jumpscares da far saltare il cuore in gola o angoscianti atmosfere buie in cui ci si sente inseguiti da un male invisibile. Tormentum II è un gioco più viscerale, angosciante, a tratti distorto e opprimente, in cui ciò che ti circonda ti si incolla addosso per non farti fuggire, tanto forte da farti quasi percepire gli odori e i rumori che ti avvolgono e il disagio che si porta dietro.
David può ricorrere solo alla sua intelligenza e al suo spirito di sopravvivenza e di adattamento per fuggire dall’incubo creato da lui stesso, senza rendersi conto che nell’incubo la vita c’è, e l’ha creata lui stesso, dannandola per l’eternità.
Quest’incubo assume però la forma di un’opera d’arte, pensata per essere ammirata in ogni suo dettaglio, senza buttarci in una azione frenetica che ci distoglierebbe dalla contemplazione di ogni suo comparto: una storia magistralmente scritta, che ci trascina e ci cattura sin dai primi secondi di gameplay, uno stile grafico che omaggia le avventure grafiche anni ’90, ma più curato e immersivo, e degli effetti sonori e una colonna sonora avvolgenti che sono una vera e propria ciliegina sulla torta.
Tormentum II si prende i suoi tempi, restituendo una esperienza horror atipica ma che fa il suo effetto, coinvolgendo persino il nostro lato emotivo più profondo con decisioni non sempre semplici da prendere, che stravolgeranno gli avvenimenti futuri e il finale stesso.
I comandi sono immediati e non complicano l’esperienza, grazie all’utilizzo del solo mouse, anche semplificando il tutto grazie anche alla compatibilità sia con il pad Xbox che Playstation. Apprezziamo anche la localizzazione italiana dei sottotitoli e del menù interfaccia, stavolta, a differenza di altri titoli indie del genere, curata nei minimi dettagli anch’essa (come il resto del prodotto) e non tradotta in maniera approssimativa.
In ultima analisi, solo per concludere un’ode di Tormentum II che abbiamo già tessuto nelle righe sovrastanti, vogliamo sottolineare come il team di OhNoo Studio sia composto esclusivamente da due persone, Piotr Ruszkowski e Łukasz Rutkowski, e che abbiano lavorato incessantemente al loro progetto per ben otto anni, dimostrando così quanto si possa portare sul mercato anche qualcosa di completamente stravolgente e innovativo, se fatto con cura, amore e passione, e il desiderio di offrire qualcosa di unico e mai visto.
Tormentum II
Tormentum II è una avventura grafica disegnata a mano, in stile punta e clicca che si rifà al genere tipico degli anni ’90, con intense atmosfere horror. Tra uno stile grafico memorabile, un comparto audio curatissimo e una forte componente decisionale che gli regala un’ampia rigiocabilità (elemento non da poco), saprà trascinarvi nell’incubo personale di David sino alla fine, mettendo alla prova non solo la vostra abilità con gli enigmi, ma anche la vostra stessa umanità.
8.5 / 5
Pro
- Uno stile grafico unico e indimenticabile
- Colonna sonora e audio di altissimo livello
- Forte componente decisionale e altissima rigiocabilità, con 5 finali sbloccabili
- Da apprezzare la localizzazione italiana, curatissima e impeccabile
Contro
- Potrebbe risultare troppo rilassato a chi si aspetta un horror classico
- Alcuni enigmi possono risultare complicati
- Non c'è un sistema di aiuto interno del gioco (ma per noi va bene così)


