TCG Card Shop Simulator, la recensione: una lettera d’amore to “Touch the Grass”

Un videogioco dove vendi e collezioni carte nel tuo negozio: un esperimento di base demenziale che però regala diverse soddisfazioni, da scoprire in questa recensione

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C’è stato un periodo nella storia moderna del videogioco nel quale si sono moltiplicati in maniera quasi inquietante i simulatori di esperienze. Da una parte si deve questa esplosione all’ingresso della realtà virtuale nella quotidianità, dall’altra alla noia provata dai videogiocatori durante il lockdown. Fatto sta che negli ultimi dieci anni hanno preso piede sul mercato diversi prodotti dall’appeal discutibile, ma in altri casi forti di un concetto di base considerevolmente interessante: dal più classico Goat Simulator fino a simulatori di qualsiasi altra attività, come supermercati, negozi di dischi, carriere di ogni tipo, musicisti, cacciatori, pescatori e chi più ne ha più ne metta. Un intero mondo che può essere riprodotto attraverso un videogioco che si presenta al giocatore senza troppe pretese, forte di meccaniche semplici e capace di risultare intrigante per chi ricerca una quotidianità diversa dal solito.

In questa mischia andiamo a collocare anche TCG Card Shop Simulator, un prodotto che, come il nome stesso suggerisce, si pone come un simulatore di negozio di carte collezionabili. Un pretesto affascinante che rischia però facilmente di risolversi in una routine ripetitiva e noiosa. Sarà effettivamente così? Andiamo a scoprire la versione PS5 di questo gioco nella nostra recensione.

La routine quotidiana dietro al bancone

Il titolo non ha una vera e propria trama, come da prassi per questo genere di produzioni, ma offre un lungo tutorial che ci accompagna nella prima ora di gioco e illustra le meccaniche del progetto attraverso missioni destinate a esaurirsi rapidamente. Di base, dobbiamo tenere d’occhio diversi elementi nel corso delle giornate lavorative (che iniziano alle 9:00 e si concludono alle 21:00): l’incasso, la cassa, gli scaffali, i tavoli da gioco e, proseguendo nell’avventura, anche il magazzino e il personale.

La simulazione si svolge giorno dopo giorno e include al suo interno tantissime dinamiche proprie della quotidianità di un negozio specializzato. Possiamo ampliare l’inventario dei prodotti vendibili affiancando alle bustine e ai mazzi anche tappetini, porta-mazzi, dadi, giochi da tavolo e action figure. Tutti questi articoli devono essere prezzati in linea con un mercato che oscilla quotidianamente, per poi venire esposti all’interno del locale secondo una disposizione parzialmente personalizzabile attraverso l’acquisto di mobilio dedicato.

Attenzione al dettaglio, progressione e una dose di ironia

La caratteristica che permette al gioco di emergere dalla massa è una lodevole attenzione al dettaglio. Ciò si nota fin dai menu delle impostazioni, con elementi come il colore delle banconote che varia a seconda della valuta selezionata per le transazioni, fino ad arrivare ai modelli dei clienti che si muovono attorno a noi, i quali maneggiano accessori e carte differenti in base agli acquisti appena effettuati.

Un altro elemento a favore, strettamente legato a quanto appena detto, è senz’altro la profondità dell’esperienza di gioco. Sebbene il titolo si basi sul ripetersi ciclico delle stesse mansioni, aumentando il livello del negozio si sbloccano feature molto intriganti: l’organizzazione di tornei, l’invio delle carte per la gradazione, la facoltà di assumere dipendenti assegnando loro ruoli specifici scelti da un ampio ventaglio di opzioni, oltre a ulteriori dinamiche che contribuiscono a rendere la simulazione plausibile e sfaccettata.

Da sottolineare è, sicuramente, la meccanica di completamento della propria collezione: anche noi negozianti possiamo “spacchettare” ed effettuare scambi, con piccole espansioni di carte che risultano semplici ma simpatiche.

Il titolo è inoltre caratterizzato da elementi di satira fortemente riusciti. Un esempio su tutti è il classico cliché del giocatore di carte poco incline all’igiene personale, che costringe l’esercente a inseguirlo armato di deodorante per ambienti. Alcuni avventori compiono inoltre acquisti del tutto stravaganti – circostanza tutt’altro che rara nei veri negozi di settore – e in generale l’atmosfera fa leva sugli stereotipi della cultura nerd trasformandoli in una risorsa comica capace di far empatizzare con il contesto.

Comparto tecnico minimale e longevità

D’altra parte, la ricchezza delle dinamiche gestionali stride con un comparto tecnico ridotto all’osso che, se da un lato amplifica l’ironia di fondo, dall’altro lascia la sensazione che si sarebbe potuto compiere un passo in più. Ciò si avverte soprattutto sul fronte sonoro, a causa di una colonna sonora praticamente inesistente che si limita al loop costante della stessa traccia e a campionamenti poco incisivi.

In compenso, la progressione verso il completamento dei trofei stimola a rinnovare costantemente l’impegno quotidiano: i contenuti e le variabili da sbloccare sono così numerosi che, almeno fino al livello 30, si troverà sempre un motivo per aprire la saracinesca e affrontare la giornata lavorativa successiva.

Buono

TCG Card Shop Simulator

TCG Card Shop Simulator è un titolo semplice ma divertente, capace di compensare all’interno della classica struttura demenziale del “simulator” un concentrato di elementi artigianali e curati che strizzano l’occhio a chi è giocatore di TCG anche nella realtà. Un’esperienza leggera che appassiona con poco. Lo consigliamo sia a chi ama il mondo delle carte collezionabili, e a chi ovviamente è appassionato di simulatori e vuole provarne uno discretamente divertente!

7.5 / 5

Pro
  • pieno di cose da fare
  • attento ai dettagli
  • meccaniche ben strutturate
  • controlli user-friendly
Contro
  • tecnicamente troppo banale
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