Star Wars: Galactic Racer la recensione, il gioco di corse galattico che ci meritiamo!

Ecco la nostra recensione di Star Wars: Galactic Racer, il titolo che a distanza di anni ci riporta a sfrecciare nel Campionato Galattico, in un tour ad alto tasso di adrenalina!

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Se c’è un titolo legato al brand di Star Wars che porto nel cuore da sempre è quello Star Wars: Episode I Racer. Mi faceva vivere sulla pelle quella sensazione di velocità e pericolo che la scena del film di Lucas aveva potuto fare solo per una volta, mi faceva desiderare di essere il miglior pilota della galassia, cercando di superare tutte le terribili sfide che i vari circuiti mi mettevano di fronte. I piloti erano tanti, i pianeti anche, e il fatto di poter modificare e potenziare il mio “Sguscio” (anche se ho sempre preferito la pronuncia originale “Podracer“) per portarlo ai limiti del possibile erano qualcosa che mi spronava a giocare e rigiocare, ma anche a provare piloti diversi oltre ai miei preferiti. Il gioco usciva nel 1999, e ora a ben 27 anni di distanza grazie a Fuse Games allo sviluppo, Secret Mode alla pubblicazione e a LucasFilm Games, il mio sogno di vederlo tornare si è avverato. Ecco la nostra recensione di Star Wars: Galactic Racer.

Nostalgia a parte…

Parto però da una precisazione: quando ci si mette di mezzo la nostalgia, è molto facile rimanere ingannati e farsi guidare dal cuore… ebbene, in questo caso più che nostalgia c’era quasi la paura che quei bei ricordi venissero intaccati da un nuovo prodotto figlio di altri tempi. Per fortuna non solo tutte le paure sono state spazzate via, ma addirittura mi sono trovato davanti a un gioco perfettamente integrato nel nuovo contesto storico dell’universo di Star Wars, che mi ha fatto amare le gare ancora più di prima, ma che soprattutto è stato creato con una nuova struttura e un nuovo concetto di “run” (che potremmo definire simile a un roguelite). Soprattutto, si è rivelato solido in ogni suo comparto, cosa di questi tempi abbastanza rara.

Andiamo quindi a dimenticarci il “solito” gioco di gare basato su un campionato a punti, dove la vittoria diventa quasi scontata dopo poche gare con punteggio ottimo, e dove basta prendere e ricominciare da capo quando le cose si mettono male. Qui gli errori li paghiamo cari, e dovremo dare il meglio dalla prima all’ultima sfida.

La cosa più bella per quanto mi riguarda è che il nuovo sistema studiato da Fuse Games riesce ad incarnare il vero spirito delle corse: vince chi è più veloce, ma anche tenace, furbo, a volte subdolo, e basta davvero un niente per buttare al vento tutto quello che si è fatto, e a breve vi spiegherò il perché.

Un’ombra che corre

Nella modalità principale, la Campagna, controlleremo un personaggio che sarà un vero e proprio pezzo della storia del gioco. Si chiama Shade, un fattorino che viene coinvolto da Darius Pax a partecipare al Campionato Galattico da lui gestito. Questo campionato è un po’ diverso da quello che si conosceva ai tempi prima dell’impero, è una reinvenzione proprio di Pax. Temporalmente parlando infatti, parliamo di un periodo dove la presa dell’impero è stata finalmente distrutta, e la Nuova Repubblica sta cercando di rimettere insieme i cocci.

Non è tanto la fame di vittoria che spingerà Shade a partecipare, quanto il voler dare una sonora lezione a Kestar Bool, il campione in carica che sembra avere un ruolo importante nel suo passato… ovviamente in negativo. Arrogante, pieno di soldi, e ovviamente tutt’altro che corretto, si rivela essere la nemesi perfetta. Senza rivelarvi troppo altro sulla trama, sappiate che partiremo dal doverci qualificare per il campionato principale, per poi provare a togliere lo scettro a Kestar… ma basterà davvero essere il migliore e riuscire a sconfiggerlo? Provateci, e vedrete.

Per quanto riguarda il nostro personaggio, di Shade potremo personalizzare corporatura, voce e alcuni dettagli colorati, ma nulla di più particolare. Ovviamente potremo optare per tratti sia maschili che femminili. Ci sarà anche la possibilità di controllare altri piloti all’interno del gioco, ma solo durante sfide prestabilite (fuori dalla campagna), o in multiplayer, o in qualche vecchio ricordo di un qualche super-pilota dei tempi andati (ogni riferimento a Sebulba è puramente non casuale).

Un gioco di corse “Runs-Based”

Il gioco per stesa dichiarazione degli sviluppatori, è un titolo “Runs-Based”: significa che ogni tour corrisponde a una run, durante la quale gareggeremo di pianeta in pianeta cercando di raggiungere il nostro obiettivo finale e vincere l’ultima gara. Su ogni pianeta affronteremo la media di 4 eventi, che possono essere corse classiche, corse eliminatorie, ma anche sfide proposte dagli altri piloti e altro ancora. La particolarità di queste run, è che una volta che avremo terminato i Gettoni del Campionato (praticamente le nostre “vite” a disposizione), la run terminerà e saremo costretti a ricominciare da capo, con tutti i progressi ottenuti che si saranno azzerati. Chiaramente non tutti i tipi di sconfitte ce ne faranno perdere uno, ma ma n mano che proseguiremo con gli Atti di gioco, le sfide di questo tipo aumenteranno, e si faranno sempre più brutali.

Non tutti i mali vengono per nuocere però, e non tutto viene buttato: durante ogni run, completando gli eventi, guadagneremo dei Punti Tuning che serviranno per potenziare permanentemente (fino a un certo limite) il nostro veicolo di base, così da avere un punto di partenza più buono nella run successiva. Esiste anche il respec, quindi sentitevi liberi di sperimentare. La struttura è quindi simili a quella di un roguelite, e nonostante si tratti di una novità assoluta per un genere di questo tipo, sono felice di dire che si incastra tutto dannatamente bene. Tirerete giù qualche imprecazione? Ovviamente. Sarete appagati ed esulterete come bambini quando vincerete le gare? Assolutamente si, e molto più che in altri titoli di corsa.

La Campagna di Star Wars: Galactic Racer

La campagna è la modalità principale in solitaria, che ci vedrà partire dalle qualificazioni per poi entrare a far parte del Campionato Galattico nella sua totalità. Non va sottovalutata, e non è corta come sembra: fa andare avanti la storia, la narrazione, è piena di intermezzi in cui avremo a che fare con gli altri piloti, e ci terrà incollati allo schermo per parecchio tempo (ancora di più, se sarete costretti a ripetere più e più volte le run). All’inizio di ogni run, sceglieremo il nostro veicolo (tra Landspeeder, Speeder Bike e Skim Speeder), il nostro stile di guida (che ci darà diversi bonus in base al livello dello stile), e fino a tre “favori” datici dagli NPC, anche questi in grado di darci dei bonus o delle agevolazioni di un certo tipo (alla fine, non siamo gli unici ad essere stufi di Kestar no?).

Ovviamente la nostra build iniziale sarà determinante per il proseguire della run, ma non tutte le opzioni saranno sbloccate all’inizio del gioco: dovremo faticare e correre per ottenere risultati, e sbloccare i vari stili e favori durante i nostri tentativi (riusciti o falliti che siano).

Durante la nostra run come già detto oltre alle corse dovremo potenziarci: all’inizio del tour, e all’inizio delle sfide di ogni nuovo pianeta visitato, saremo trasferiti nel Paddock. Si tratta di uno spazio aperto dove potremo ascoltare i discorsi degli altri piloti, avere a che fare con chi vuole dirci qualcosa, accettare dei contratti con gli sponsor (e sì, dovremo rispettarli superando delle sfide), e chiaramente acquistare pezzi per il nostro veicolo. Questi possono essere sia dedicati alle parti classiche, aumentando la potenza del Postbruciatore, o magari della Curvatura, o ancora della Batteria per poter utilizzare più abilità in gara, oppure a dei pezzi che ci daranno bonus e migliorie veramente importanti e di vario genere (hanno anche una rarità), o appunto dei kit abilità per avere qualche asso nella manica (Bombe stordenti? Scudi? Lanciafiamme? Altro?).

I Pezzi durante la gara, se subirete dei danni importanti, potranno anche diventare “Difettosi”, cosa che vi darà dei malus abbastanza importanti, quindi appena potete cercate di ripararli (al costo di crediti) dal Rottamatore per rimuovere il difetto. Parliamo di cose come esplodere in partenza, o effetti secondari che possono attivarsi a velocità disarmante o avere conseguenze più gravi.

Non sottovalutate tutto ciò che sembra di contorno, come ad esempio proprio gli altri piloti, che sia negli eventi “Personaggio Misterioso” o nel Paddock, perché se da un lato alcuni cercheranno di sabotarvi, al soldo di Bool, altri saranno proprio coloro che vorranno essere vostri alleati, e sconfiggerli in apposite gare dopo che saranno diventati vostri rivali, vi darà accesso anche ai loro Favori.

In linea di massima quindi possiamo dire che il sistema di progressione è ricco ed appagante, cosa che di certo fa piacere e non è scontata in un titolo di corse.

Si scende in pista!

Nonostante sia un gioco di gare, e l’effetto ripetitività potrebbe essere dietro l’angolo, il team di Fuse Games è riuscito a fare un ottimo lavoro per tenere alto l’interesse sulla lunga distanza. Parliamo sia della difficoltà crescente, sia delle sfide di intermezzo che continuano ad aumentare – e ovviamente in tandem con la storia, fino a farvi guidare anche gli amati e mai dimenticati Sgusci – e con i vari pianeti del tour che vedremo in diverse location, con più tracciati a disposizione.

Dopo aver letto questo papiro di cose, potrete immaginare che ogni singola tappa del tour sui vari pianeti, e ogni singola gara, siano ad alto tasso di tensione. Nei secondi prima dello start effettuerete dei controlli pre-gara con dei QTE a tempo limitato, poi proverete ad eseguire una partenza perfetta, e poi… sarà un’inferno fatto di velocità (avrete a disposizione ben 2 tipi di turbo), impatti, esplosioni e adrenalina. Correre significa accelerare, effettuare manovre ad alto rischio, curvare in modo più stretto con l’abilità speciale del veicolo che abbiamo scelto, e soprattutto sopravvivere (dopo un certo numero di schianti o distruzioni, variabile anche in base a dei bonus che potrete scegliere, sarà “rottamazione”).

Gli avversari saranno poi estremamente aggressivi, tenteranno di gettarvi fuori pista, vi sfotteranno tramite audio, e vi colpiranno con le loro abilità. Sappiate che prima dell’inizio della gara potete anche sfidarli e scommettere contro di loro: chi di voi arriverà prima dell’altro, vincerà crediti (niente male per aumentare il gruzzoletto che avete da parte, dato che i soldi vi serviranno parecchio). Attenzione però quando lo fate, e valutate sempre se il gioco vale la candela (se la pista la conoscete, se l’avversario ha una previsione di vittoria alta, o anche se voi stessi avete dei pezzi difettosi che vi intralcerebbero).

Ah, una cosa importante: sapete che non è possibile ricominciare le gare in corso, vero? Quando giocherete, vi dovrete accaparrare il risultato che state ottenendo, nel bene e nel male. Dite pure addio alle decine di tentativi dove tenete per buono quello positivo: qui, deve essere sempre “buona la prima”. Buona fortuna!

Un tour galattico!

Non ci sono solo i piloti avversari infatti a darci filo da torcere, ma anche i tracciati stessi: come siamo già stati abituati nello storico primo titolo, i vari pianeti sono pieni di scorciatoie, strade anguste, e soprattutto pericoli da schivare. I pianeti che visiteremo sono in totale 6, ognuno con le sue peculiarità.

Tatooine non farà parte del Campionato Galattico, ma avrete modo di correrci (e non vi facciamo spoiler più di così). Jakku, location della famosa “Battaglia Finale” è ora più di un deserto: un rovente cimitero di navi cadute dal cielo, dove il caldo stesso sarà parte della sfida. Lantaana potrebbe essere quasi definito un paradiso tropicale, ma tra gli splendidi paesaggi di verde, roccia e acqua, si nascondono anche fiumi di lava! I fan di Star Wars conosceranno poi sicuramente Ando Prime, un luogo freddissimo, dove il congelamento sarà uno status quasi costante sul vostro veicolo, mentre potrebbero aver sentito parlare solo un paio di volte di Crait, che tra distese immense di sale e cristalli rossi di Rodocrosite si rivela una sfida dove la visibilità e i nostri sistemi di turbo saranno messi a dura prova.

C’è poi Sentinel One, inospitale e pericoloso, è disseminato di fiumi acidi che corroderanno i nostri veicoli fino a danneggiarli. Infine Derven Acos, che non era nulla di speciale fino a quando Pax lo ha fatto diventare il fiore all’occhiello del Campionato Galattico, trasformandolo in un pianeta – ancora in parte in costruzione – in continua evoluzione dove si susseguono diversi tipi di sfide ambientali (prese a piè pari per tipologia dagli altri pianeti citati).

Ci tenevo particolarmente a citarli tutti, per farvi capire soprattutto che le variabili in Star Wars: Galactic Racer – sommando anche tutto il resto – sono davvero innumerevoli, e sarà praticamente impossibile trovarsi di fronte a due run identiche.

Fuori dalla campagna c’è relax?

Rispondendo alla domanda del titolo del paragrafo, “neanche per idea”. Quando non starete giocando la modalità storia, potrete cimentarvi in altre modalità diverse. No, non esiste il campionato a punti in stile F1 o come in qualsiasi altro racing game che preveda un torneo e… forse in un certo senso vederlo come modalità secondaria non ci sarebbe dispiaciuto, magari mantenendo comunque un modello procedurale simile alle run della campagna. Certo, è stata creata una cosa simile nella modalità multiplayer, dove potremo affrontare giocatori online in un vero e proprio tour, ma senza i punti di mezzo.

Parlando proprio del multiplayer, il livello di precisione raggiunto è ammirevole, tanto che non abbiamo mai avuto problemi di sincronia o latenze di sorta. In questa modalità potremo guidare sia Shade, sia gli altri piloti del Campionato Galattico, nonostante tutti gli altri ovviamente debbano essere prima sbloccati. In questa modalità si può anche correre in gare veloci, gare veloci con gli Sgusci, e appena potrete, anche un Tour con gli Sgusci!

Se siete comunque legati al single player, ci sono ben due modalità fuori dalla Campagna che potete squagliare per benino: una è quella Arcade, dove verrete messi davanti a delle sfide a tempo, in condizioni specifiche per la sfida scelta, con difficoltà crescente e con tempi da battere sempre più folli, e gli Scenari, che vi metteranno alla guida degli altri piloti del Campionato Galattico in mini tour di poche gare, dove la vittoria significherà ottenere anche dei preziosi Punti Tuning.

Comparto tecnico

Parlando in chiusura del comparto tecnico, siamo rimasti a dir poco estasiati da ciò che ci ha offerto in questi giorni Star Wars: Galactic Racer. Non abbiamo avuto alcun tipo di problema con bug, crash o simili (al massimo un paio di sfarfallii sui capelli del povero Soren Zaks, ma già risolti dal primo aggiornamento), e a livello grafico il colpo d’occhio è sempre stato importante, che si parli di paesaggi o di dettagli dei piloti fuori dalla gara (anche se il Paddock abbia un effetto meno “wow” delle ambientazioni esterne). Non ci siamo mai trovati inoltre di fronte a cali di prestazioni, con gli fps che sono rimasti sempre granitici sui 60 su PlayStation 5.

La sensazione di velocità è sempre alta, visibile e palpabile a schermo, al quale aggiungiamo una gestione della fisica ottima, e delle hitbox particolarmente precise (a volte addirittura troppo).

Il comparto audio ci ha fatto sorridere, sia per alcune delle musiche che sono state riproposte (quando inizierete una gara su Tatooine, capirete), sia per le nuove tracce e per gli effetti audio, da quelli prodotti dai veicoli, fino ai crash, le esplosioni, e le voci dei personaggi.

Piccola nota a margine per l’ottimizzazione del DualSense: non sono stati fatti lavori eccezionali in termini di quantità, ed è stato sfruttato solo in parte con il Trigger adattivo nel momento di accensione dei motori. Carino, ma si poteva fare molto di più.

Eccellente

Star Wars: Galactic Racer

Arrivato alla conclusione della recensione, mi rendo conto di quanto effettivamente Star Wars: Galactic Racer sia un gioco che abbia molto da offrire, e soprattutto in maniera eccelsa. Un paio di piccole mancanze potrebbero sentirsi, ma sono principalmente flavour, e potrebbe magari non piacere a coloro che si aspettano un titolo di corse più “tradizionale”. Eppure quello prodotto da Fuse Games e Secret Mode ĆØ a dir poco un gioiellino, che ci fa vivere davvero lo spirito delle corse galattiche: belle, brutali, e che danno una grandissima soddisfazione quando si riesce a vincere. Le variabili sono molte, cosƬ come le scelte che faremo, che potranno rivelarsi giuste o sbagliate, e con la possibilitĆ  di personalizzare le nostre build con tante opzioni, ma non cosƬ numerose da essere tanto eccessive e pompose da disorientarci. In definitiva, reputo Star Wars: Galactic Racer il gioco che aspettavamo, e che ci meritavamo. Difficile chiedere di meglio (e a un prezzo più che onesto).

9.3 / 5

Pro
  • Il sistema di guida ĆØ ottimo, e ci tiene sempre impegnati
  • La modalitĆ  campagna ha una struttura insolita (runs-based) ma estremamente appagante
  • Il tasso di sfida ĆØ sempre impegnativo, anche a livello normale
  • Gestito egregiamente il sistema di progressione
  • Ottime (e utili) le modalitĆ  di contorno...
Contro
  • ...ma anche campionato vecchio stile, come modalitĆ  secondaria, avrebbe arricchito il pacchetto
  • Peccato per la mancanza di alcuni piloti storici
  • Potrebbe soffrire un po' di ripetitivitĆ 
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