NBA 2K27 la recensione, Visual Concepts saluta l’old gen (e fa bene)
Siete pronti a tornare sul parquet? Ecco la nostra recensione di NBA 2K27, che abbandona l'old gen ma ha un sacco di novità che vi faranno tornare il sorriso, dopo anni.
Tutte le info le trovi su questa pagina.
NBA 2K27 è arrivato, e quest’anno c’è una novità che cambia davvero le cose: addio al supporto a PlayStation 4 e Xbox One. Gli sviluppatori hanno deciso di fare ciò che la community si aspettava da tanto tempo. Sì, perché ora si concentreranno su PlayStation 5, Xbox Series X/S, Nintendo Switch 2 e PC. Quindi, finalmente, non ci saranno più i compromessi tecnici. Ed è solo che un bene.
Ci sono differenze col capitolo precedente?
La risposta breve è: eccome! Il passaggio a NBA 2K27 si sente. Il capitolo precedente, infatti, già zoppicava troppo a causa del suo trascinarsi una serie di problematiche causate dall’old gen, che ormai è stata abbandonata, come già detto. Non solo Le percentuali dei tiri da 3 erano spesso esagerate e il sistema che vi permetteva di rubare palla era uno dei temi più discussi, soprattutto nella community competitiva. Visual Concepts aveva una sfida per questo nuovo capitolo: bilanciarlo alla perfezione.
Il nuovo sistema di tiro introduce una zona verde un po’ più fedele al valore dell’attributo e allo spazio che hai a disposizione. Questa cosa lo rende più realistico, e ci fa capire in modo semplice se il tiro andrà a segno oppure no, anche senza l’HUD. Non solo, dovremo tirare solo quando sei all’aperto e quando il tuo giocatore è nella posizione di poter tirare, altrimenti farete un errore.
Vi dicevamo che il sistema della rubata è stato un tema caldo per i giocatori, beh, con questa nuova interazione del gioco, il sistema tiene conto della struttura fisica del difensore in tempo reale. Detto in modo pratico, un’ala piccola non può disturbare il tiro di un centro sollevando solo la mano. Ci voleva.
La velocità del possesso palla è stata anche ricalibrata per fare in modo che il giro palla sia molto più premiato rispetto all’egoismo sportivo. Sono stati rivisti anche i movimenti in post, visto che ci sono molte più animazioni con step through e up and under. In altre parole, aver contro il giocatore sbagliato potrebbe davvero darvi del filo da torcere, come nella vita reale.
C’è anche una novità interessante per chi è costretto a stare fuori dal campo. Sì, ci stiamo riferendo alla nuova app NBA 2K HQ. Da lì potrete costruire il vostro giocatore e importarlo in-game con un codice. Insomma, potete testare e spostare le abilità mentre siete sul divano e poi provarle sul campo quando avviate NBA 2K27.
Nuove modalità per NBA 2K27
Chi ha vissuto gli anni peggiori della Città, sa di cosa sto parlando: non era possibile respirare. C’erano tantissimi spostamenti inutili, tempi morti che facevano solo venire voglia di disinstallare il gioco. Ora le cose non sono più così. Su NBA 2K27 la struttura è un po’ più compatta, con edifici e quartieri più vicini tra loro, e camminarci dentro è un po’ meno frustrante. E se pensavate che questa sia l’unica novità, sappiate che c’è anche di più: il parco co-ed. Per la prima volta potrete comporre squadre miste con giocatori NBA e WNBA, così da poter creare tattiche che prima erano impossibili e soprattutto variegano un po’ il multiplayer online.
Più sostanza, meno grinding
La modalità carriera lascia da parte i toni esagerati degli ultimi tempi per concentrarsi su qualcosa che parli solo ed esclusivamente dello sport. L’integrazione con MyNBA vi permetterà di vivere il percorso all’interno di 5 epoche storiche diverse: potrete sfidare i Bulls ’90 e I lakers dello Showtime mentre costruisci la tua carriera da giocatore. Niente di rivoluzionario, vero, ma funziona e vi fa anche da “professori di storia”, per chi è più giovane.
Ora parliamo della modalità di gioco più delicata di NBA 2K27: MyTeam. Quest’anno c’è stato un tentativo concreto di ridurre il pay to win, premiando la progressione costante sul campo, piuttosto che il portafoglio pesante. Le ricompense della Triplice Minaccia e le sfide stagionali sono molto più generose per quanto riguarda gli XP e pacchetti. In questo modo è possibile costruire un roster competitivo anche senza spendere soldi extra. Non è ancora perfetto, ma è il movimento giusto verso il canestro.
Il basket diventa fisico (finalmente)
Quando si entra in campo, si sente che c’è qualcosa di diverso pad alla mano. Il motore ProPLAY esteso dà un peso “tangibile” a ogni atleta. Non si pattina più sul parquet, e salutate anche le animazioni slegate. La gestione della stanchezza e dell’inerzia richiede di pensare prima di scattare, e il nuovo Set AI framework ottimizza automaticamente le spaziatura intorno al playmaker, premiando chi costruisce l’azione, come detto poco fa.
Ma la novità più interessante è quella dei Moving Breakdown. Ora puoi triggerare le combo signature dei tuoi giocatori senza fermarti: tieni premuto R2/RT e dai un colpo verso l’alto con lo stick mentre hai la palla in corsa. Il risultato sarà una serie di palleggi in movimento per disorientare il difensore, senza perdere lo slancio in transizione. Ed è qualcosa che davvero ti fa sentire la differenza rispetto ai giochi precedenti.
Non solo, sono cambiati anche gli Alley Oop, che diventano posizionali. Non basta più premere un tasto generico. Quando aspetti la palla devi premere il frontale corrispondente alla direzione del passaggio. Se arriva da sinistra premi Quadrato/X, al contrario premi Cerchio o B. Ci vuole un po’ per abituarsi, ma una volta fatto bene dà soddisfazione concreta quando lo esegui bene.
Una difesa pensante
Il lato del campo dove si sentono di più le novità è quello difensivo, nonostante quello che vi abbiamo appena detto. Sì, perché i difensori controllati dall’IA sono molto più difficili da superare rispetto al passato: assorbono meglio i contatti e non sono più tanto “sciocchi”, per usare un eufemismo.
E come si controlla la difesa? Beh, avrete a vostra disposizione l’hands-up defense è stata ridisegnata con un controllo a due livelli: se spingete lo stick verso l’alto la difesa diventerà aggressiva, il tuo giocatore invade lo spazio aereo dell’attaccante per soffocare il tiro. Al contrario, la difesa diventa più conservativa, ideale quando sei già vicino al limite dei falli.
Abbandonare l’old gen è stata la scelta giusta
Tagliare l’old gen ha portato solo benefici, e si vede fin da subito. La tecnologia proPLAY è stata estesa con centinaia di nuove animazioni catturate da partite NBA reali. Sì, perché le transizioni tra palleggio, arresto e tiro sono più fluide che si siano mai viste nel franchise. Non solo, l’illuminazione dei palazzetti, i dettagli sul parquet e la resa visiva dei giocatori hanno raggiunto il livello successivo.
I tempi di caricamento su Xbox Series S sono brevissimi e il gioco gira a 60 FPS stabili anche nelle situazioni più caotiche. Niente scuse e, soprattutto, niente cali.
NBA 2K27 è sicuramente il capitolo più solido degli ultimi anni. Senza il “peso” dell’old gen, Visual Concepts ha potuto lavorare meglio e si vede: il gameplay è più bilanciato, la difesa finalmente ragiona, la Città è migliore ed è possibile anche usare l’app mobile per le build. Se cercate la miglior simulazione di basket disponibile al momento e sei ancora su PlayStation 4 o Xbox One, purtroppo è il momento di aggiornarti.
NBA 2K27
NBA 2K27 è un punto di svolta per la serie, anche se per farlo ha dovuto lasciare indietro le console old gen a favore di PlayStation 5, Xbox Series X/S, Switch 2 e PC. Senza i precedenti limiti tecnici, il gioco offre un motore fisico e grafico rinnovato, meccaniche di tiro e difesa molto più realistiche e bilanciate, una Città più compatta per il multiplayer (che ora include squadre miste) e un approccio decisamente meno incentrato sul pay-to-win nella modalità MyTeam, risultando il capitolo più solido e fluido degli ultimi anni.
8 / 5
Pro
- Netto salto tecnico
- Gameplay più tattico e realistico
- Miglioramenti strutturali
Contro
- Taglio definitivo all'old gen
- Maggiore complessità dei comandi
- Economia MyTeam da limare


